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La Primavera di Praga: a 50 anni di distanza




 50 anni dal Sessantotto e dalla Primavera di Praga.
Quando la Cecoslovacchia alzò la testa. Per poco.


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Praga, 1968: Per due volte i praghesi hanno
sgombrato piazza Venceslao: il 22 e 23 agosto
(JOSEF KOUDELKA. Invasione, Praga 1968)


PRAGA, Febbraio 2018 -  Mentre in Italia si celebra il cinquantesimo anniversario dal ’68 e dagli anni della rivoluzione socio-politica, in Repubblica Ceca si possono ripercorrere le tracce della Primavera di Praga, datata anch’essa 1968.

Anche quella una sorta di rivoluzione, un anelito di riforma e di liberalizzazione, stroncato però dall’invasione armata sovietica.

 

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Dida originale: Tropas del Pacto de
Varsovia en Praga,

Checoslovaquia, agosto de 1968


Un periodo che, proprio come in Europa, rivive nella letteratura dell’epoca. A 100 anni dalla fondazione della Cecoslovacchia, nel 1918, approfittiamo per indagare anche il vento riformista che questa visse 50 anni dopo.

Per gli appassionati di storia e cultura, questo è decisamente l’anno in cui progettare una vacanza in Repubblica Ceca.

Non solo si celebrano – con numerose iniziative nell’arco dell’anno - i 100 anni dalla fondazione della Cecoslovacchia nel 1918, ma - sull’onda del fermento per il 50° del Sessantotto nel mondo - i riflettori tornano ad accendersi sulla Primavera di Praga.

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Praga: uno strillone tra i giovani
convenuti nei pressi di Piazza San Veceslao


Qui – in un clima di malcontento verso il regime - il moto popolare che appoggiava la democratizzazione si diffuse soprattutto tra intellettuali e studenti, che appoggiavano il tentativo di liberalizzazione politica dal dominio sovietico promossa dal riformista slovacco Alexander Dubcek.

 

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 Praga: Alexander Dubcek
acclamato dai praghesi

Il processo di riforma ottenne largo sostegno popolare, investendo importanti aspetti della vita politica ed economica del Paese: maggiore libertà di stampa, federalizzazione del Paese, riattivazione dei partiti non comunisti e delle organizzazioni di massa, riorganizzazione del sistema produttivo, apertura ai Paesi occidentali, decentralizzazione amministrativa e maggiore autonomia dall’URSS…

Unione Sovietica che, ovviamente, non gradì e, sentendosi minacciata, inviò soldati e carri armati a occupare il Paese. L’ardito tentativo di costruire “un socialismo dal volto umano” fu subito sedato e nel periodo successivo si moltiplicarono le proteste non violente e persino quelle suicide, come quella simbolo dello studente Jan Palach e degli altri che lo emularono.

 

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I carriarmati dell'Unione Sovietica
entrano a Praga
(Reuters) (1 / 11)


La Primavera di Praga fu una “alzata di testa” che durò solo qualche mese, dal 5 gennaio (salita al potere di Alexander Dubcek) al 20 agosto (spedizione armata sovietica) del 1968, ma che ha lasciato il segno nella politica nazionale e internazionale. Oltre che nella musica, nella letteratura e nelle arti in genere.

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Praga: i carrarmati russi in prossimità
di Piazza San Venceslao vero punto
d'incontro per i praghesi in rivolta

 

Insomma, una rivoluzione incompiuta ma non per questo combattuta invano. Uno spunto in più per visitare Praga e calpestare quelle strade e quelle piazze allora invase di uomini e carrarmati e per rintracciare un po’ anche della nostra storia…

Non solo, anche per ammirare le architetture dell’epoca immaginando i fatti cui hanno fornito lo sfondo, i movimenti che le hanno fatte vibrare.


Inoltre, per l’occasione, dal 19 aprile al 9 settembre nel “corridoio mitologico” di Palazzo Wallenstein (sede del Senato) sarà possibile visitare un’interessante mostra fotografica dedicata proprio al 50° della Primavera di Praga.

 

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Palazzo Wallenstein
(sede del Senato)

 

Stessa sede, ma a partire dal 13 settembre e fino al 13 gennaio 2019, per la mostra “Il Patto di Monaco del 1938 nel contesto della storia europea del XX secolo“, che celebra invece gli 80 anni dal trattato che smembrò la Cecoslovacchia.

Curiosità sulla
Primavera di Praga

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Cliccca qui!


- Il nostro Francesco Guccini ha composto una canzone intitolata proprio “Primavera di Praga”, cantata anche dai Nomadi, che descrive vivamente le scenografie praghesi dell’epoca.

 

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 Clicca qui


- Persino i Pooh in “Mezzanotte per te” e il rapper Marracash nella canzone “Quando sarò morto” citano la Primavera di Praga.


- Soprattutto, le vicende cecoslovacche fanno da sfondo al celebre romanzo “L’insostenibile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera e naturalmente al film omonimo che ne trasse Philip Kaufman.

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La copertina del celebre romannzo


- Jaromir Jagr, stella dell’hockey su ghiaccio, ha indossato sempre la maglia 68 proprio in ricordo della Primavera di Praga, durante la quale perse due nonni.  
 

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Jaromir Jagr, stella dell’hockey
su ghiaccio
della Repubblica Ceca
con la sua maglia numero 68

 Otto per otto, tutta la storia
del popolo ceco in un numero

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Clicca qui


Il numero otto ricorre nelle
grandi tappe storiche di Cechia:

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23 maggio 1618: Terza
defenestrazione di Praga


1618: Terza defenestrazione di Praga


1918: Costituzione della Repubblica Cecoslovacca


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28 ottobre 1918: il Concilio Nazionale Cecoslovacco
                   Praga ne proclama l'indipendenza


1938: Patto di Monaco:
la Cecoslovacchia cessa di esistere

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I firmatari dell'accordo: da sinistra, Chamberlain, Daladier, Hitler e Mussolini; a destra, Ciano. Sullo sfondo si nota Joachim von Ribbentrop, il ministro degli affari esteri tedesco


1948: Inizio del regime comunista

1968: Primavera di Praga
(17 novembre 1989: per un solo anno,
la Rivoluzione di Velluto rompe la regola)  

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Praga, 17 Novembre 1989:
la manifestazione studentesca

A Praga una manifestazione studentesca organizzata in memoria di quanto avvenuto 50 anni prima, sfociò in una protesta contro il regime comunista, naturalmente repressa dalla polizia.

Fu l’inizio della rivoluzione di velluto, che portò alle dimissioni del governo comunista ed all’elezione di Havel come presidente della Cecoslovacchia.

P.S. (gia.da.) Oggi se chiedete ai nostri giovani italiani notizie sulla Primavera di Praga, vi sentirete rispondere che basta guardare un sito meteo per esserne informati. Non solo ignorano quanto avvenuto in Europa, ma non sanno nulla nemmeno dell'Italia e dei fatti avvenuti nel 1968.

Io ebbi l'avvventura di esserci a Praga in quelle settimana. La raggiunsi a bordo della mia Fiat 500 targata Bs 243657. A distanza di anni ricordo ancora con commozione quelle settimane per me incancellabili. Spero di tornarci presto a Praga...


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Praga: Caput Regni


Per i giovani e non vi invito ad andarci a Praga, una delle città più belle al mondo. Proverete così la sensazione di camminare sulla strada della Storia.

Info: Ente Nazionale Ceco per il Turismo 
Via G. B. Morgagni 20, 20129 Milano 
Tel.:+ 39 02 20422467    

Sito Web
www.czechtourism.com
www.kudyznudy.cz

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Giacomo Danesi, Direttore 
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del Viaggiatore, è socio Neos.

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Direttore Responsabile Giacomo Danesi