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L’area Grecanica: Bova Marina e la sua Sinagoga




 

L’area Grecanica: Bova
e la sua Sinagoga

 di
Daniela Strippoli

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Continuando il viaggio lungo la costa ionica calabrese, percorrendo sempre la SS 106, oltre a rimanere affascinati dalle splendide spiagge bianche e dal colore indiscusso del nostro mare che varia seguendo i colori del cielo, si costeggiano, sul lato opposto, le bellissime montagne calabresi: prima delle Serre e poi quelle dell’Aspromonte.

 

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Il panorama sulla costa ionica percorrendo
la SS.106 verso Reggio Calabria



Nome che, sicuramente, limita i nostri pensieri ai tanti fatti di cronaca nera che, purtroppo, siamo soliti ascoltare. Non si può immaginare quanto di affascinante ancora oggi conservano i monti aspro montani per la cultura ellenofona che si preserva nei suoi più internati paesi e per le tradizioni che continuano ad essere vissute come se questo angolo di terra avesse fatto un patto con il tempo.

 

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La spiaggia di Bova Marina

 

Non per nulla l’Aspromonte è spesso entrato nella letteratura. Tra i tanti ad averne da qui tratto ispirazione voglio ricordare Corrado Alvaro natio di San Luca (RC) . Nel libro che probabilmente fu tra le sue opere più famose: "Gente di Apromonte" egli compie una raccolta di novelle intrise di profonda malinconia per quel mondo arcaico e appartato di cui egli ne temeva il disfacimento. “ Non è bella la vita dei pastori in Aspromonte, d’inverno, quando i torbidi torrenti corrono al mare, e la terra sembra navigare sulle acque”

 

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La copertina del volume: "Gente di
Aspromonte " di Corrado Alvaro

Queste parole, tratte dalla sua opera, sembrano il manifesto di una tragica situazione umana segnata dalla catastrofe di alluvioni e dall’arretratezza sociale ed economica non inverosimile.

Un itinerario tra i più affascinanti, a mio avviso, è quello che si articola tra le creste delle montagne e le valli solcate dalle fiumare: L’ Amendolea, nella parte meridionale dell'Aspromonte e lo Stilaro tra i monti delle Serre ma, quest’ultimo, merita un viaggio a parte.

 

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 Un vecchio manifesta della vallata dell’Amendolea
all'ombra della rupe fortificata del Castello

 

La strada verso l’Aspromonte conduce in un paesaggio austero e bizzarro, avvolto dal silenzio, dal profumo della ginestra e dal canto assordante delle cicale, a contatto con la storia, la cultura ,i problemi e la lingua di un'antica etnia: quella greca. E’ infatti per questo che la vallata dell’Amendolea segna il confine della cosiddetta Area Grecanica nel territorio di Reggio Calabria che coinvolge, da Occidente ad Oriente, i territori dei comuni di Roghudi, Bagaladi, San Lorenzo, Condofuri, Roccaforte del Greco, Bova, Palizzi, Staiti oltre che Pentidattilo e Brancaleone.

 

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I siti dell'Area Grecanica

 

Cosa significa però Area Grecanica E’ cosa ormai nota, o così dovrebbe essere, che la Calabria sia stata popolata e conquistata dai Greci tanto da essere nominata Magna Graecia. Allora perché denominare area grecanica solo una piccola parte della regione invece che definirla appunto Magna Grecia?

 

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Wikipedia, in merito, chiarisce che così viene definita la parte di Calabria in cui si conserva ancora oggi il dialetto greco.Tale lingua era parlata in tutta la Calabria meridionale fino al XV-XVI secolo, quando fu progressivamente sostituita dal dialetto romanzo che fu, a sua volta, influenzato dal greco-calabro nella grammatica e in molti vocaboli (nel XVIII secolo il dialetto calabrese aveva ancora moltissimi grecismi).

 

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Ecco la Bovesia!


L’area Ellenofona o Grecanica conosciuta come Bovesia è dunque la  parte più meridionale della penisola in cui resiste ancora un’antica lingua: il greco di Calabria ed esistono i greci di Calabria. 

 

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Targa in pietra scritta in grecanico

 

Non si può cominciare la scoperta della Bovesia se non da Bova, in greco Chora, un paesino di circa 442 abitanti situato a circa 442 m s.l.m sul versante orientale dell'Aspromonte che mantiene vive le sue tradizioni greche e conserva la storia.

Il suo territorio ha fatto affiorare un patrimonio archeologico che ha le proprie radici nella preistoria i cui rinvenimenti risalgono anche a 9.000 anni fa. Durante le tante campagne di scavo sono stati portati in luce ceramiche, asce di pietra, vasi decorati provenienti da siti neolitici, una fattoria rurale greca di epoca classica ( V-IV secolo a. C) e un altro insediamento fortificato di VI secolo.

 

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Lo splendido comune di Bova

Il sito archeologico di rilevanza eccezionale per la sua rarità, se non unicità in tutta la Calabria, è quello rinvenuto presso la località “ San Pasquale” laddove sorgeva la romana Scyle menzionata nella Tabula Peuntigeriana (la mappa stradale antica per intenderci). E’ qui che è rinvenuta la Sinagoga risalente al IV secolo d.C. che risulta essere la seconda in Occidente per antichità, dopo quella di Ostia antica.

 

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I mosaici pavimentali
appartenenti alla sinagoga di Bova Marina


Bellissimi ed importanti sono i mosaici policromi pavimentali che riportano i simboli ebraici quali: Il Corno d’Ariete, il Cedro, il Nodo di Salomone e la Memorah oggi protetti nell’Antiquarium.

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Un altro particolare del pavimento
in mosaico della Sinagoga di Bova Marina



Il sito archeologico ebraico di Bova Marina del IV sec. d.C. non può che suscitare incanto, suggestione, stupore. La meraviglia di un sito scoperto casualmente, come tante altre sinagoghe del bacino mediterraneo, già al tempo della loro scoperta posero rilevanti interrogativi agli storici dell’arte.

La scoperta della sinagoga di Bova Marina passa attraverso questo antico percorso nella storia dell’arte e dell’architettura, per arrivare alle particolarità suggestive del territorio di Bova Marina dove, insieme ad altri comuni aspro montani, si parla ancora il greco.

 

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Un'altra istantanea del pavimento
della Sinagoga di Nova Marina

 

Per questo affascinante territorio, per le sue tradizioni artigiane, linguistiche, culturali, è stata proposta la candidatura nelle liste del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO.

C'è ancora tanto da scroprire in questo angolo di Calabria. Lo farò in una prossima puntata.


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