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Troia è la mia città! (2)




 TROIA È LA MIA CITTÀ


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di
Giacomo Danesi

 

Troia, Agosto 2017 - Elena, Troia è la tua Città!” Così urlò  Menelao quando si vide privare della sua donna da Paride. Come non ricordare poi Ettore, Achille tutti gli altri eroi che popolano quel poema epico che porta il nome di Iliade? 

 

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Gli scavi di Tuva, ovvero:
la Troia omerica

Ebbene, quella Troia, ovvero la città di nome Tuva, in lingua turca, si trova ora in territorio  turco e precisamente nella provincia di Hisarilik, sul distretto del Dardanelli. Dimenticatela, anche se sarà difficile visto i suoi 4.000 anni di storia…

La Troia, intesa come città, sulla quale voglio, invece, attirare la vostra attenzione, è pure essa una città. Infatti basta guardare lo stemma. Si trova in Italia, nella regione Puglia, in provincia di Foggia. Cosa bisogna guardare per distinguere lo stemma di un Comune da quello di una Città? La Corona!

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Lo stemma della Città di Troia, riconosciuto da
apposito decreto del Presidente della Repubblica
porta la data del 20 gennaio 1998.


Ha anch'essa una storia millenaria alle spalle e sul suo territorio ci sono tesori immensi praticamente sconosciuti.
Uno di questi tesori, la Cattedrale con il Rosone. Troia è sede con Lucera della Diocesi Lucera Troia.

Il Rosone che campeggia in alto sulla cattedrale fu addirittura effigiato a suo tempo sulla cartamoneta italiana di Lire 5.000 a partire dal 3 marzo 1979.


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Il rovescio del biglietto da Lire 5.000
con effigiato, a destra in alto, il Rosone troiano 

 
Il biglietto da 5.000 lire faceva parte della 4a serie con Antonello da Messina. Ebbene, nell'angolo superiore destro dello stesso ecco apparire il Rosone della Cattedrale di Troia! Ve lo ricordate? Immagino di no...

Ed è sulla sua cattedrale, in particolar modo sul Rosone, che voglio attirare la vostra attenzione non prima però di ricordare un episodio curioso che riguarda il nome della cittadina foggiana.

 

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Al dritto vediamo effigiato
Antonello da Messina

 

A Troia il 13 agosto 1853 nacque Antonio Salandra. Docente universitario, più volte ministro, fu Presidente del Consiglio del Regno d'Italia dal 21 marzo 1914 al 18 giugno 1916. Fu Salandra che volle e firmò la discesa in guerra dell'Italia nel primo conflitto mondiale.

In parlamento era un gioco da ragazzi per i parlamentari avversari, attaccarlo e irriderlo sul piano personale in virtù del suo luogo di nascita.

Una delle frasi più ricorrenti era questa:
"Come ha testé affermato l’illustre figlio di Troia…”.  Salandra incassava con calma e poi rimandava tutto al mittente con la fatidica frase: "Ciò che per me fu patria, per voi è madre!”.

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Una bella immagine di Antonio Salandra
Troia, 13 agosto 1853 – Roma, 9 dicembre 1931

Ma torniamo alla città di Troia da me scoperta durante la 1^ Convention sugli Itinerari e Cammini Culturali, Religiosi e del Tempo Libero, tenutasi a San Giovanni Rotondo (Fg) dal 25 al 30 luglio scorso. Un paio di giornate furono dedicate alla vista dell più belle e importanti località turistico culturali della provincia foggiana. Tra queste località, appunto, ecco Troia!

La fortuna ha voluto che l'interprete e guida turistica autorizzata che accompagnava il gruppo, composto da ospiti provenienti da ogni parte del mondo per la Convention, fosse un troiano! Il suo nome? Giuseppe Beccia (*), che tra i suoi numerosi impegni ricopre anche la carica di presidente dell'Associazione Culturale & Turistica Monti Dauni.


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  Tre "Figli di Troia"
Nella curiosa foto Giuseppe Beccia
è effigiato al centro

 

Nel 2014 il grido: "Figlio di Troia" fu ampiamente usato come marketing territoriale per rivendicare una identità culturale del territorio nella cittadina pugliese, da parte dall' A.c.t! Monti Dauni.

Il "motto" fu anche stampato sulle delle T-shirt distribuite gratuitamente durante il tesseramento alla associazione dauna.

Ai soci sostenitori A.c.t! Monti Dauni fu anche offerta offerta la Guida alla Cattedrale di Troja, scritta da Giuseppe Beccia e presentata alcuni mesi prima con la studiosa del romanico-pugliese Pina Belli d’Elia.

 

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La copertina della pubblicazione
storico culturale di Giuseppe Beccia

 

Essendo la pubblicazione esaurita, ho chiesto a Giuseppe Beccia di mandarmi il pdf del suo studio. Grande la mia sorpresa nel leggere sul frontespizio che la guida è denominata come "Guida pratica"!

Capisco l'umiltà, ma qui si esagera. Non si tratta di una guida pratica ma di uno splendido studio storico di eccezionale valore. 

Capimmo tutti subito che Giuseppe Beccia è uno storico valente, dal modo con cui ha saputo spiegarci, con parole semplici e comprensibili a tutti, la storia della sua città.

La magnifica cattedrale che, purtroppo per noi, era chiusa per restauri, solo guardando la facciata e il Rosone ci lasciò tutti stupiti.


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                              Troia: la splendida cattedrale
                              ammirata da alcuni visitatori


È bastato ascoltare la descrizione per capire
la rilevanza storico culturale del tutto.

Ora tralascio di descriverne la nascita di questa cittadina, per ragioni di tempo e di spazio. Non posso però ignorare quanto scrive il Beccia quando afferma che il confine tra il Catepanato d’Italia” bizantino e il Ducato di Benevento longobardo correva proprio tra i monti e l’ampia vallata a nord-ovest di Troia ed era molto più di un semplice confine tra due regni.


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Il Ducato di Benevento

Infatti, continua Giuseppe Beccia, era la linea che divideva due parti diverse dell’Europa: a nord-ovest l’Europa del Sacro Romano Impero, cristiana di rito latino, a sud-est l’Europa dell’Impero romano d’Oriente, cristiana di rito orientale. Bella la comparazione che l'autore fa con il presente quando afferma che la vallata di Troia e i Monti Dauni erano un po’ come il muro di Berlino di mille anni fa.

 

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Urbano II, il papa delle Crociate


Di Troia non posso però fare a meno di ricordare i fasti e la sua importanza al punto che nel 1093 il papa delle crociate Urbano II volle tenere qui un Concilio. Particolare curioso: in quel tempo la cattedrale non era ancora stata costruita!

A cavallo tra l'XI e il XII secolo si tennero qui altri 3 Concili: nel 1115 con papa Pasquale II, nel 1120 con papa Callisto II e, infine, nel 1127 sotto la guida di papa Onorio II. Chiaro che i 4 Concili diedero alla città un grande prestigio e la Cattedrale che fu poi costruita era il minimo che si potesse attendere.

 

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Immagine e Arma
di Papa Paquale II


Esemplare lo scritto di Giuseppe Beccia nel suo libro quando descrive la costruzione della Cattedrale, i suoi segreti, le sue particolarità che la rendono quasi unica nel suo genere. R
icordo che quando cominciò a descrivercela, ci indicò una strada davanti ai suoi piedi, dando a questa via di comunicazione una grande importanza.

Nel suo libro Giuseppe Beccia afferma che: "Nel corso del II sec. d.C. la città fu attraversata dalla nuova arteria stradale romana fatta realizzare dall’imperatore Traiano che voleva, in tal modo, predisporre un collegamento più agevole rispetto all’antica Via Appia per collegare Benevento, e dunque anche Roma, con Brindisi che era uno dei porti più importanti per l’oriente. Questa nuova arteria stradale che attraversava l’antica città di Aecae è la celebre Via Appia Traiana."

 

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Il tracciato della Via Appia Traiana

La sua importanza lo abbiamo capito quando ha cominciato a descriverci la Cattedrale e il Rosone che campeggia sulla facciata lassù in alto. Beccia ha ragione quando scrive che la Cattedrale è un libro semiaperto sul medioevo, e che una attenta visita alla stessa ci aiuta a capire  la concezione filosofica della vita nel medioevo cristiano a cavallo tra Oriente e Occidente.

Non solo, ma la sua costruzione è stata possibile grazie anche all'incredibile intreccio e la collaborazione tra diverse metodiche di concepire l'arte e l'architettura.

 

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La Cattedrale di Troia e il
magnifico Rosone centrale


La Via Traiana, inoltre, ha permesso l'arrivo di architetti, artisti, semplice manovalanza proveniente da ogni parte della Terra. Senza contare che essi erano di etnie e religioni diverse. Ognuno ha lasciato la sua traccia permettendo così di costruire un capolavoro la cui complessità di comprensione ancora oggi è viva e attuale.  

Nel prossimo articolo illustreremo con dovizia di particolari la Cattedrale e il Rosone; questo grazie alla splendida guida scritta d Giuseppe Beccia.

 

                                                                               2. Continua

(*) Giuseppe Beccia
Guida Turistica - Puglia
Abilitazione N. 00000208
Mobile +39.347.266.8932
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Direttore Responsabile Giacomo Danesi