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Cesenatico: Il Grand Hotel Leonardo da Vinci




di
Morello Pecchioli

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Era una colonia marina per bambini di famiglie che non potevano permettersi il lusso di portarli al mare, ora è un hotel per turisti che possono permettersi il lusso di un cinque stelle galattico. Parliamo dell’ex Colonia Veronese di Cesenatico, il grande edificio liberty che dal 1936 alla fine del ‘900 ha accolto migliaia di bambini veronesi.


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 La colonia marina veronese
in una cartolina d'epoca

 

Dopo i lavori di trasformazione l’edificio è diventato il Grand Hotel Lusso Leonardo Da Vinci. Arricchita di preziosi mosaici in marmo di Lasa, di onici e con i bagni delle suite firmati Versace, la struttura appartenuta prima al Consorzio Antitubercolare di Verona, poi alla Provincia scaligera e successivamente a un consorzio di comuni veronese con capofila Verona, è ora il più bell’albergo dell’Adriatico e uno dei più sontuosi d’Italia.

 

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Cesenatico: Grand Hotel Lusso
Leonardo Da Vinci


A inaugurarlo sabato prossimo 27 luglio, dopo gli ultimi frenetici ritocchi, sarà Flavio Tosi, il sindaco leghista di Verona, la cui presenza è stata fortemente caldeggiata (e corteggiata) da Antonio Batani, il proprietario del nuovo magnificente Grand Hotel. Accanto a Tosi ci saranno il presidente della Confindustria Giorgio Squinzi e il sindaco di Cesenatico Roberto Buda.

Batani, 77 anni è il re degli albergatori della Riviera romagnola: con il Leonardo da Vinci possiede 12 alberghi. Suo è il Grand Hotel di Rimini, cinque stelle lusso, che Federico Fellini celebrò in Amarcord, suo il Palace Hotel di Milano Marittima, cinque stelle, frequentato da vip, calciatori famosi e personaggi dello spettacolo.

 

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Antonio Batani, il re degli albergatori
della Riviera Romagnola

Amico del compianto Tonino Guerra, di Arrigo Sacchi e altri personaggi celebri, Batani ha modernizzato e trasformato l’ex colonia seguendo le direttive della soprintendenza ai beni architettonici delle province romagnole, rispettando i caratteri originari dell’edificio e rimettendo a nuovo anche lo stemma della città scaligera. “Mi fa un enorme piacere che il sindaco di Verona abbia accettato di inaugurare il Leonardo da Vinci”, dice. “Lo stimo molto”.

Batani, che ha invitato Flavio Tosi sia per le “radici” veronesi del suo hotel sia per stima personale, non sa che nell’ex colonia di Cesenatico il sindaco di Verona ha passato qualche estate durante la sua fanciullezza. “Io e Barbara, mia sorella, vi abbiamo soggiornato per alcuni anni”, racconta Tosi. “Ho molti bei ricordi legati alla colonia. La nostra famiglia non nuotava nell’oro, ma i nostri genitori ci tenevano a farci trascorrere un periodo al mare, a respirare aria buona, ricca di iodio. E così ci iscrissero ai soggiorni estivi del Comune.

 

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Nella bella foto il sindaco di Verona Flavio Tosi è,
nella fila di centro, il terzo da destra. Ignota, per ora,
il nome della splendida "
signorina

 

Quando era il momento mamma e papà ci accompagnavano, in auto a Cesenatico dove ci affidavano alle signorine. Ricordo con piacere, e con un po’ di rimpianto, i giochi sulla spiaggia, l’ora del bagno, i nuovi amici, i canti e le minestre e pastasciutte nel grande salone da pranzo pieno di voci”.

Antonio Batani ha dedicato a Leonardo il suo Grand Hotel perché è a due passi dal Porto Canale progettato dal genio nato a Vinci su richiesta di Cesare Borgia. Il cinque stelle lusso di Cesenatico è in riva la mare, vicinissimo al centro di Cesenatico.

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Cesenatico: il canale progettato
da Leonardo da Vinci

 

Dotato di grande spiaggia privata di 4500 metri quadrati, è stato costruito senza risparmio: la bellezza degli arredi, delle decorazioni d’interno, la qualità elevata dei materiali utilizzati per la costruzione, l’alto livello dei servizi e la cura del dettaglio e delle numerose applicazioni tecnologiche si traducono in eleganza, raffinatezza, lusso esagerato.

 

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La vista sul faro e sul panorama
di Cesenatico dall'Hotel

Quattro le tipologie di camere: executive, deluxe, junior suite e suite. Tutte con rifiniture di pregio, soffitti lavorati a mano, insonorizzate e dotate delle tecnologie più moderne. Ma è nelle suite che lusso ed eleganza sono portati ai massimi livelli: solo materiali top quality e comfort all’avanguardia.

 

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Per i bagni griffati Versace sono stati utilizzati marmi del miglior taglio, con doccia e vasca idromassaggio, tivù maxischermo, camino e bagno turco.

Gli ospiti più esigenti (e più danarosi) potranno avere perfino un maggiordomo privato. Il Grand Hotel Leonardo da Vinci ha un centro benessere “Dolce Vita” con una superficie di oltre 600 metri quadrati con cabine per massaggi e trattamenti di bellezza, una grande piscina interna di oltre 110 metri quadri, un’ampia zona umida con percorso kneipp, sauna, biosauna, bagno turco, sei docce con temperatura e profumazioni diverse dell’acqua, una Private Spa.

 

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All’esterno è prevista una grande piscina a forma di fiore con un’isola al centro, ponticelli e giochi d’acqua, tre campi da tennis, il parco giochi per i piccoli e il centro congressi che può accogliere fino a 900 partecipanti posto in un edificio attiguo all’hotel. Anche la cucina sarà stellare con prime colazioni a buffet stratosferiche.

In 77 anni si è passati dal pane duro inzuppato in scodelle di latte bianco dell’antitubercolare ai panini imburrati con la marmellata della colonia alle tartine di salmone. Dai bambini veronesi di cassa toracica striminzita ai vip mondiali con portafogli extralarge.

 

LA STORIA DELL’EX
COLONIA VERONESE

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La storia del Grand Hotel Leonardo da Vinci inizia nel 1928. Costruito in stile liberty dall'architetto Magrini, l’edificio ebbe fin da subito destinazione alberghiera. Si chiamava, probabilmente dal nome dei proprietari, Albergo Caimmi. Dopo otto anni, nel 1936, fu trasformato in colonia per i bambini del comune di Verona che avevano bisogno di respirare un’aria marina ricca di iodio com’è, appunto, quella della riviera romagnola..

 

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All’inizio, infatti, appartenne al Consorzio provinciale antitubercolare di Verona (ex Cpa) che lo utilizzava a scopo preventivo, non di cura. Quando entrò in vigore la riforma del servizio sanitario nazionale nel 1978, il Cpa fu soppresso e l’immobile di Cesenatico, oltre alle colonie scaligere di Ceriale, in provincia di Savona, e di Boscochiesanuova, passò per il 50 per cento di proprietà alla Provincia di Verona e per l’altro 50 per cento ai 98 Comuni veronesi in quote proporzionali al contributo versato annualmente per la gestione del soppresso consorzio in base al numero degli abitanti di ogni singolo comune.

 

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In seguito venne costituito un consorzio tra la Provincia di Verona e quasi tutti i Comuni veronesi per le colonie estive e per altri soggiorni climatici. Nei primi anni novanta il consorzio smise di utilizzare la Colonia Veronese di Cesenatico e subito dopo cessò di esistere. Ne nacque uno nuovo tra il Comune di Verona capofila e alcuni Comuni veronesi: il Consorzio Intercomunale Soggiorni Climatici di Verona che, però, si disinteressò all’immobile di Cesenatico, mentre utilizzò ancora l’ex colonia di Ceriale, anche per soggiorni estivi per anziani.

 

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Nel 2003 il grande edificio liberty fu venduto per 6,4 milioni di euro al Comune di Cesenatico che a sua volta volta lo cedette ad Antonio Batani, il re degli albergatori dell’Adriatico, l’uomo che iniziò la sua avventura a 16 anni come cameriere, che a 21 prese in affitto una pensioncina e che ora possiede 12 alberghi, uno dei quali, anch’esso un cinque stelle, in Romania.

 

INFO

 - Cesenatico - viale Carducci, 7
47042 Cesenatico FC Tel. +39.0547.83388 - Fax +39.0547.82208  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
http://www.selecthotels.it/it-IT/grand-hotel-leonardo-da-vinci

 
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