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Giovanni Paneroni: La Terra non gira, o bestie! (2)




La Terra non
gira, o bestie!

di
Giacomo Danesi

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 Il suo testamento autografo!


Rudiano (Bs)
- In un precedente articolo ho parlato di quello straordinario personaggio che fu Giovanni Paneroni, nato a Rudiano, nella bassa bresciana, il 23 gennaio 1871, di professione ambulante di gelati e dolciumi. Volle essere “astronomo”, sfidando con le sue teorie Galileo Galilei e compagni. Il suo grido di battaglia era: "Astronomi, bestie! La terra non gira! Galilei cretino! Sveglia; asini: studiatela "Paneroni"! A voi! Ciao!"

Sempre nell'articolo precedente ebbi modo di illustrare in breve alcune sue teorie che ora fanno sorridere ma che in illo tempore attira l'attenzione non solo della gente comune ma anche di astronomi e di professori universitari che lo invitavano a tenere “lezioni” di astronomia.

Bella anche la descrizione che faceva del Sole e delle Stelle.

"Il Sole - affermava Paneroni che lo identificava con il nome di: “El Padrù”- ha un diametro di circa 2 metri e non più di 12, e posso comprovarlo di certo! E il suo peso è di solo 14 chilogrammi, a causa del fuoco che arde in su. E' di puro argento vivo inconsumabile del valore di 100 miliardi di lire, chiaro, splendente, senza una macchia, immacolato, vergine, sufficiente per liquefare le navi distanti 12 mila chilometri col termometro, ad una altezza di 1000 chilometri".

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Un grande momento Paneroni lo visse quando Umberto Nobile si perse al polo Nord con il suo dirigibile. Ecco cosa scrisse nelle sue memorie:

"Se Nobile mi avesse dato retta, sarebbe riuscito a attraversarlo il Polo Nord, invece di ascoltare, mi fece carcerare, Dio lo castigò. Le mie bussole Solari e Lunari gettate nell'automobile di Nobile, indicavano, spiegavano la via e vi era tracciato come l'Alaska si trova a livello delle Svalbart; non vi era che di credere al circolar del sole e sua posizione.

 

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Lui, l'ammiraglio Nobile, credendo il sole fermo puntava alla solare fermezza, invece il sole spostava e Nobile perdeva sempre orientamento, e dai e dai non ci riuscì mai. A Nobile più volte l'avvisai anche con telegramma, macché gli premeva la Titina. Gli dissi con telegramma: teoria Galileiana erronea sperdervi nel Polo, teoria paneroniana salvavi richiedetemi.”

 

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“Per conoscere il centro del Polo – continuava il nostro Paneroni - bisogna che il sole, nel circolare, non faccia più l'effetto di salire o scendere, ma deve conservare sempre uguale altezza sul Polo, allora siete vi trovate nel punto centrale del circolare del sole.

L'America, al di là del Polo, è a livello con l'Europa. Per traversare il Polo partendo dall'Europa puntare a ore 24 verso nord, alle ore 6 col sole a vostra destra alle ore 12 col sole dietro la schiena, alle ore 18 col sole alla vostra sinistra ed alle 24 ancora verso nord. Via che Amudsen eseguì e Nobile No, ai Norvegesi la gloria, ma Amudsen si servì delle indicazioni paneroniane. Capito voi salami".

 

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Mitico Paneroni che per portare avanti le sue teorie si fece scaraventar giù dalle scale di tutte le specole italiane, buttar fuori dalla porta di tutti gli atenei, scuole, congressi, sfidando impavido vigili urbani, carabinieri, confische carceri e contravvenzioni, e ammonendo "lor signori così":

"Bisogna essere più asini del somaro del mugnaio per non capire certe cose. Anche gli astronomi sono convinti delle mie teorie, ma non lo dicono per non cadere nel ridicolo e perdere la paga. Ma se il Papa si deciderà a nominare una commissione, guai a loro, l'Autorità vorrà ascoltare anche Paneroni. Ricordatevi di Cristoforo e di Marconi".

 

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Quali conclusioni trarre di questo strano personaggio? Trascrivo quanto ha scritto Giacomo Massenza nel suo libro, condividendone in pieno il pensiero.

"Paneroni rappresenta per tutti coloro, ahimè, sempre più pochi, che da studenti lo hanno conosciuto ed applaudito, un pezzo importante della propria vita, il ricordo struggente della giovinezza ormai lontana: tutto questo però non spiega compiutamente l'enorme popolarità che lo ha per molti anni accompagnato.

Forse la sua figura rappresenta il rifiuto represso della gente comune, colta e non colta, contro il potere, di cui la scienza ufficiale e paludata rappresenta quasi sempre una delle facce più significative; una scienza che si è sempre dichiarata neutrale, ma che all'occorrenza ha offerto le basi teoriche e pratiche perché fossero portati a compimento i più atroci crimini contro l'umanità.

 

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La fama di Paneroni forse è basata anche sul fascino suscitato in un angolo della nostra mente e del nostro cuore da quella terra 'piatta ma ondulata', imperniata intorno al polo nord, circondata dalle nevi infinite e inesplorate del polo sud e illuminata a mille chilometri di distanza da quel sole d'argento vivo largo due metri e del peso di 14 chili; peccato che il buon Dio non abbia avuto al suo fianco Giovanni Paneroni quando, qualche miliardo di anni fa, ha dato avvio alla grande avventura del cosmo".

Morì il 2 gennaio del 1950. Radio e giornali diedero la notizia della sua scomparsa, ed al suo funerale vennero da tutta Italia e dall'estero. Giovani studenti e numerosi docenti seguirono il suo feretro, e per settimane giornali e riviste parlarono di questo incredibile personaggio con grande indulgenza.

 

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Piano piano piano il suo ricordo si è attenuato. Molti però nel bresciano e nel bergamasco e dintorni ricordano ancora lo stravagante "astronomo" conservandone, oltre la memoria, anche numerosi documenti. Documenti che arricchiscono i due volumi sopraccitati e che invitiamo i nostri lettori a leggere.

Ho chiesto all'amico Alberto Bonetti di Rudiano dove si trovasse la tomba nel cimitero locale. "Fino a poco tempo la tomba esisteva. Ma ora non riesco più a trovarla. Probabilmente l'avranno rimossa. Un vero peccato!"

Da parte mia arricchisco l'autografo in rime del suo testamento. Non è in belle condizioni, ma è un documento straordinario che fa capire la grandezza e la sua immensa fantasia.

Fine

 
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La Terra non gira, o bestie! (1)


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