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La Peregrinatio




di

Giacomo Danesi

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    (Foto © Assunta Corbo)

Tempo fa alcuni lettori ci hanno scritto congratulandoci per l’inserimento nel nostro sito web "Nel Mondo" (in pratica l'allegato al magazine) in ogni pagina di un pensiero, un aforisma. Uno, in particolare, mi ha segnalato di aver riso di gusto nel leggere che tutti vogliono tornare alla Natura, ma nessuno a piedi!


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Mi è stato fatto dono tempo fa di un piccolo e preziosissimo libro di sole 75 pagine dal titolo: “In cammino – Una teologia del peregrinare ”, edito dalla Edizioni Messaggero di Padova. L’autore è Anselm Grun, un monaco benedettino tedesco.

Con un linguaggio semplice ma incisivo, l’autore ci ricorda come il camminare abbia un ruolo fondamentale in tutte le religioni. Penso di non sbagliare se estendo questo ruolo anche al sentire comune.



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In verità Anselm Grun mette in rilievo la Peregrinatio, una cosa ben diversa dal solo camminare. Questa parola in senso monastico significa viaggio, cammino, non pellegrinaggio che in quest’ultimo caso vuole, invece,  significare la visita a un luogo sacro.

Nel libretto l'autore indica in quattro i tipi la Peregrinatio: come partire, restare in cammino, vivere in terra straniera, camminare verso una meta, a conferma che il termine vuol significare non necessariamente il desiderio di ritornare a casa. 

Per diventare uomo – scrive Grun – deve camminare e cambiare per poter essere compenetrato e trasformato dalla vita al momento della morte quale ultima trasformazione. Allora realizza definitivamente la sua vocazione, è arrivato, è a casa.  L’uomo non è a casa, ma è in cammino verso casa.

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Per chi è ormai abituato a spostarsi in macchina, in treno e in aereo, soprattutto per puro diletto, la lettura di questo libro sarà sicuramente fonte di profonda meditazione.

Che avesse ragione il filosofo danese Søren Aabye Kierkegaard quando scoprì che il camminare poteva “guarire ” ogni dispiacere e, forse, anche la malattia?

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"Cammino in compagnia dei miei pensieri migliori e non conosco alcun dispiacere, per quanto grande, che non possa scomparire.

Provare per credere.

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