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Il Bue nella Natività di N.S.




 E il bue rinunciò alla
sua razione di fieno

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di
Vittorio Formenti
(*)

 Natale 2017 - E il bue rinunciò alla sua razione di fieno. “Nella singolare connessione di Isaia 1,3; Abacuc 3,2; Esodo 25,18-20, con la mangiatoia appaiono i due animali come rappresentazione dell’umanità che, davanti al Bambino, davanti all’umile comparsa di Dio nella stalla, arriva alla conoscenza e, nella povertà di tale nascita, riceve l’epifania che ora a tutti insegna a vedere. L’iconografia cristiana già ben presto ha colto questo motivo. Nessuna raffigurazione del presepe rinuncerà al bue e all’asino”.

Così scrive Benedetto XVI – oggi Papa emerito nel bellissimo libro: “L’infanzia di Gesù”– Edito da Rizzoli.

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 “L’infanzia di Gesù”– Edito da Rizzoli


Per ordine della superiore Autorità celeste lArcangelo Gabriele incaricò un gabbiano di annunciare a tutti gli animali della regione palestinese l’imminente nascita del Salvatore del mondo.

Si riservò tuttavia di avvertire personalmente il bue che viveva tranquillo in un anfratto naturale alla periferia di Betlemme in compagnia dei ragni e di qualche simpatico topolino.

 

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La Palestina ai tempi di Gesù

 

Lo avvertì che nella grotta sarebbero giunti in serata due ospiti importanti, suscitando la sua incredulità. -Due personaggi che vengono qui da me? - pensò tra sé.

E tuttavia una sensazione positiva gli faceva intuire che stava per succedere qualcosa di straordinario, anche perché quel giorno tutto gli era parso più bello del solito: la neve caduta nella notte precedente gli pareva più bianca, il sole del giorno più caldo e luminoso, l’aria più tersa e perfino profumata, il tramonto più rosso.

 

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La Natività in una icona della scuola di Andrej Rublev
conservata presso la galleria Tret'jakov di Mosca


Ora le prime stelle in cielo gli apparivano particolarmente lucenti, e la luna crescente più sorridente che mai. Iniziò per il bue una notte d’attesa caratterizzata da un insolito silenzio: non sentiva l’ululato del lupo, il gufo e le civette non coccoveggiavano, i cavalli delle stalle vicine non nitrivano,  i pipistrelli non stridevano.

Lui se ne stava accovacciato nei suoi pensieri e interrogativi, anche perché la notte si faceva sempre più fredda. Ma ripensando all’annuncio dell’Arcangelo, nonostante dovesse ancora consumare il suo pasto di fieno e fosse molto stanco per avere duramente arato tutto il giorno al servizio del suo padrone, decise di mettersi subito all’opera, spazzando con la coda ogni angolo della grotta.

 

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Domenico Ghirlandaio, Natività
Basilica di Santa Trinita, Cappella Sassetti, Firenze


Dal prato antistante colse alcune essenze profumate e le portò nell’anfratto per purificare l’aria dell’ambiente. Racimolò pure alcuni rami secchi dalla siepe vicina per il fuoco.

Stava per appisolarsi quando, verso le undici, si affacciò all’ingresso un tale Giuseppe della tribù di Davide, trainando con la cordicella un asinello,  sul cui dorso era seduta la sua giovane sposa, di nome Maria, visibilmente stanca e sofferente a causa delle  prime doglie del parto. La coppia  si presentò al bue affermando di venire da molto lontano, dalla Galilea.

 

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Sandro Botticelli, La Natività mistica, olio su tela (108,5x75 cm)
datato 1501, National Gallery di Londra.

Ambedue si dissero amareggiati e delusi perché a Betlemme nessuno aveva loro offerto ospitalità. Il bue allora si rattristò e uscì subito dalla grotta per fare spazio ai graditi ospiti. Di lì a poco, intorno alla mezzanotte, gli pervenne  un vagito, mentre la grotta si illuminò all’improvviso di una luce intensa ed appagante.

Subito avvertì un’armonia soave che non aveva mai udito nemmeno dagli usignoli in primavera: alzando lo sguardo stupefatto vide alcuni angeli che fungevano da coristi volteggiare festanti sulla grotta. Pur affamato, quella notte decise seduta stante di rinunciare alla sua razione di fieno, perché Maria potesse utilizzarla per adagiarvi nella mangiatoia il Bambino appena nato.

 

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Federico  Barocci, Natività, Madrid,
Museo del Prado, 1597

Si affacciò allora alla grotta. Maria gli sorrise, Giuseppe gli accarezzò la fronte. Ebbe perfino la sensazione che il Bimbo appena arrivato gli tendesse la manina. Si schermì per la sua mole che occupava buona parte della piccola stalla, ma cercò subito il modo di rendersi utile, sdraiandosi accanto all’asinello per scaldare con il suo alito caldo il neonato di nome Gesù.
    
Nella sua vita il bue non aveva mai provato una felicità tanto intensa ed appagante.

                                                                                                                      

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 (*) Vittorio Formenti (1944 -). E' stato Incaricato dell’Ufficio Centrale di Statistica della Chiesa presso la Segreteria di Stato fino alle sue dimissioni per raggiunti limiti di età. E' Prelato d’Onore di Sua Santità. Nato a Castrezzato (diocesi di Brescia) il 29.12.1944, è stato ordinato sacerdote dal Vescovo di Brescia Monsignor Luigi Morstabilini il 31.8.1968.

Conseguita il 23.02.1977 la Licenza in Sacra Teologia, presso la Pontificia Università Lateranense,il 27.02.1984 ha ottenuto il Dottorato (Magna Cum Laude), con una tesi dal titolo: “I Lontani nel pensiero e nella azione pastorale di G.B. Montini, Arcivescovo di Milano 1955-1963”.

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Un cordiale incontro tra Sua Santità Benedetto XVI,

ora Papa Emerito, e Mons.Vittorio Formenti

Dal 1995, su nomina della Conferenza Episcopale Lombarda, è Membro del Consiglio amministrativo e disciplinare del Collegio San Carlo in Roma.

Dal 2002 è, per nomina del Gran Maestro, Consultore del Prelato dell’Ordine di Malta. Postulatore, per nomina dell’Ordinario di Brescia, nella Causa di Beatificazione di Mosè Tovini, successivamente elevato agli onori degli altari il 17 settembre 2006 nella Cattedrale di Brescia, attualmente è Postulatore, per nomina dell’Ordinario di Cefalù, nella Causa di Beatificazione del Servo di Dio Mario Giuseppe Restivo.

Con Biglietto della Segreteria di Stato del 13 aprile 2008, è Coadiutore del Capitolo Liberiano di Santa Maria Maggiore in Roma. Monsignor Formenti, oltre che Prelato d’Onore di Sua Santità, è Cappellano Magistrale del Sovrano Militare Ordine di Malta, Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana, Cavaliere di Grazia Ecclesiastica del Sacro Militare Ordine Costantiniano e Commendatore del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

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 Autore di numerose pubblicazioni, dal 2005 

è iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti.

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