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La Madonna delle Neve? Il 5 di Agosto!




 

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 di
Giacomo Danesi
(*)

Adro, 5 Agosto 2017 – Una domenica di qualche mese fa mi trovavo a transitare sulla strada che porta a Torbiato, frazione di Adro in provincia di Brescia, quando alla mia sinistra una lunghissima fila di macchine proveniva dal Santuario della Madonna della Neve, reduci dalla Messa delle ore 11.

Arrivato in prossimità di Via Castello di Torbiato, ho accostato sul ciglio della strada per ammirare lo spettacolo del Monte Guglielmo, il Lago d’Iseo, con la splendida Montisola al centro, e lo splendore dell’interno della Franciacorta.

 

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Una foto d'epoca quando il Monte Guglielmo
era ancora coperto di neve...
Ai suoi piedi Montisola, circondata dal Lago d'Iseo.
In primo piano il Santuario della Madonna della Neve

 

A poche centinaia di metri sotto di me, in un avvallamento, ecco li Santuario della Madonna della Neve, con annessa Casa del Pellegrino, il convento e poco distante la Scuola della Madonna della Neve, appunto.

I miei ricordi giovanili sono legati a questo luogo e soprattutto, oltre al santuario, al collegio che una volta era popolato da un nugolo di ragazzini che, provenienti dal collegio Carmelitano di Tombetta (alla periferia di Verona), alloggiavano al collegio di Adro per iniziare gli studi e diventare un giorno, forse, Frate Carmelitano Scalzo.

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 Una splendida foto del Santuario della Madonna della Neve.
Sulla sinistra la Casa del Pellegrino

Uno di quei “apostolini”, ero io. Un anno a Tombetta e un anno ad Adro convinsero i reverendi padri carmelitani che io non ero adatto a quel tipo di vita. La motivazione vera fu perché non ero dotato sul piano intellettivo.

Il nostro superiore in collegio era P. Silvio Ferrari. Padre Romano, Padre Eugenio erano i nostri insegnanti. Padre Bartolomeo, Padre Carmelo e altri gestivano il numerosissimo gruppo di ragazzi provenienti dal Veneto e dalla Lombardia.

 

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Una bella cartolina ricordo del Santuario
della Madonna della Neve di Adro con foto scattate
metà degli anni '60. In basso a destra i miei compagni di collegio.


Indispensabili per il buon funzionamento del collegio erano poi i confratelli Fra Policarpo, el fra della xoca longa, - così identificato per la curiosa forma della sua testa - e Fra Giuanì, sacrista e fra xercot (fratello cercatore, questuante) ed altri dei quali ora non ricordo il nome.

Lo splendido Santuario della Madonna delle Neve era il centro di tutto. Che storia la sua costruzione, l’arrivo dei Carmelitani Scalzi e, soprattutto, l’apparizione della Madonna nel nostro territorio!

Narra, infatti, la storia che l’8 luglio del 1519 un pastorello sordomuto di Adro, tale Battista Comino Bajoni, mentre pascolava i suoi armenti in una cava nota come la Cava dell’Oneto, si vidi parare davanti a sè La Madonna. Intimorito per quanto stava avvenendo, la Madonna lo rassicurò e gli diede un messaggio da portare agli abitanti di Adro.

 

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La Cava dell'Oneto negli anni '50. In alto il
Santuario della Madonna della Neve


Senza tanti giri di parole, la Vergine disse al pastorello informare gli adrensi di confessare i loro peccati, cambiare vita in quanto quella attuale era oltremodo peccaminosa, di santificare le feste, di non bestemmiare il nome Santo di Dio e di astenersi di commettere altre nefandezze.

Conoscendo la Vergine l’animo degli adrensi, che non era certamente fatto di farina per fare ostie, aggiunse: “Se non faranno quanto ho detto, si aspettino grandi castighi.”

Lascio ai lettori immaginare l’emozione e, forse, anche la paura, oltre lo stupore del giovane pastorello adrense. Anche perché, essendo muto, non aveva la possibilità di colloquiare con la Madonna. La cosa era aggravata anche da fatto che era sordo!

La Vergine, che era ben conscia della menomazione del giovane, gli disse: “E se ti domandano chi ti ha parlato dì loro che è stata l'Avvocata de' Peccatori, e per segno, oltre che tutti sanno che eri muto, prendi questa pietra e dalla a qualunque vuol vedere, che si muterà di colore di tempo in tempo: ed io intanto guarderò la greggia."

 

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Una bella scultura della Madonna della Neve
con la Vergine a colloquio conil pastorello sordomuto

 
Prima che il pastorello si allontanasse per correre in paese a dare testimonianza di quanto gli era capitato, la Madonna espresse il desiderio che fosse costruito sul luogo dell’apparizione un Santuario.

Ora la Madonna è apparsa sulla nostra Terra non saprei dire quante volte, e con i più svariati titoli alcuni dei quali veramente curiosi.  Come, per esempio, la Madonna del Covolo, del Bagno, della Ghianda, della Castagna, dell’Oliva, della Quercia, delle Rose, della Gamba, della Noce, la Madonna dei Cappuccini e addirittura come Calpestatrice del Serpente! Il Serpente, nella iconografia cristiana vuol significare il Diavolo.

I pastorelli e pastorelle sono presenti varie volte nelle apparizione mariane. Come pure i sordomuti e sordomute.

 

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Un santino della Madonna di Guadalupe,
calpestatrice del Serpente

Un inedito assoluto la sua apparizione il 28 Agosto 1879 quando a Knock – in Irlanda – apparve a 15 persone di diverse età nella versione “Muta”. Alla sua destra la Vergine aveva S.Giuseppe e alla sua sinistra S.Giovanni evangelista.

Per due ore i veggenti trasecolati pregarono sotto la pioggia senza bagnarsi minimamente, ma anche senza sentirsi rivolgere una parola dai celesti personaggi.


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                                 Knock, Irlanda. Il Santuario
                                    di N.S. Regina d'Irlanda 


Che la Vergine abbia sempre svolto opera di intermediazione con suo figlio Gesù e il popolo di Dio. è cosa nota. Ho trovato apparizione nelle quali la Vergine Maria si è presentata come "Sovrana Mediatrice di suo Figlio Gesù" come nel 363 a Cesarea (Turchia) al vescovo Basilio; come "Conciliatrice dei peccatori  a La Salette in Francia e come "Maria Santissima Avvocata" a Badia di Cava nel 1470. 

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                             Santissima Avvocata a La Salette


Il termine generico di "Avvocata" lascia spazio a tante e generiche situazioni di disagio, non necessariamente gravi. Ma la specifica "L'Avvocata dei peccatori", come avvenuto nell' apparizione adrense, non lascia spazio a fantasie.

Erano veramente così cattivi imiei concittadini nei tempi andati? Vi racconto questo episodio che forse ci può illuminare. Una decina di anni fa, incontro a Brescia Lino Monchieri, un grande della cultura bresciana, ora scomparso.

“Giacomino – mi disse -, tu sei di Adro vero?” Avuta la mia affermativa risposta, levò dalla borsa un libro e me lo regalò.

 

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La copertina del libro di Lino Monchieeri


Il libro aveva per titolo: “Trenta leggende Bresciane”, narrate appunto di Lino Monchieri, illustrate da Tullio Piana e presentate da Angelo Franceschetti, giornalista e già vice direttore de Il Giornale di Brescia.

Dopo averlo ringraziato, mentre mi accingevo ad andarmene mi disse: “Vai a pagina 82. Troverai una curiosa storia che riguarda quattro tuoi compaesani.” Tornato a casa, incuriosito mi recai alla pagina indicata e lessi questo titolo: “I quàter dè Ader”!


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Narra la leggenda, perché di leggenda si tratta, che quattro adrensi i cui nomi facevano Alghisio, Binesio, Carusio e Dorasio, veri prodromi della mafia attuale, angheriavano tutti i passanti che avessero avuto la sventura di transitare sul territorio comunale, facendo pagare loro le decime (illegittime) e bastonando i malcapitati.

La cosa durò qualche secolo, sempre secondo la leggenda, finché esasperate da questa tirannia le popolazioni di Franciacorta si ribellarono e cacciarono i quattro. Questo poté avvenire grazie all’aiuto divino.

Infatti, ci fu l’intervento decisivo degli arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele! Un massiccio intervento divino con la Madonna prima e tre Arcangeli poi, su un piccolo territorio come il nostro, non si era mai visto!

 

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“I quàter dè Ader”: in una delle
illustrazioni del libro

Vi state chiedendo cosa avvenne subito dopo l’apparizione ad Adro? A tempo di record gli adrensi costruirono un piccolo santuario inaugurato il 1521. Nel 1581, durante la celebre visita apostolica nella nostra provincia, il piccolo santuario fu visitato nientemeno che da Carlo Borromeo, poi Santo.

Il numero dei pellegrini aumentò con l’andar dei secoli al punto che nel 1750 il piccolo santuario fu demolito per essere subito dopo ricostruito. Il progetto fu affidato al celebre architetto Gaspare Turbini e la nuova chiesa, a pianta ottagonale, fu inaugurata nel 1776.


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Il bel santuario bresciano opera architetto Gaspare Turbini.
L'interno del Santuario è a croce greca (pianta centrale).

Del primo santuario possiamo vedere, accanto all’attuale altare maggiore, un piccolo affresco. Visitatissima ancor oggi è la cripta sotto l’altare maggiore con la bella statua lignea della Vergine e del pastorello, opera dello scultore bresciano Poisa.

Quella precedente era opera del Andrea Fantoni. Alcuni anni fa il celebre santuario fu splendidamente restaurato.

 

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Una bellissima immagine del Santuario della Madonna
della Neve di Adro immerso nella verde Franciacorta


La storia non racconta se gli abitanti di Adro si emendarono dei loro peccati, e se non bestemmiarono più. Di certo il piccolo santuario costruito pochi anni dopo l’apparizione fu però motivo di screzi tra la parrocchia di Torbiato e quella di Adro. Il motivo? La spartizione delle offerte che i pellegrini lasciavano dopo ogni visita...

Per sanare la situazione occorrerà aspettare il 1912 quanto la parrocchia di Adro affidò ai frati Carmelitani Scalzi, di Santa Teresa D’Avila e San Giovanni della Croce, della Provincia Veneta, il Santuario. Il Padre Provinciale di quel tempo, Padre Giuseppe Castagna, lungimirante, pensò bene di costruire accanto al Santuario il Seminario Minore Minore per l’intera Provincia Veneta del suo Ordine religioso.


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Il Santuario della Madonna della Neve negli anni trenta.
Visibile, in piccolo, un frate carmelitano che legge il breviario



L’incendio del 1928 che distrusse parte del Convento; la sua ricostruzione e in seguito la costruzione della Casa del Pellegrino diedero lustro alla nostra zona. Sono stati e sono tuttora tantissimi i pellegrini che annualmente arrivano in quel di Adro per visitare il celebre santuario mariano.

Senza contare l'elevatissimo numero di studenti che frequentano la scuola dei Frati Carmelitani Scalzi.

 

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Spettacolare foto aerea del Santuario della Madonna della Neve,
la Casa del Pellegrino,
la Scuola Cattolica dei Carmelitani e
sulla sinistra il complesso della scuola Materna,

Elementare e Media del Comune di Adro.


Infatti, successivamente la chiusura nel 1985 del seminario minore, permise ai carmelitani di dare inizio a una nuova iniziativa importante: la costruzione di una Scuola Cattolica. Prima con la nascita di una Scuola media paritaria, poi il Liceo Scientifico e successivamente il Liceo Classico e Linguistico. Nel 2001 ecco anche la Scuola Primaria.

Dimenticavo. Perché il nostro Santuario si chiama Madonna della Neve? Nella nostra bella Italia sono 152 le chiese, santuari, basiliche minori dedicati alla Madonna della Neve. Se non vado errato in Lombardia sono 19, in Piemonte 35 e in Campania 17.

 

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 Una bella cartolina d'epoca con la rappresentazione
della Vergine al pastorello di Adro


Inizialmente era conosciuta come “La Madonna della Cava” la nostra Madonna, e si festeggiava l’8 luglio di ogni anno, giorno dell’apparizione. Non ricordo in quale anno le autorità ecclesiastiche decisero di trasferire la festività al 5 agosto, a ricordo non più dell’apparizione ma alla dedicazione di Santa Maria Maggiore, splendida basilica in Roma, meglio nota come “Santa Maria ad Nives”,  della Neve appunto, e anche come Basilica Liberiana a ricordo di chi la fece costruire: Papa Liberio.


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                          Roma: la pianta della Basilica Liberiana,
                  meglio nota come Basilica di Santa Maria Maggiore

Vi state chiedendo cosa c’entra la neve? Occorre risalire al 5 agosto del 352 quanto a un principe romano gli apparve in sogno la Vergine che gli chiese di costruire una cappella. Sì’, ma dove? Nel luogo in cui il mattino successivo avesse trovato della neve fresca. Era il mese di Agosto!
                  
Incredibile ma vero. Quella notte a Roma, sul colle dell’Equilino. nevicò! Il patrizio si reco da papa Liberio e gli raccontò il sogno. Ironia della sorte il Papa aveva avuto lo stesso sogno: la Vergine gli chiedeva la costruzione di una basilica dove sarebbe nevicato… Il papa diede ordine di costruire la basilica proprio sull’Esquilino. Era il 5 di Agosto. Ecco perché della data della festività della Madonna della Neve. A ricordo di un miracolo!

 

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La Basilica di Santa Maria Maggiore, o Liberiana,
sul colle romano dell'Esquilino


Il 5 Agosto di ogni anno centinaia di bancarelle affollano il piazzale e le strade circostanti del santuario bresciano. Per noi bambini era una grande festa.

La gente ogni anno continua ad affollare il bel santuario in pellegrinaggi e giorni dedicati alla Madonna. Idem il 5 agosto per la grande fiera. Ad Adro gli abitanti a malapena ricordano questa festa. Non uno striscione, non un manifesto. Nulla. Un paese praticamente morto.

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(.) Questa articoli è scato da me scritto per
il semestrale Il Quadrato n.3 Maggio 2017 di Adro (Bs)

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Direttore Responsabile Giacomo Danesi