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Papa Francesco: il suo stemma




Lo Stemma Araldico
di Papa Francesco
Vescovo di Roma

 di
Giacomo Danesi

 

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20 Marzo 2013. Nel tardo pomeriggio di mercoledì 13 marzo 2013, milioni di persone nel Mondo stanno, attraverso i media, guardando il comignolo posto sulla Cappella Sistina in Vaticano. Improvvisamente ecco il fumo, inequivocabilmente di colore bianco, uscire dallo stesso.

 

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L'attesa fumata bianca


I cardinali hanno eletto il successore di Benedetto XVI, ora Papa emerito. Le campane delle chiese di Roma suonano a distesa e migliaia di persone si dirigono in Vaticano in Piazza San Pietro per assistere all'Habemus Papam.

Poco più tardi. Dalla Loggia delle Benedizioni, ecco apparire il Cardinale Protodiacono Jean-Louis Pierre Tauran. Alla pronuncia del nome dell'eletto: "Cardinalem Jorge Mario Bergoglio", silenzio di tomba tra la folla. Esattamente come avvenne all'annuncio di Karol Wojtyla.

 

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Città del Vaticano: La folla in attesa
dello storico annuncio

 

In quell'occasione molti pensarono che fosse stato eletto un papa africano. Lo stupore si è ancor più acuito quando Touran annuncia il nome che eletto aveva deciso di assumere: Franciscum!

Fu subito chiaro che la Chiesa Cattolica, con questa elezione, cambiava registro. Il mio pensiero andò immediatamente allo stemma araldico del cardinale eletto.

Avevo preparato 5 stemmi di 5 cardinali papabili. Tra questi c'era quello del cardinale di Buenos Aires Bergoglio, che nel conclave precedente fu sul punto di diventare papa.


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 Lo stemma del Cardinale
Jorge Mario Bergoglio

Pensai anche, come avvenne con il Cardinale Joseph Ratzinger, che l'eletto si rivolgesse al Cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, autore dello stemma di Benedetto XVI, per dare disposizioni in merito al al nuovo stemma papale.

 

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Lo stemma di Benedetto XVI disegnato dall'allora Arcivescovo 
Andrea Cordero Lanza di Montezemolo ora Arciprete emerito della 
Basilica di San Paolo fuori le Mura e Cardinale. 
Ben visibile sotto lo scudo il Pallio con
le crocette rosse invece che di colore nero.
A destra, in basso, il monogramma dell'autore.

Ma i giorni passavano e sull'Osservatore Romano, il giornale della Santa Sede, dello stemma dell'eletto nessuna traccia.

Il giorno 18 marzo ecco dalla Sala Stampa Vaticana l'annuncio, dato da Padre Federico Lombardi, che finalmente era pronto il nuovo stemma papale.

 

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Padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa
della Santa Sede, mostra il nuovo stemma papale di Papa Francesco

Dire che sono rimasto deluso è ancor poco. Ma non è certo della mia delusione che voglio parlarvi, ma illustrare il nuovo stemma fornendo l'esegesi dello stesso.

A prima vista sembra che lo stemma di Papa Francesco non diverga molto da quello di Benedetto XVI.

Non c'è il Triregno, come per il Pontefice precedente; manca però il Pallio che, con l'Anello del Pescatore, sono i simboli del papato. Pallio che, invece, nello stemma papale precedente faceva bella mostra di se sotto lo scudo.

Stupore anche per l'inserimento del motto: Miserando Atque Eligendo, tra l'altro non inserito in nessun cartiglio (o divisa).

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 Il motto papale, lo stesso che il Cardinale Jorge Mario Bergoglio
aveva da Cardinale Metropolita della diocesi di Buenos Aires

 

Lo scudo, innanzitutto, è “timbrato” dalla Mitria (o Mitra) uguale allo stemma di Benedetto XVI, ed è accostato a a due chiavi decussate (a forma di croce di Sant'Andrea), con i risvolti rivolti verso l'alto.

La chiave di destra (in araldica la destra è quella a sinistra e la sinistra è quella posta a destra) è d'oro e rappresenta il potere spirituale della Chiesa. Quella di sinistra (dunque quella che vediamo a destra dello scudo,) è d'argento e rappresentata il potere temporale della Chiesa.

 

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 Lo stemma di Papa Francesco,
Vescovo di Roma

 

Un nastro di colore rosso, con una nappa dello stesso colore all'estremità dello stesso, che attraversa le maniglie delle chiavi, lega i due poteri.

All'interno dello scudo, in campo azzurro, troviamo gli elementi che caratterizzano lo stemma papale. Innanzitutto, in alto, al centro, ecco l'emblema della Compagnia di Gesù, ovvero i Gesuiti, ordine dal quale Papa Francesco proviene.

Ammiriamo, infatti, un sole fiammeggiante, al cui interno, in rosso, ci sono la Croce, il trigramma di Cristo e tre chiodi in nero, simboli della passione.

 

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  L'emblema dei Gesuiti posto
all'interno dello stemma papale


Chi disegnò questo emblema? Non certamente Ignazio di Lojola (Íñigo López de Loyola), ma San Bernardino da Siena, dei Frati Minori Francescani. Questo simbolo, infatti, è noto come "compendio bernardiniano".

Sembra che San Bernardino da Siena lo abbia ideato e dipinto su una tavoletta, con sfondo azzurro, al cui interno collocò un sole d'oro. La tavoletta era poi innalzata verso i fedeli dal Santo, al termine delle sue predicazioni, in atto benedicente.

Questo simbolo lo troviamo anche nell'emblema dei Gesuati del Beato Giovanni Colombini.

 

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Uno dei tanti esemplari
di stemmi usati dai Gesuiti

 
Per capire il significato del  IHS vi rimando a questo link dove P. Jean-Paul Hernandez SJ, autore del libro “Il Corpo del Nome. I simboli e lo spirito della Chiesa Madre dei Gesuiti”, ed. Pardes 2010, Bologna, dà una spiegazione ampia ed esaustiva.

Non ci resta ora che analizzare gli ultimi due elementi presenti nello scudo: a destra una stella a 5 punte d'oro; a sinistra un grappolo d'uva d'oro. Nello stemma cardinalizio questi due elementi sono in argento.

In araldica ecclesiastica la stella rappresenta la Madonna. Di solito i raggi sono 6 o 7 e a volte 8. Molti non sono d'accordo nell'identificare la Madonna con una stella a 5 punte. Infatti, molti fanno risalire questo simbolo alla Massoneria o, peggio ancora, alle Brigate Rosse. Ma tant'è.

Lascia invece stupito quanto ci è dato a vedere a sinistra (araldica) dello stemma. Sfido qualsiasi a vedere una cosa diversa da un grappolo d'uva d'oro. Invece, si tratta del fiore di una graminacea: il Nardo! Fiore che richiama a San Giuseppe, che è sempre rappresentato con il bambinello in un braccio e nell'altra mano porta un fiore, appunto, di Nardo.

Il Nardo è una piccola graminacea il cui nome scientifico è Polianthes (Polianthes tuberosa), pianta ornamentale della famiglia delle agavacee nota, nei paesi ispanofoni, come "vara de san José" (verga di San Giuseppe).
 

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Cresce nelle regioni montuose ed è usata, dopo pressatura, per confezionare profumi, dicono, meravigliosi. (Cfr. "Dizionario dei Simboli", volume II,a cura di J.Chevalier e A.Gheerbrant.).

ll  Nardo è citato anche nel Cantico dei Cantici (4,13-14), e nei commentari I Padri della Chiesa. E' considerato come un simbolo di umiltà.

Come mai nello stemma papale di Papa Francesco il Nardo sia stato rappresentato con un grappolo d'uva d'oro rimane un mistero! Una curiosità. Nello stemma di Papa Francesco, come suo desiderio ma contrario alla regola, rimane il suo motto episcopale. Tra l'altro non ben disegnato in un cartiglio, ma una semplice riga scritta nera.

"Miserando atque eligendo", questo il motto papale, è tratto dalle Omelie di San Beda il Venerabile, sacerdote (Om. 21; CCL 122, 149-151). La frase completa è la seguente: “Vidit ergo lesus publicanum et quia miserando atque eligendo vidit, ait illi Sequere me” (Vide Gesù un pubblicano e siccome lo guardò con sentimento di amore e lo scelse, gli disse: Seguimi).


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Un'immagine di San
Beda, il Venerabile

 

Recitando il Breviario, i sacerdoti (pochi) trovano questa frase nelle lettura della Liturgia delle Ore del 21 settembre, giorno della festività di San Matteo Apostolo.

Le conclusioni da trarre dove aver analizzato questo stemma? Mi auguro che il Santo Padre Francesco, dia al più presto incarico al Cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, autore dello stemma di Benedetto XVI,  di provvedere, pur lasciando immutati gli elementi qualificanti posti all'interno e all'esterno dello stemma, a un adeguato rifacimento  degli stessi simboli secondo le regole (ferree?) dell'araldica ecclesiastica.

 

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Lo stemma di Monsignor George Gäswein,
Arcivescovo, Prefetto della Casa Pontificia

 

Secondo tradizione, il Prefetto della Casa Pontificia, inserisce nel proprio stemma l'insegna del Papa attualmente in Cattedra. Se così fosse per l'Arcivescovo Monsignor Georg Gänswein diventerebbe un problema.

E non da poco visto che nel suo stemma attualmente è inserito l'insegna del Papa Emerito Benedetto XVI, del quale è anche suo Segretario personale! 

Papa Francesco ha subito fatto capire come intende governare la Chiesa Cattolica. Magari anche infrangendo regole e prassi consolidate. E' un suo diritto farlo.

Su un blog ho letto una pensiero di un lettore che mi ha colpito. Eccolo: "...una persona può essere umile e semplice nella vita privata, ma se la funzione richiede il rispetto delle forme che le sono inerenti, questo non deve essere derogato altrimenti si crea un vulnus che, nel ruolo pontificale, rischia di avere ricadute incontrollabili..."

Chissà se vale anche per l'Araldica Ecclesiastica.

 

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