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La Dama del castello di carta




"Far poesie è come far l’amore:
non si saprà mai se la
propria gioia è condivisa."
Cesare Pavese

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La locandina della manifestazione

 

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di
Giacomo Danesi

Adro (Bs) 20 Novembre 2014.

- Il posto: Palazzo Bargnani – Dandolo, sede del Municipio.

- L'orario: Era già buio...


- L'evento: La presentazione del libro di racconti e poesie di Rita Chinotti: “La Dama del castello di carta”, della collana “Nude e crude” , per i tipi di David and Matthaus Edizioni.

I miei lettori si chiederanno cosa c'entra un libro di racconti e di poesie in un magazine di turismo. C'entra. Anzi: centra. C'entra perché quanto ora tenterò di spiegarvi è uno straordinario viaggio intorno e dentro l'anima di una donna che, giunta all'età matura, manda al diavolo le convenzioni, i modi di fare, di parlare, di vestire e di ragionare degli abitanti del paese che, pur distando solo 25 chilometri della città, è rimasto fermo a 50 anni fa nel modo di vivere e concepire la vita.

 

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La copertina del libro Il Castello interiore,
di Santa Teresa D'Avila


Mi ha affascinato il titolo dove si parla di una Dama e di un castello, anche se di carta. Come studioso di araldica ecclesiastica e civica conosco bene il significato della figura del Castello. E non dimentico certo che Santa Teresa d'Avila co-fondatrice, con San Giovanni della Croce, del riformato Ordine dei Carmelitani Scalzi, fu una grande mistica.

Una comunità carmelitana si trova proprio ora presso il Santuario della Madonna della Neve. Santa Teresa fu quasi costretta dal suo confratello a scrivere il libro della sua vita e lo intitolò: Il Castello interiore.

Lungi da me abbinare Rita Chinotti a Santa Teresa d'Avila, vera anima ribelle come lo sono state poche donne al mondo. Però, pensandoci bene...Purtroppo a Rita Chinotti manca l'estasi che Santa Teresa, invece, aveva. E che estasi!

 

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La famosa estasi della mistica Santa Teresa d'Avila,
opera di Gian Lorenzo Bernini, nella Chiesa di Santa
Maria della Vittoria in Roma


Alle 20.15 sono già sul posto. Mi piace arrivare in anticipo, anche per assistere agli ultimi preparativi che sono sempre convulsi e pieni di pathos. Molto bella la sala che si stava predisponendo alla bisogna. In queste sale di Palazzo Bargnani – Dandolo si è respirato nell'ottocento aria di Risorgimento.

 

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Il Palazzo Bargnani - Dandolo, sede del
Municipio di Adro (Bs), in versione invernale

Qui abitavano i fratelli Emilio ed Enrico Dandolo, eroi del Risorgimento. Qui veniva spesso ospite della Contessa Ermellina Dandolo la summa della cultura di quel periodo. Infatti, Giuseppe Verdi, Cesare Cantù, Arrigo Boito e tanti altri amavano questo paese.

Rina Chinotti, mentre i suoi collaboratori erano intenti a dare l'ultimo tocco al tutto, compreso una musicista che faceva le prove con il flauto, ogni tanto si alzava e provava a declamare alcuni suoi versi tratti del suo bel volume. Importante il contributo alla serata è stato quello dato dalla Biblioteca Comunale.

No, non notò la mia presenza e nemmeno quella di Bernardo Bonardi, valente fotografo in pensione. Non che nella vita facesse il fotografo, lo fa ora in pensione...,  e Maria Massetti, medico, che con il sottoscritto compongono la “Banda dei quattro”.

Scopo dichiarato della nostra recente amicizia è ritrovarsi ad ogni stagione a mangiare la pizza in una trattoria sita accanto al Santuario della Madonna delle Neve in Adro. Ahinoi, non sempre questo avviene...

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L'atttesa in sala dlel'evento...

Il Santuario della Madonna della neve sorge sul luogo dove secondo la storia, la Madonna apparve 600 anni fa a un povero pastorello sordo e muto di Adro. Apparve presentandosi con il titolo di “Avvocata dei peccatori”!  Infatti, disse al pastorello: “Va a dire a quelli di Adro di non commetter più peccati e di emendarsi. E se ti chiedono che ti ha mandato, di loro che ti ha mandato l'Avvocata dei peccatori.”

No, dico, la Madonna è apparsa in tantissimo posti sulla terra. Ma mai con un simile titolo! Sul luogo dell'apparizione, come espresso desiderio della Madonna, è sorto il Santuario dedicato alal Madonna della Neve.

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Una splendida visione aerea del Santuario
della Madonna della Neve ad Adro (Bs)

 
Erano veramente così cattivi gli adrensi in quel periodo? Chissà se ora sono più buoni... Temo di no, viste anche le vicende che hanno portato più volte agli onori della cronaca il bel paese franciacortino.

Ma torniamo a noi. In sala, per ora, di gente nessuna traccia o quasi. Noto un banchetto sul quale ci sono numerose copie del libro che sarà poco dopo presentato al pubblico. Mi avvicinai per acquistare una paio di copie ma un signore, penso fosse l'editore, mi disse che lo potevo acquistare solo al termine della presentazione! Ebbi gioco facile nel convincerlo che, forse, era il caso che mi fosse concesso di acquistarlo subito...

Poco dopo notai che la gente cominciava ad affluire, Mi sedetti su una sedia delle ultime file della grande sala, quelle destinate agli sconfitti, perché le prime file, quelle destinate ai vincitori, erano state subito occupate. In pochissimi minuti la grande sala si riempì.


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C'era curiosità per questo evento. Il pubblico
ha ben risposto con la loro presenza


Lessi il libro in pochissimo tempo (uso la tecnica di lettura veloce che mi permette di apprendere e memorizzare con poca fatica); in pratica giusto il tempo della durata della serata trascorsa piacevolmente con la lettura da parte di Rita Chinotti dei sui versi e dei suoi pensieri, inframmezzati dal suono del flauto da parte di una giovane musicista.

 

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La musicista Claudia Peri

 

D'accordo, conosco Rita. Io ho abitato più di 40 anni ad Adro e qualche volta la intercettavo in paese. Ma non siamo mai stati veramente amici. Ci conosciamo, certamente, e da un anno ci si ritrova saltuariamente. Però io Rita la conosco per via delle percezioni che la sua presenza emana e che io percepisco.

E così, cominciai a leggere il libro, saltando di palo in frasca: ottimo sistema per ingarbugliare le cose, ma splendido per poterle poi ricostruirle. Lasciai per ultimo la lettura del risvolto della pagina di copertina. In pratica quello che tutti leggono per primo. Ed è stato giusto così.

 

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La sua bella dedica sulla mia copia



Per prima cosa ho apprezzato tantissimo il suo modo di procedere, a casaccio appunto, alternando poesie a testi scritti in prosa. A casaccio un corno, visto che tutto ha una sua logica a ben vedere. Io, però, fossi stato l'autrice, il prologo lo avrei messo alla fine.


Infatti, appena ho iniziato a leggere le prime righe dello stesso, ho subito smesso riservandomi di farlo per ultimo o quasi. E ho fatto bene. Avrei scoperto tutto subito...

Il libro mi ha divertito un mondo e mi ha fatto terribilmente pensare. Ma come, mi diranno i detrattori, Rita Chinotti parla di una Dama (l'autrice) che non ha ancora risolto i suoi conflitti adolescenziali, e tu ridi?

 

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Una istantanea della serata con Rita Chinotti
intervistata dal suo editore 


In verità il sorriso mi è sorto spontaneo quando ho letto un inciso della contro copertina. La Dama, a un certo punto della vita, conosce il BDSM attraverso la rete. Scopre così (con finto stupore spero...) che esiste un mondo affascinante dove i rapporti, non scritti, si reggono sulla sottomissione/dominazione.

La nostra Dama, a questo punto “si illude di poter trovare lì la risposta al proprio bisogno di sentirti accudita, protetta e libera di essere se stessa.” 
Dimenticavo. BDSM è l'acronimo di Bondage, Dominazione (o Disciplina), Sadismo, Masochismo.

Ora, dopo aver dato un'occhiata ai presenti in sala, molti giovani ma anche tante persone di una certa età, ho immaginato la scena quando alcuni di loro leggeranno lo scritto di Rita Chinotti e soprattutto il significato della sigla BDSM! Apriti cielo!

Non mi sono meravigliato quando, alcuni giorni dopo la presentazione, sulla pagina di facebook di Rita Chinotti sono apparse alcune frasi da lei scritte dove manifestava una profonda delusione verso alcune persone e fatti che, penso, possano far risalire al suo libro e alle relative conseguenze.


Ora dovrei citare alcune sue poesie e alcuni cenni dei suoi pensieri. Eh no, il libro dovete comperarlo. Mi limiterò solo a consigliarvi di leggere subito da pagina 29 a pagina 33. Lì sta il succo del bellissimo libro, e soprattutto in questo inciso, bellissimo, dove descrive la Rita di adesso, la Rita matura, la Rita attuale e, forse, anche quella futura.

 

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Una bella immagine di Rita Chinotti
durante il suo intervento


“Io ora so di essere uguale agli uomini, - esordisce Rita Chinotti - di essere uguale ma diversa, di sapere fare tutto come loro, ma con un altro modo, perché sono diverse le mie caratteristiche fisiche, fisiologiche, nonché mentali. Amo pensare da donna, agire da donna, sentire da donna essere una donna e ora voglio essere una donna femmina.

Voglio essere un po' puttana e liberarmi, oltre che dai gessati maschili e dalle gonnellone informi, da quella educazione che prima avevano tentato di impormi il reggiseno, poi la verginità fino al matrimonio e infine era riuscita nell'intento di rendermi una brava sposa senza più voglie, una brava mamma e una moglie graziosa, ma con ricorrenti emicranie serali e notturne, nonché una donna affermata in società, ma senza più tempo per sé e le sue voglie.
"

"Adesso voglio - prosegue la scrittrice - che le mie gonne segnino il culo, che, se mi va, posso anche mostrare. Voglio che si veda la forma delle mie tette sotto la camicia, magari un po sfiziosa e non allacciata fino al collo.

Voglio guardare gli uomini negli occhi, sostenere il loro sguardo e se provoco fa niente, decido io quando e con chi abbassare gli occhi. Voglio godere a letto in tutti i modi possibili e recuperare i tempo perso. Voglio stare sopra, sotto, in mezzo, davanti, dietro e dove voglio, senza il timore di essere giudicata., Voglio essere una donna donna, una donna femmina, in po' santa e un po' puttana... (…).
"

 

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Il Giornale di Brescia fa un bel
resoconto della bella serata adrense

Uno straordinario manifesto che suona come campana e martello per noi uomini. Il segno del fallimento di intere generazioni.

Ecco perché vorrei che questo libro fosse letto soprattutto dagli uomini, e in special modo i giovani. Quelli della mia generazione hanno da tempo deposto le armi e non ci resta che nasconderci.

Rita Chinotti, noi uomini abbiamo fallito. Il tuo bel libro rimarrà a testimoniare la "tragedia" che ha colpito le generazioni passate e presenti. Voglia Iddio che le generazioni future non percorrano i nostri sentieri che ci hanno portato verso il baratro.

Il tuo libro testimonia anche come ogni donna, tutte le donne, se vogliono posso riscattarsi. Il mondo non appartiene a noi uomini, tra pochi decenni, dicono gli scienziati, saremo non più decisivi nemmeno per fare figli. Il mondo sarà solo vostro. Se così sarà forse per la nostra Terra e la nostra società non tutto è perduto.

 

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Rita Chinotti adempie al tradizionale
rito di firmare autografi sulla sua opera


Al termine della presentazione i numerosi libri erano "spariti" tutti dal tavolo. Al termine l'autrice ha avuto il suo bel da fare ad apporre dediche e firme sui libri aquistati.

Il fatto che il libro sia uscita nella collana:
"Nude e crude", è (forse) puramente casuale...

Il libro, oltre che nelle librerie,
si può acquistare via internet.

Clicca qui!

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La Dama del Castello di Carta

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Giacomo Danesi, direttore
del Magazine, è socio Neos.

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Magazine di Turismo e varia umanità.
Direttore Responsabile Giacomo Danesi