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Intervista natalizia a San Giuseppe




                   INTERVISTA A SAN GIUSEPPE
                                               

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Gesù in braccio a San Giuseppe. Nella mano
del santo ecco un ramo di Nardo

di
Vittorio Formenti  
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Natale 2017 - Nazareth, Palestina.
San Giuseppe, lo sappiamo bene, riveste con la Madonna un ruolo comprimario nel presepio. Lo attestano storicamente gli evangelisti Matteo e Luca. Ma, a differenza della sposa, i Vangeli non riportano nessuna delle sue parole. 

Possiamo tuttavia ipotizzare quanto potrebbe confidenzialmente dirci in un colloquio con lui, uomo portato più ad agire che a discutere i disegni di Dio.

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La Palestina al tempo di Gesù


Entriamo dunque nella sua casa di Nazareth. E’ tornato da poco con il Bambino e Maria dopo la fuga in Egitto, ed ha ripreso a far funzionare la sua bottega da falegname: sta rifinendo un mobile che gli è stato commissionato da un cugino. Si presta volentieri all’intervista.


D. Chi è Giuseppe visto da vicino?

R. Mi ritengo davvero una persona felice. Ho assistito da solo alla nascita di Gesù, l’ho tenuto tra le mie braccia. Sapevo che è il Figlio di Dio. Con Lui e con Maria siamo  una famiglia modesta, ma speciale…

D. Quale è, nello specifico, la tua professione?
R. Esercito varie mansioni che vanno da falegname a carpentiere. Mi ritengo un po’ un architetto autodidatta.

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Giuseppe, falegname,
al banco di lavoro

 
D. Si dice in giro che quando hai scoperto che Maria era incinta sei rimasto sconvolto. Puoi spiegarci cosa è veramente successo?

R. Mettetevi nei miei panni. Maria era la mia promessa sposa. E’ rimasta incinta per intervento divino.

Io ho avuto un po’ di timore nel dover fare fronte ad un disegno più grande di me. Volevo farmi da parte.

Ma Dio mi ha fatto comprendere che il mio compito era di rimanere al mio posto, perché anch’io facevo parte del suo progetto.


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D: Com’è andata veramente la nascita di Gesù?
E’ vero che nessuno vi ha dato ospitalità?


R. Nonostante io sia originario di Betlemme e discendente del Re Davide,  ho bussato a diverse porte.

Mi si è stretto il cuore dovendo prendere atto che nessuno accettava  il fastidio di ospitare una mamma che stava per dare alla luce un bimbo.

 

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Betlemme: L'inutile ricerca di un alloggio

 

D. Allora siete dovuti ricorrere alla stalla…

R. In Betlemme c’era un grande afflusso di gente, bisogna ammetterlo. Era in atto il censimento voluto dai Romani, ma si celebrava pure la festa ebraica delle luci.

Con un magone dentro ho dovuto cercare nei dintorni un posto tranquillo. Non ho avuto scelta: ho trovato una grotta che ospitava animali, un bue ed un asinello. Questo ci assicurava un minimo di tepore e di riservatezza.

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 La grotta di Betlemme
con il bue e asinello

 

D. Come è stato il momento
della nascita del Bimbo?


R. Un’emozione indescrivibile. Dopo il parto di Maria ho preso Gesù, l’ho lavato e rivestito con i pannicelli da tempo preparati da Maria stessa.

Poi l’ho sollevato e posto sulle mie ginocchia, come vuole l’usanza. Sapevo bene che era il Messia preannunciato dalle Scritture. Che momento… Ma le sorprese non erano finite.

 

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La veggente Jelena Vasilj racconta
la celeste visione della Natività

D: Cosa è accaduto?

R. Nonostante fosse notte profonda, un grande chiarore ha illuminato la stalla ed anche l’esterno. Ed ha iniziato a cantare un coro che mai avevo udito nella sinagoga.

Dopo poco sono arrivati alcuni pastori, i quali hanno affermato di avere saputo la notizia della nascita da una schiera di angeli. Nella loro povertà hanno portato latte, formaggio, pane. E anche alcuni dolci.

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I pastori alla grotta

Ci hanno pure lasciato degli agnellini. So che poi hanno divulgato subito la notizia nei dintorni. Ma dirò di più.

Dopo pochi giorni sono arrivati nella grotta anche alcuni personaggi importanti, scrutatori degli astri, che si sono autodefiniti Re Magi.

 

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I re Magi e la cometa

 

Provenivano da paesi lontani. Avevano visto in cielo una cometa: questo, secondo i loro studi, significava che era entrato nel mondo il Re dei Re. E loro volevano rendergli omaggio.

D. Un’ultima domanda. Nella tua attività di
piccolo imprenditore hai costruito anche ponti?

R. Certamente, piccoli ponti. Ma il ponte più difficile è stato quello di rendermi conto che dovevo fare da garante di un ponte ben più grande e impensabile: quello tra la terra ed il cielo.

Anche se, con amarezza, immagino che non tutti gli
uomini vorranno salire su tale viadotto che li porta a Dio. 
                                                   

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  (*) Vittorio Formenti (1944 -). E' stato Incaricato dell’Ufficio Centrale di Statistica della Chiesa presso la Segreteria di Stato fino alle sue dimissioni per raggiunti limiti di età. E' Prelato d’Onore di Sua Santità. Nato a Castrezzato (diocesi di Brescia) il 29.12.1944, è stato ordinato sacerdote dal Vescovo di Brescia Monsignor Luigi Morstabilini il 31.8.1968.

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Conseguita il 23.02.1977 la Licenza in Sacra Teologia, presso la Pontificia Università Lateranense,il 27.02.1984 ha ottenuto il Dottorato (Magna Cum Laude), con una tesi dal titolo: “I Lontani nel pensiero e nella azione pastorale di G.B. Montini, Arcivescovo di Milano 1955-1963”.

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Un cordiale incontro tra Sua Santità Benedetto XVI,
ora Papa Emerito, e Mons.Vittorio Formenti

Dal 1995, su nomina della Conferenza Episcopale Lombarda, è Membro del Consiglio amministrativo e disciplinare del Collegio San Carlo in Roma.

Dal 2002 è, per nomina del Gran Maestro, Consultore del Prelato dell’Ordine di Malta. Postulatore, per nomina dell’Ordinario di Brescia, nella Causa di Beatificazione di Mosè Tovini, successivamente elevato agli onori degli altari il 17 settembre 2006 nella Cattedrale di Brescia, attualmente è Postulatore, per nomina dell’Ordinario di Cefalù, nella Causa di Beatificazione del Servo di Dio Mario Giuseppe Restivo.

Con Biglietto della Segreteria di Stato del 13 aprile 2008, è Coadiutore del Capitolo Liberiano di Santa Maria Maggiore in Roma. Monsignor Formenti, oltre che Prelato d’Onore di Sua Santità, è Cappellano Magistrale del Sovrano Militare Ordine di Malta, Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana, Cavaliere di Grazia Ecclesiastica del Sacro Militare Ordine Costantiniano e Commendatore del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

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Autore di numerose pubblicazioni,
dal 2005 è iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti.

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