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#Mille Miglia Storica 2016: 22 anni e già al vertice




  Mille Miglia Storica: 
22 anni e già al vertice!

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                                              di
                                   Giacomo Danesi


Capriolo (Bs) - C'è gente che è convinta che i sogni finiscono all’alba! Non è vero. A volte i sogni continuano imperterriti, contro tutto e contro tutti, anche al risveglio. Altrimenti il detto: sognare ad occhi aperti non avrebbe motivo di esistere!

Immaginate un ragazzo che nasce a Brescia il 14 febbraio 1994 (da una solida famiglia bergamasca) e che fin da bambino, il nonno prima e il papà dopo, lo allevino con latte e … benzina! In senso metaforico, naturalmente! Lui si chiama Riccardo Perletti, abita a Sarnico (in provincia di Bergamo) con la mamma Ida, il papà Ezio e la sorella Maika.


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                                 La famiglia Perletti
                                 quasi al completo...

Il papà, del quale presto uscirà un libro con il racconto della sua incredibile vita, è oggi titolare di uno spettacolare salone di macchine d’epoca e non, da lasciare senza fiato anche chi appassionato di vetture storiche non lo è affatto!

Come me, per esempio, che ho sempre viaggiato a bordo di vecchie carrette, convinto che la macchina serva solo per trasferirsi. Però, ogni qualvolta metto piede all’AutoClass, con sede a Capriolo in provincia di Brescia, non possono non rimanere affascinato dallo spettacolo che questi “Sogni in movimento”, come recita il sottotitolo della ditta, mi procurano.


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Se poi in primo piano vedo la rossa OM 665 SSMM, sulla cui carrozzeria porta ancora il recente numero di partenza della Mille Miglia storica 2016, ovvero il numero 2, allora anch’io sono piacevolmente costretto a stupirmi.

Ma lo cosa curiosa della quale voglio parlarvi è che questa vettura è arrivata sesta assoluta al traguardo di Brescia nel maggio scorso. Potrete obiettarmi che una vettura e i relativi piloti che partecipano alla Mille Miglia, gara di regolarità a livello mondiale e unica nel suo genere, corrono sempre per vincere o per arrivare nei primissimi 10 posti.

 

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 Alla punzonatura è stato loro
assegnato il numero 2
Foto@Giacomo Danesi

Traguardo questo riservato sempre a piloti di vaglia, con numerosissime esperienze alle spalle. Vero anche questo. Ma non era mai capitato nella storia della Mille Miglia, ufficiale prima e storica dopo, che un pilota alla sua seconda Mille Miglia e per di più a solo 22 anni, giungesse al traguardo al sesto posto assoluto tra la gioia dei suoi numerosi fan, dopo aver lasciato nella polvere numerosi concorrenti agguerriti e già vincitori della Mille Miglia! Per la verità dire che ha lasciato nelle polvere è esagerato. Infatti, durante i 4 giorni di gara è sempre piovuto! Anzi: diluviato. E nella Repubblica di San Marino ci fu anche il brivido della nebbia fitta! 


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Da sinistra: la mamma Ida, Riccardo
e Ezio Perletti sorridenti sotto la pioggia

 

L’appuntamento era stato fissato per le 15 a Capriolo (Bs). Arrivo puntuale e non appena messo piede nel salone, ecco la spettacolare Om 665 SSMM davanti a me. Percorro alcuni metri, a slalom tra vetture di straordinario fascino per come sono state mantenute e dai nomi prestigiosi, ed ecco pochi metri più in là, contro il muro, un tavolo, tre sedie, un computer, il telefonino e lui: Riccardo Perletti intento ad armeggiare quel maledetto aggeggio. E’ seduto ma, vista la sua statura anche da seduto, sono tentato di rimanere in piedi per non sfigurare!


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Riccardo Perletti ripreso al tavolo di "lavoro".
In primo piano la mitica Om 665 SSMM con
la quale è giunto sesto alla recente Mille Miglia storica
Foto@Giacomo Danesi


Riccardo Perletti è un ragazzo semplice, come può esserlo solo un bergamasco-bresciano. Nessuna superbia, nessuna boria. Solo parlando di autovetture tradisce la sua grande emozione dagli occhi. Mi faccio raccontare la sua infanzia, con il nonno prima, il papà, la mamma e la sorella poi.

Mi faccio raccontare i suoi studi, interrotti durante il il Liceo scientifico; poi la passione per il calcio (promettente portiere) e poi la decisione: fare il pilota e proseguire la professione del papà Ezio, brillantissimo pilota e partecipante, con ottimi risultati, a ben 18 Mille Miglia storiche prima, e attualmente titolare dell'avviatissimo salone di macchine straordinarie nel quale ora mi trovo.


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                                 Finalmente si parte...


Riccardo, nessun rimpianto per aver lasciato gli studi e il calcio?  Mi squadra dal basso in alto e sorride. “No – esordisce il giovane driver – nessun rimpianto. Come già avvenuto a mio papà Ezio, la macchina è stato un amore fulminante che durerà per sempre. Molti mi fanno questa domanda. Sembra strano che un giovane possa innamorarsi di una vettura, storica a non, e che tutta la sua vita si svolga in funzione di essa.

Io non lo ritengo una cosa straordinaria. Chiedete a un giocatore di calcio, a una ballerina di danza classica, a un musicista. Vi diranno la stessa cosa. Nessun dubbio mai. E poi, quando hai un papà come il mio, una famiglia come la mia, veramente mi ritengo un fortunato a poter seguire la mia strada, la mia missione, in piena tranquillità.”


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                               Nei centri storici a volte
                               si viaggia in fila indiana...


Mi faccio raccontare i suoi esordi di giovanissimo assistente dei meccanici che, a bordo di una macchina-officina, seguivano il papà impegnato nella Mille Miglia Storica. E la sua vettura portava il nome di Fiat 514 “Coppa delle Alpi”!

Ricorda con emozione tutti quei chilometri percorsi ad ammirare vetture splendide che sfrecciavano accanto a loro. Viveva di emozioni, soprattutto nel pensare che, forse, un giorno avrebbe potuto sedersi al volante. Come co-pilota del papà, immagino! “Assolutamente no - mi risponde deciso -, come pilota!”

Nel 2013 il papà acquista da un commercialista bresciano il sogno di tutti i partecipanti (o meglio aspiranti) la Mille Miglia storica: una OM 665 SS.MM. Ezio e Riccardo Perletti per due anni si dedicano restyling alla vettura, senza partecipare alla Mille Miglia, affinché non fosse solo un oggetto da ammirare, ma una vettura da competizione senza pari.

 

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Durante la Mille Miglia ci sono
anche i momenti di gioia....


E il tutto riesce perfettamente. “Non saprei dire i chilometri percorsi per testarla”, mi dice sorridente. Scusa, vorresti dire che con una simile macchina percorrevi e percorri le strade normali della Franciacorta e dintorni? “Certamente!” Ma non è pericoloso? “Affatto! La vettura è perfettamente omologata come qualsiasi altra vettura normale.”

E i pericoli? “Numerosi. Soprattutto perché al mio passaggio le frenate improvvise si sprecano. Non le mie frenate, ma quelle degli automobilisti che non si aspettano di vedere nello specchietto retrovisore o accanto l’arrivo di una simile vettura.“

Ma come ci si prepara a una Mille Miglia storica? Il racconto che Riccardo Perletti mi espone farebbe innamorare qualsiasi persona per poter partecipare a questa splendida avventura. No, non lo racconterò. Sarebbe troppo lungo.
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 Il giorno delle verifiche


Riccardo ed Ezio Perletti, tutti e due intenti a compiere tutte le procedure richieste del regolamento, sembravano quasi assenti, fuori dal contesto da come lo potevo vivere io, alieno a quanto stava avvenendo intorno a me. Una esperienza che faccio quasi tutti gli anni, ma ogni volta sembra diversa. Terribilmente diversa.


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  Papà Ezio Perletti da alcuni consigli al figlio Riccardo
in merito all'affissione sulla vettura del numero di gara
Foto@Giacomo Danesi

Poi il giorno dopo la punzonatura, la mitica partenza (quest’anno sotto il diluvio), la gara. Tante volte ho tentato di immedesimarmi nei due piloti. Non sono pratico di regolamenti, ma essendo una gara di regolarità penso che sia difficilissimo e stressante parteciparvi.

Quando Riccardo Perletti mi racconta cosa significa una prova speciale, resto senza parole. Puoi vincere o perdere una posizione per centesimi di secondo. Senza tutto il resto!


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  Sulla vettura ecco il nome
del pilota e del co-pilota
Foto@Giacomo Danesi


Mi racconta l’arrivo a Rimini nella notte. Poi l’arrivo a Roma, affascinati per la folla sempre numerosa ed ammirata davanti a questo spettacolo unico al mondo, paragonato come una passerella lunga centinaia e centinaia di chilometri.

Mi parla della stanchezza serale al punto di trovare perfino quasi “doloroso” compiere i normali gesti per coricarsi. Anche il cibo passa in secondo piano. “Certo – continua Riccardo Perletti -, una telefonata a casa, alla fidanzata sono sempre piacevoli. Ma appena spento il telefono ti chiedi cosa stai facendo lì, ti chiedi dove ti trovi, e poi tanta fatica fisica e mentale.



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                                         Alla partenza ci si scambia gli
                                   auguri con gli altri concorrenti


Mi faccio raccontare del perché le prime due tappe sono risultate penalizzanti finendo al termine della prima tappa solo 24esimi in classifica generale. Poi la risalita. E' il papà Ezio l’arma vincente. "Mi ha spronato sì, ma senza eccessi. Seduto accanto a me mi raccomandava la concentrazione. Mica facile! Per esempio a San Marino c'era la nebbia che non vedevi a un metro. La sua calma, i suoi consigli in quei momenti sono risultati decisivi. E così tutto è cambiato. Quando a Gussago (in Franciacorta) abbiamo appreso di essere sesti, ho pensato che si avverava un sogno.

Tutta la stampa è stata concorde nel definire eccezionale il piazzamento della coppia formata da Riccardo e Ezio Perletti. Pronosticare per il giovane pilota bergamasco-bresciano un fulgido avvenire è perfino banale. Presto sul podio più alto della Mille Miglia storica vedremo lui e suo papà Ezio. Statene certi.


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Gli chiedo dei suoi prossimi impegni agonistici. L’Italia è ricchissima di gare di regolarità per la macchine storiche. Ci sarà da da divertirsi. E la prossima Mille Miglia? Mi guarda stranito. "Non devo aspettare il 2017 per viverla. Io la sto già vivendo ora, giorno dopo giorno!”

Prima di congedarmi vado a salutare nel suo ufficio Ezio Perletti. Gli racconto dell’intervista a suo figlio, brillante pilota sulla loro mitica vettura. Mi guarda con quella curiosa espressione tra il serio e il faceto. “Mio figlio Riccardo pilota? Questa è bella! Il pilota sono io e sarò sempre io.”

 

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Ezio Perletti ripreso al tavolo
di lavoro nel suo studio di Capriolo
Foto@Giacomo Danesi


Ezio Perletti, quando si tocca l’argomento Mille Miglia, vive in un sua particolare dimensione onirica. Pur amando alla follia il figlio, concedendogli il volante nonostante la giovane età in una competizione massacrante, nel suo mondo immaginario al volante non ci può essere nessun altro che lui e solo lui.


Alza la voce per far sentire ai presenti come la pensa… Mi congeda con una stretta di mano e una strizzata d’occhi. Nel bergamasco e nel bresciano in certi momenti ogni gesto ha un suo significato. Mi ha ricordato mio padre quando con un gesto voleva dire: "Chi comanda qui?"

Il sito di AutoClass
Esposizione con doppio ingresso:
Via IV Novembre, 75
oppure
Via Paganini , 15
25031 Capriolo (Brescia)

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