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Franco Bocchi: quando la Natura diventa Arte




 FRANCO BOCCHI:
QUANDO LA NATURA DIVENTA ARTE

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"Non bisogna chiedere all’artista più di
quanto possa dare, né al critico più di
quanto possa vedere."

Georges Braque: Quaderni 1917/47,1948

 di
Giacomo Danesi

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Chiari (Bs) 12 Settembre 2016 – La cittadina bresciana è splendida, ricca di arte e di tradizioni. Siamo a una trentina di chilometri da Brescia e in questi giorni i suoi abitanti, i clarensi, sono in festa per “Il Pallio delle Quadre” che da questa parti è vissuto intensamente da tutti gli abitanti. A una decina di metri dalla piazza antistante la bella chiesa, con il suo bel campanile, c’è il Museo della Città che (mi dicono) racchiuda anche un settore archeologico di pregio.

Qualche lettore avrà sorriso al pensiero che abbia scritto “con il suo bel campanile” in quanto ogni italico paese ha la chiesa e il campanile. Errore! A non molti chilometri da Chiari c’è un altro importante paese: Orzinuovi. Se passate da quelle parti cercherete invano il campanile accanto alla chiesa. Infatti. È l'unico paese bresciano senza il campanile! Magari un giorno racconterò questa curiosa storia ai mie lettori.


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                           Chiari: Museo della Città: L'artista bresciano
                                              circondato dai suoi

                             estimatori il giorno della inaugurazione


In questi giorni sulla parete del Museo della Città di Chiari, un bel manifesto annuncia una importante mostra antologica di un grande pittore clarense: Franco Bocchi. La  mia conoscenza con l'artista è spiritualmente datata, in quanto da qualche decennio sono attirato e amo la sua arte. Personalmente non l'avevo mai conosciuto fino allo scorso anno quando un mio carissimo amico (e padrone di casa) mi invitò a un pranzo conviviale con i suoi amici che da ben trent'anni è diventato un appuntamento fisso: il lunedì a mezzogiorno, in qualche bel ristorante della zona e dintorni.

L'amico e mio padrone di casa si chiama Angelo Cominardi (un tempo anche proprietario di quella splendida isola sul lago d'Iseo che porta il nome di Isola di Loreto...). "Sai, - mi disse - c'è tra i nostri amici anche un grande artista: Franco Bocchi."

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                                       Franco Bocchi ripreso
                             in solitudine durante i primi abbozzi
                                             di una sua opera

     

Pensai a uno scherzo. Mettevo la sveglia in piena notte per ammirare gli splendidi documentari sulla sua vita, la sua arte che alcune televisioni private mettevano in onda sui loro canali un decennio fa! Non mi sono mai spiegato perché le cose belle devono essere messe in onda in orari impensabili. Ma tant'è.


Ecco, in quei documentari mi ero e sono innamorato della sua pittura e del suo modo di interpretare la vita. Gratificato da madre natura di un fisico imponente che non passava (e non passa) certo inosservato, ammiravo in quei documentari televisivi i luoghi visitati di mezzo mondo, il suo modo di preparare i colori, la sua pennellata veloce e di un dinamismo che lasciava e lascia trasparire l'immensa gioia di mettere sulla tela quanto di più bello esista sulla nostra cara Terra: la bellezza della Natura. 

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                           Dopo i primi tratti tracciati sulla tela, ecco
                           l'inizio magico dell'ìimposizione del colore
                                          


Accettai l'invito di Angelo Cominardi e fui piacevolmente sorpreso, trovandomi davanti il Bocchi, per la sua gentilezza e umanità. L'incontro con gli amici del lunedì sono proseguiti nel tempo e ieri, dopo il il tradizionale pranzo del lunedì, appunto, via tutti a Chiari ad ammirare la sua antologica accompagnati dall'artista. 

Splendida la location, ricca di ampie sale e salette che sembravano fatte apposta per esaltare gli incredibili quadri esposti alla parete. Cerco sempre di essere solo quando visito una mostra d'arte. No, non voglio nemmeno sentire le spiegazioni dell'artista. O se lo faccio è per pochi minuti per scoprire qualche dettaglio tecnico o dove ha trovato l'ispirazione. Per lui parlano le opere.

 

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Anche quando la Natura è crepuscolare
Bocchi sa cogliere l'attimo fuggente


Ho una grande fortuna: amo il bello, la pittura e la musica in particolare, ma non sono un critico. Per me sarebbe "tragico" esserlo. Non essere critico mi permette di ammirare l'artista e la sua arte in completa "solitudine" interiore e, soprattutto, senza l'obbligo di trovare concetti e motivazione astruse per entrare in sintonia con le sue opere. Non essere un critico, inoltre, mi permette di soprassedere dall'uso di termini difficili per esprimere un concetto già così ben espresso sulla tela. 

In solitudine, passando da un quadro all'altro, ho ripercorso mentalmente un frammento della scuola dell'arte dei tempi andati. Mi sono ricordato delle mie visite sul laghetto di Claude Monet, a Giverny, dove l'artista intingeva il pennello nelle sue acque. Mi ha colpito una splendida foto in mostra dove il nostro artista Franco Bocchi è colto immerso nelle acque di un fiume davanti al suo cavalletto per ritrarre le emozioni del momento. Immediato il ricordo al grande artista parigino.


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                               Franco Bocchi "immerso" nella Natura
                              per meglio carpirne i suoi segreti


Mi sono compiaciuto nel non dover allontanarmi visivamente dai quadri di Bocchi per ammirare le sue pennellate che non necessitano, come con le opere e  le ricerche di Paul Signac, David Sutter, Nicholas Odgenn Rood  e Eugène Chevreul, di dover stare a debita distanza per ammirare i "tocchi divisi" secondo i sacri canoni dell'ottica. Con Bocchi l'insieme della scena e della pennellata è immediata, coinvolgente, netta.

Anche davanti a una antologica non seguo mai il percorso obbligato, ma faccio come i bambini in un museo: mi muovo apparentemente senza una logica. E' un metodo infallibile per "capire" e soprattutto essere pervasi dalle emozioni che ogni quadro emana senza alcuna fatica.

 

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                                  Franco Bocchi ripreso mentre fissa
                               su una piccola tela un'attimo fuggente


Portate i vostri bambini a questa mostra e lasciateli liberi di andare dove li porta l'estro. Al termine vi accorgerete che hanno visto e capito tutto, con semplicità, come lo è la Natura che Franco Bocchi ha mirabilmente messo sulla tela.


Sono rimasto stupito quando in una sala ho scoperto la ricostruzione del suo studio  e soprattutto veder scorrere sul un piccolo schermo spezzoni di quei filmati da me tanto amati. 

 

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In mostra anche un
angolo del suo studio privato


Incantato da così tanta bellezza, poco dopo mi hanno raggiunto gli amici in sala, anch'essi folgorati nell'ammirare la sua pennellata veloce, quei incredibili colori che sembrano debordare dal video, e sentir raccontare dalla sua viva voce dove aveva scovato quei paesaggi così ben descritti sulle tele.

E' sempre troppo breve il tempo che si dedica a una mostra d'arte. Figuratevi un'antologica! Forse ci sarà il tempo, a mostra conclusa, ritornare su di essa e scoprire, carpire all'artista le sue emozioni nell'ammirare lui stesso, in quelle immense sale, il suo vissuto, la vita trascorsa alla ricerca della Natura, alla ricerca del bello.

Imperdibile questa mostra di Franco Bocchi. Sono quarant'anni della sua vita così intensa, vissuta senza compromessi con se stesso e la sua concezione dell'arte.


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                              Una splendida opera di Franco Bocchi:
                            uno dei suoi inimitabili tramonti di fuoco

Un quadro di Franco Bocchi in casa è come possedere uno spicchio di quella Natura che l'uomo, nella sua ottusa concezione maturata soprattutto in questi ultimi secoli, con perspicacia ogni giorno la violenta con i suoi comportamenti.

Ergo, un suo quadro non è solo un semplice compiacimento visivo, ma fa meditare e ti mette in crisi richiamandoci ai nostri doveri di preservare la Natura per poter farne dono alla future generazioni. Un quadro di Franco Bocchi nelle nostre case è un parziale risarcimento alle ferite che ogni giorno infliggiamo a Madre Natura.


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Franco Bocchi ripreso in compagnia con il critico d'arte
Maurizio Bernardelli Curuz e l'amico Angelo Cominardi


Bellissimo il catalogo, con la prefazione del critico d'Arte Maurizio Bernardelli Curuz che ha curato anche la mostra antologica, e distribuito gratuitamente al visitatore.

 

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L'artista clarense ripreso mentre dedica a un
sua ammiratrice il catalogo dell'antologica

 Graditissimo poi il dono di una splendida stampa
che l'artista sarà felice di poter regalare e dedicare a ogni visitatore.


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INFO: Il Museo della Città
Chiari (Bs) - Piazza Zanardelli 14
Orari di apertura:
sabato dalle 10,00 alle 12,00 con visite su prenotazione da richiedere via mail o per contatto telefonico Tel: 030.7008278 – 030.7008210 - 0307008265 - 0307008202 - Fax 030.712011
e-mail:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  -  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Sito Web: http://www.museocittadichiari.it/

Per la mostra antologica di Franco Bocchi:

Dal 3 al 18 Settembre 2016: dalle ore 15 alle ore 19
Dal 5 al 10 Settembre dalle 15.30 alle 23

Franco Bocchi:

Studio: Chiari (Bs) - Via Zara, 1B 
25032 CHIARI (BS) ITALY
Tel. 030.7101321

Sito Web: http://www.francobocchi.it/

 

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