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Ecco perché Benedetto XVI conserverà il suo stemma




Ecco perché Benedetto 
XVI conserverà  il suo stemma

 

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Sua Santità Benedetto XVI
Papa Emerito


di
Giacomo Danesi

(*)

5 Marzo 2013. Che un Papa rinunciasse alla Cattedra di Pietro, Vicario di Gesù Cristo, Successore del Principe degli Apostoli, Sommo Pontefice della Chiesa Universale, Primate d'Italia, Arcivescovo Metropolita della Provincia Romana, Sovrano della Stato della Città del Vaticano e Servo dei Servi di Dio, non avveniva da 800 anni!

Stiamo parlando della rinuncia a Sommo Pontefice, anzi a Vescovo di Roma, di Benedetto XVI. Perché questo è il vero e più importante titolo del Papa: Vescovo di Roma. Infatti, quando i Cardinali entrano in Conclave vanno a eleggere il Vescovo di Roma.

Sarà bene ricordare che nelle bolle pontificie, sotto il nome del Papa, appare la scritta: Episcopus – Servum Servorum Dei, e non certo la parola Papa.

 

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 La bolla Papale con la quale Benedetto XVI ha creato
e pubblicato Cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo,
autore dello stemma  papale. Notare l'intestazione
della stessa: Benedictus Episcopus

 

Ebbene, dopo le sue dimissioni dell'11 Febbraio scorso, anniversario dei Patti Lateranensi firmati a Roma l'11 Febbraio 1929, molti si sono chiesti in questi giorni se continuerà a chiamarsi Benedetto XVI dopo il 28 febbraio, ultimo giorno da Papa. Non solo, ma c'era altre domande alle quali si attendevano risposte.

Per esempio come si vestirà, che anello porterà sulla mano destra, ecc. Tutto risolto. Continuerà ad indossare la veste talare bianca, ma non  la "pellegrina", ovvero la mantellina che dalle spalle arriva all'altezza del petto. Non indosserà più  le scarpe rosse ma delle scarpe marroni.

 

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L'Anello del pescatore  di Benedetto XVI
portato sulla mano destra sul dito anulare

(Foto Gregorio Borgia ® - Ap)

L'Anello del pescatore e il sigillo papale, dicono, saranno distrutti per essere poi fusi e riutilizzati per il Pontefice successivo. Se vera questa notizia mi lascia stupito in quanto dovrebbe rimanere tra i documenti e i reperti pù importanti del papato di Benedetto. Infatti, durante il suo discorso d'inizio del ministero petrino Benedetto XVI affermò che due sono i simboli del papato: il Pallio e l'Anulus piscatoris. 

Ma stranamente nessuno (o quasi) parla di quale stemma si doterà il Papa Emerito in futuro.

Che dopo il 28 febbraio Josef Ratzinger continui a chiamarsi Benedetto XVI sembra non ci possano essere dubbi. Ed è giusto così.

E lo stemma papale fino a ora usato subirà modifiche? Nel gennaio del 2010, la segreteria del Cardinale Metropolita di Praga Monsignor Miloslav Vlk, in previsione della sua rinuncia al governo della diocesi di Praga (rinuncia che Benedetto XVI accettò il 13 febbraio per raggiunti limiti d'età in base all'articolo 401 - §1 del Codice di Diritto Canonico) mi interpellò in merito allo stemma del futuro Vescovo Emerito della capitale della Repubblica Ceca.

Il quesito era il seguente: nello stemma cardinalizio del Vescovo Emerito il Pallio può rimanere nello stesso, oppure deve essere tolto? Nessun dubbio che il cardinale non avrebbe potuto più indossare nelle cerimonie religiose il Sacro Pallio, ricevuto in segno di comunione con il Papa quando diventò arcivescovo metropolita di Praga.

Cos'è il Pallio? Scrive Monsignor Bruno Bernard Heim nel suo volume L’Araldica nella Chiesa Cattolica – Origini, usi, legislazione: “Il pallio è innanzitutto un ornamento caratteristico del sommo pontefice. È il simbolo della suprema autorità pastorale del papa, indica la sua missione di pastore e di guida dei fedeli e dei loro pastori. Derivata dalla toga romana, è oggi ridotto a un nastro circolare di lana bianca di circa due pollici di larghezza e ornato da croci nere; si indossa sulle spalle e da esso partono due nastri simili della lunghezza di circa dodici pollici che discendono uno sul petto e l’altro sul dorso.”


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Lo stemma di Benedetto XVI disegnato dall'allora Arcivescovo
Andrea Cordero Lanza di Montezemolo ora Arciprete emerito della
Basilica di San Paolo fuori le Mura e Cardinale.
Ben visibile sotto lo scudo il Pallio con
le crocette rosse invece che di colore nero.
A destra, in basso, il monogramma dell'autore.


Papa Benedetto XVI le crocette le volle rosse. Inoltre, contrariamente al passato, la foggia è cambiata due volte durante il suo pontificato. Il Pallio, naturalmente, non figura solo nello stemma ma è indossato dal Sommo Pontefice durante le più importante cerimonie religiose.

Chi è autorizzato a indossare il Pallio? Per il Papa è un diritto proprio. Per i Patriarchi, gli Arcivescovi Metropoliti e i Vescovi insigniti, invece, è una partecipazione concessa per la propria provincia ecclesiastica.

 

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Benedetto XVI indossa il Pallio  (secondo versione) e la Mitria (o Mitra)
durante una cerimonia religiosa. Sulla mano destra
è ben vbisibile l'
Anulus piscatoris (Anello del pescatore)


Ma nello stemma del Cardinale Ceco poteva rimanere? A mio giudizio sì. Naturalmente diedi le motivazioni per le quali ritenevo fosse giusto mantenerlo. Lo stemma di un ecclesiastico, con i suoi elementi esterni allo scudo, vale a dire il Cappello prelatizio, il numero delle nappe, la croce (semplice o doppia a secondo della dignità episcopale), racconta la storia ecclesiastica di chi lo usa e lo porta. Gli elementi nello scudo, pur importanti, non permettono di riconoscere il grado di dignità di un ecclesiastico.

 

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Lo stemma del Cardinale Miloslav Vlk
Arcivescovo Metropolita della diocesi
di Praga, ora Emerito


Se il Cardinale Miloslav Vlk avesse tolto dallo stemma il Pallio, ben visibile nella foto dello stemma sotto lo scudo, la lettura dello stesso, anche tra cento anni, porterebbe a concludere che essendo lo scudo accostato in palo da una croce doppia sicuramente era un Arcivescovo. Il cappello prelatizio color porpora, con i cordini e le nappe nel numero di 30, 15 per lato, nella successione 1.2.3.4.5 lo designa sicuramente come Cardinale.

Ma il Cardinale Miloslav Vlk era anche Arcivescovo Metropolita e questo suo titolo io lo posso apprendere solo se nello stemma c'è il Pallio! Diversamente, senza il Pallio, lo potrei confondere con un Cardinale di Curia, o a un Cardinale elevato prima alla dignità vescovile (vedi la Lettera Apostolica “Motu Proprio” Cum gravissima, sulla dignità episcopale da conferirsi a tutti i cardinali del 15 aprile 1962, emanata da Giovanni XXIII), e successivamente dal Sommo Pontefice alla dignità cardinalizia per meriti speciali.

 

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 Una bella immagine del Cardinale Miloslav Vlk quando era
anche Arcivescovo Metropolita della diocesi di Praga.
Sulla casula indossa il Pallio. Con la mano sinistra impugna
il Pastorale con il riccio rivolto in avanti


Se è vero, com'è vero, che dallo stemma si può ricostruire il percorso ecclesiastico di un Vescovo, Arcivescovo o Cardinale, altrettanto vale per l'attuale Papa che ha rinunciato alla sua carica di Vescovo di Roma.


Pensare che possa far uso del suo stemma cardinalizio lo ritengo assolutamente fuori luogo e improponibile. Dallo stemma cardinalizio non potremmo mai sapere che Josef Ratzinger è stato per anni Vescovo di Roma e, dunque, Papa.

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Lo stemma cardinalizio
del Cardinale Josef Ratzinger



Felice fu l'intuizione dell'allora Arcivescovo Andrea Cordero Lanza di Montezemolo che, allorché fu incaricato dal neo eletto Papa Benedetto XVI di predisporre lo stemma papale, propose al Pontefice di non mettere il Triregno nello stemma e di aggiungere il Pallio; questo particolare ancor più gioca a favore affinché Benedetto XVI mantenga anche in seguito alla sua rinuncia lo stemma papale

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Il bozzetto originale dello stemma di Benedetto XVI
con la dedica all'Arcivescovo Montezemolo e firma autografa papale.
Particolare curioso: la corona sul Moro di Frisinga, sul bozzetto,
diverge da quello usato durante tutto il pontificato

 

Lo stemma portato durante il suo pontificato da Benedetto XVI non portava il Triregno, simbolo per eccellenza in passato dei papi. E, dunque, non dà luogo a equivoci con lo stemma del futuro Pontefice.

Porta, invece, la Mitria (o Mitra) simbolo di ecclesiastici mitrati, dei Vescovi, degli Arcivescovi e dei Cardinali. Non solo, ma lo stemma è arricchito giustamente dal Pallio, essendo il Pontefice romano anche Arcivescovo Metropolita della Provincia Romana.

L'unico elemento che “manca” attualmente nello stemma di Benedetto XVI è la Croce doppia accostata in palo; oggetto questo non previsto negli stemmi papali.

Papa Benedetto XVI rimarrà Vescovo di Roma, dunque Papa, con l'aggiunta del titolo di Emerito. Ergo Papa Emerito. Dubito che non essendo più Papa voglia aggiungere la Croce doppia al suo stemma. La presenza del Pallio è più che sufficiente per capire, dallo stesso, che il titolare dello stemma ha la dignità di Arcivescovo.

Spero che Papa Benedetto XVI voglia mantenere il suo stemma usato durante il suo pontificato. Privarsene sarebbe una perdita per tutti.

E così è avvenuto. Con certezza si sa che il Cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo si è recato dal Papa Emerito per convicerlo, a nome di chi non è dato a sapere, di rinunciare al suo stemma papale. La risposta, dicono, è stata secca e risoluta: manterrà il suo stemma papale.

Mi sia consentito un ricordo personale di Benedetto XVI: la consegna della mia ricerca araldica sullo stemma del Servo di Dio Papa Paolo VI.


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Città del Vaticano - Piazza San Pietro 8 ottobre 2008.
L'emozionante incontro con Sua Santità Benedetto XVI,
in occasione della consegna al Santo Padre della mia ricerca
araldica sullo stemma del Servo di Dio Papa Paolo VI.
Alla sua sinistra il suo Segretario Personale
Monsignor Georg Gänswein, ora Arcivescovo.
Foto © Felici - Roma

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(*) Articolo pubblicato sulla Gazzetta
di Parma venerdì 22 febbrario 2013. Per mia concessione concessione.

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Direttore Responsabile Giacomo Danesi