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L'imperdibile "Lönare Bressà"




L'imperdibile "Lönare Bressà"

Edizione 2019

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di
Giacomo Danesi


Brescia, Gennaio 2019. - Graditissimo ho ricevuto in questi giorni in dono dall'amico e collega Giovanni Cherubini il suo preziosissimo "Lönare Bressà" (Almanacco Bresciano, edizione 2019), edito dalla bresciana casa Editrice Publimax, tredicesimo volume della serie, il cui primo numero vide la luce nel 2007.

Giovanni Cherubini è il Direttore Responsabile e l'animatore di questo preziosissimo libro. Indispensabile oserei dire, se vogliamo mantenere viva la memoria della brescianità dei tempi andati. Ho sempre apprezzato, fin da primo numero, la grafica invero originale e il colore delle pagine: rigorosamente in bianco e nero. Così le fotografie e i disegni d'epoca che lo arricchiscono.

Chi ha avuto il piacere di leggere i numeri degli anni scorsi, ha già idea degli argomenti che Giovannni Cherubini ha scelto per stimolare la nostra memoria su fatti, emozioni e quant'altro della nostra brescianità.


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Una vera sorpresa è stata quella di ricordare "La Casa delle Bambole" al quartiere del Carmine in vicolo Rossovera al numero 5. Le Bambole portavano il nome di Lea, Carlotta e Lora: le prime travestite bresciane. Le vicende di questo quartiere e dei travestiti che anno dopo anno aumentarono di numero, le potrete leggere sul "Lönare Bressà" mese dopo mese. Stiamo parlando degli anni sessanta e dintorni, naturalmente.

Occorre ricordare che Angelo Canossi (1862 - 1943), vero mentore del nostro dialetto, frequentava ogni giorno questo quartiere per cogliere espressioni dialettali che poi riversava nelle sua poesie dialettali.


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Un'altra chicca graditissima è aver inserito ogni mese nel "Lönare Bressà" un breve racconto in dialetto di Tòne Barbèl di Collbeato. Sotto questo pseudonimo si celava nientemeno che Don Pietro Rigosa (1889-1968).
Costui avrebbe avuto tutti i motivi per esaltarsi visto il suo spessore culturale. Basti dire che nel 1918 fondò con Giovanni Battista Enrico Antonio Maria Montini, figlio di Giorgio Montini e Giuditta Alghisi, successivamente Papa con il nome di Paolo VI e ora Santo, il periodico "La Fionda".
I suoi racconti sono apparentemente semplici quanto ricchi di umanità. Ma soprattutto sono scritti in un dialetto che definirei esemplare.

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La pubblicazione è ricca di personaggi che hanno fatto la storia degli avvenimenti il nostro passato di bresciani.
Curiosi anche alcuni ricordi che oggi passerebbero in secondo piano; non così nei nostri paesi in provincia.
Come questo ricordo su Adriano Celentano.

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Il mitico "Molleggiato" nel lontano 1977 fece visita in Franciacorta, e precisamente nel settembre del 1977 a Cerezzata di Ome, per uno spettacolo il cui ricavato servì per completare i restauri del Santuario della Madonna dell'Avello. La pagina dedicata all'avvenimento porta anche un interessante notizia sul cantante pugliese-milanese. Quell'anno segnò,infatti, l'uscita del disco "Tecadisk", uno dei pochissimi album in inglese di Adriano Celentano. Il “Lönare Bressà” dedica la pagina 135 a questo avvenimento, ricordando anche che nell'album c'era una canzone dal titolo "When Love" dedicata alla moglie Claudia Mori.

Una sorpresa per me apprendere che l'inventore della rotativa, vera rivouzione della stampa nel mondo, lo si deve a Gugliemo Marinoni, il cui padre Angelo Giuseppe Marinoni nacque nella città di Brescia il 17 Marzo del 1786. A pagina 17 la sua incredibile storia. Guglielmo Marinoni si meritò da parte dei francesi il soprannome di "Napoleone della stampa"!

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A pagina 57 ho letto, e finalmente appreso, da dove deriva la fatidica frase che di soiito si pronuncia contro quelli che vogliono fare i furbi: "Ta ghét catàt chèl dèl formài!" Pensavo, sbagliando, che contro i furbi si pronunciasse la frase sopra descritta intendendo che prima o poi avrebbero incontrato uno più furbo, da me identificato nella persona del "furmai", ovvero dal venditore di formaggi con la sua bancarella al mercato settimanale.

E', infatti, nota la loro capacità di esaltare i propri prodotti caseari, al punto che anche il più furbo alla fine si faceva convincere a comperare il suo formaggio. Invece no! La storia è diversa. Lascio alla vostra lettura scoprire il vero significato e la vera storia del popolare detto.

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Il “Lönare Bressà” è, in assoluto, la più brescianissima strenna dell'anno nuovo. Il “Lönare Bressà 2019” lo potete trovare nelle edicole e nelle librerie di Brescia e provincia. Lo stesso è una splendida raccolta di aneddoti, curiosità, modi di dire all’insegna della brescianità! Centinaia sono le illustrazioni e foto d’epoca nelle 195 pagine. Il suo prezzo? Solo: € 10,00.

Amo pensare che tutte le biblioteche della nostra provincia abbiano a provvedere all'acquisto di questo splendido volume che arricchisce la nostra cultura e la nostra memoria. Penso, inoltre, che ogni biblioteca delle scuole di ogni ordine e grado di Brescia e Provincia, abbiano a dotarsi di questo strumento oserei dire indispensabile per farci ricordare il nostro passato, senza il quale non possiamo intepretare il nostro futuro.

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