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Il Deserto Misterioso? Nel Sahara! (1)




"Nessuna carovana ha mai raggiunto il suo miraggio.
Ma solo i miraggi hanno messo in moto le carovane."

 Viaggi & Miraggi
di
Francesco De Gregori

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Foto © Giacomo Danesi

 di

Giacomo Danesi

 

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Foto © Stefano Berti

 

L'invito per un Eductour Stampa mi era giunto come un miraggio. A formalizzare l'invito era un mio amico carissimo:l'addetto stampa del Tour Operator "I Viaggi di Maurizio Levi".

 

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L'home page del sito
"I viaggi di Maurizio Levi"

 

Ricordo che provai una grande emozione non appena mi fu comunicato il nome della località da raggiungere: il deserto occidentale egiziano, meglio noto come il "deserto misterioso".

Conosco il deserto. Ne ho visitati moltissimi. Ogni volta è stata un'avventura, fisica e umana. Lo sarà anche in quest'occasione.

 

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Foto © Giacomo Danesi

 "Le persone non fanno i viaggi,
sono i viaggi che fanno le persone"


John Steinbeck
 

Il mio vero problema non è il viaggio in se stesso, ma l'attesa della partenza e il dopo viaggio.

L'attesa è sempre tribolata, fatta di notti insonni, di gioie, paure ed emozioni. E' sempre stato così. Il dopo viaggio, se possibile, è ancor più "doloroso" e affascinante.

Il giorno della partenza, il 23 settembre 2012, di buon mattino eccomi in autostrada per raggiungere Milano Malpensa. Un paio di fermate, a causa di un'improvvisa tachicardia, ha rallentato il viaggio.

Come da programma, alle 5,30 eccoci in fila al banco della Swiss per il ceck-in, con destinazione Il Cairo, via Zurigo. L'attesa dell'imbarco è dedicata alla conoscenza dei compagni di viaggio, colleghi giornalisti e accompagnatori. E' bello rivedere colleghi con i quali si è già viaggiato in precedenza.

 

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L'aeroporto di Zurigo

 

Ad accompagnarci, come Tour Leader, niente meno che Maurizio Levi, Il "patron" come Tour Operator dei deserti di mezzo mondo. E per chi non ricordasse il suo nome, sarà bene informarvi che Maurizio Levi vinse nel 1984, con Alfredo Redaelli, il mitico Camel Trophy sul percorso della Trans amazzonica, Highway, Saantarem, Manaus.

 

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Il famoso logo del Camel Trophy
 

Arrivati a Il Cairo (in arabo: القاهرة, al-Qāhira), e sbrigate le formalità di rito, eccoci pronti per attraversare la metropoli egiziana al fine di raggiungere l'albergo, non prima di aver visitato un' "accademia" del tappeto e ammirare le capacità manuali di chi lavora al telaio.

Raccontare il traffico, i quartieri e la gente di questa metropoli, la cui area metropolitana è popolata da quasi 16 milioni di abitanti, è praticamente impossibile.

L'albergo, la doccia ristoratrice e la successiva cena (con il siparietto dell'addetto alle bevande che inutilmente cercava di non darci il resto del pagamento delle bevande - siparietto degno del miglior Totò -), ci predisponeva al giorno seguente quando saremmo finalmente entrati nel deserto.

Qui facciamo la conoscenza anche con Omar, che sarà la nostra preziosa guida laggiù nel deserto.

Di buon mattino, fatta colazione, ecco l'incontro con gli autisti delle cinque vetture che ci avrebbero guidato nel deserto. Il rito di caricare le valigie sul tetto delle vetture, si ripeterà ogni giorno della nostra permanenza nel deserto. Rito vissuto con una certa apprensione visto il "disciplinare di carico".

 

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Foto © Giacomo Danesi

Si caricano i bagagli.
Il deserto si avvicina...
 

Nei giorni seguenti tutte queste cose non ci riguarderanno più. Il deserto è "democratico". Non ci sono differenze tra le persone al cospetto di una natura selvaggia, imprevedibile e affascinante, il cui paesaggio cambia a ogni batter di ciglia.


Se il lettore si aspetta ora una cronaca puntigliosa di ogni giorno trascorso laggiù, rimarrà deluso. Non basterebbe tutto il Magazine per raccontare quanto visto! Basterà andare al sito "I viaggi di Maurizio Levi" per ammirarne la bellezza dell'itinerario.

Racconterò, invece, le bellezze naturali, artistiche e storiche incontrate nel deserto; ma soprattutto le emozioni vissute nel vivere i gesti di ogni giorno: la sveglia, la colazione, i trasferimenti, il pranzo, la cena, la notte...

 

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 Foto © Giacomo Danesi
Ciò che siamo è inciso sulle impronte
 
del nostro
 passaggio che è scandito
dal tempo di una vita.
"
  Anna D'Urso

  
E così il primo giorno, dopo un'ora di viaggio e lasciato la strada, ecco l'incontro con il deserto.

E' curiosa e strana l'emozione non appena le ruote della vettura toccano la sabbia e vedi nello specchietto la strada maestra che si allontana. Immediato il pensiero che se avessi rifiutato l'invito, e fossi rimasto a casa, sarebbe stata una negligenza per la quale prima o poi sarei stato punito.

 

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                                        Foto © Giacomo Danesi  
             
                            "Nel deserto il tentatore non è il diavolo,
                             è il deserto stesso: tentazione naturale
                                       di tutti gli abbandoni."
 Daniel Pennac
 

Quelle discese ardite, e le immediate risalite, per dirla alla Lucio Battisti, scatenano in un primo momento attimi di paura, subito fagocitati da una emozione senza pari. Nella vettura all'inizio il silenzio è quasi tombale. Tutto sembra irreale.

La fortezza di Kasr Es Sagha segna la nostra prima tappa. Qui facciamo uno spuntino. Il sole è alto e picchia forte. Notiamo alcune macchine della polizia che, con discrezione, ci seguono. Siamo tutti curiosi di vedere come sarà approntato il “ristorante da campo”.

 

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Foto © Giacomo Danesi
Si prepara lo spuntino
di mezzogiorno...

 

Con consumata maestria gli autisti s'improvvisano cuochi. Dai cartoni escono piatti e posate. Chi taglia i pomodori, le cipolle e i cetrioli, mentre altri aprono le scatolette di tonno. Intanto, per non essere letteralmente cotti da sole, ci ripariamo dietro un lungo muro che circonda la fortezza. Poi, in fila, ecco il pranzo a self service ormai pronto.

 

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Foto © Giacomo Danesi
 Tutti in file al self service... Sulla sinistra
l'ombra ristoratrice. E c'è anche il tappeto!

 

Al termine assistiamo incuriositi al lavaggio delle vettovaglie. Impossibile definire il colore originale delle vaschette usate per la bisogna. Nel deserto non si bada a queste quisquilie. Tutto cambia: gli usi, il clima, il tempo, i suoni.

Riprendiamo la strada per ammirare le rovine della città tolemaica di Simeh Es Sebua, per poi proseguire, nella più completa solitudine, verso le sponde del lago Qurum dove il deserto incontro l'acqua.

 

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Foto © Giacomo Danesi

Le pietre misteriose, capolavoro della Natura.
Sullo sfondo il lago Qurum

 

Incredibile le rocce a forma di grosse palle che costeggiavano il lago. Il tempo, il vento e l'acqua sono gli architetti supremi che abitano il pianeta Terra. Durante il viaggio abbiamo ammirato rocce e sedimenti che nemmeno l'artista più fantasioso avrebbe potuto immaginare e creare.

 

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 Foto © Giacomo Danesi
"Tutta l'arte è imitazione
della natura." 

Seneca

 

Quando le prime luci della sera ci hanno sorpreso, creando fantasmagorici paesaggi e colori, Maurizio Levi da l'alt alla carovana. Aveva, infatti, individuato il luogo per il nostro primo campo notturno. Per chi per la prima volta si trova in questa situazione, è evidente lo smarrimento. Niente paura. E' solo un attimo. Le vetture sono sistemate a dovere in modo da poter formare uno spazio adatto per approntare la cucina, i tavoli, ecc.

 

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Foto © Giacomo Danesi
I bagagli ben allineati...

 

Intanto i bagagli sono tolti dal tetto e sistemati a terra. E' il momento tanto “temuto”: scegliere il luogo (appartato) e montare la tenda. Una provvidenziale lezione da parte del Tour Leader risolve il problema.

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Foto © Giacomo Danesi

 Il "maestro" Maurizio Levi impartisce i primi rudimenti
su come preparare la tenda. Sulla destra qualcuno
si mostra preoccupato...

 

Un'immagine, che già in viaggi precedenti mi aveva particolarmente colpito, è l'assegnazione della tenda e il lento trascinare sulla sabbia dei bagagli per raggiungere il posto scelto per passare la notte. Il tutto in uno scenario di colori da lasciare senza fiato. La sabbia cambia tonalità ogni minuto. Gli ultimi ad approntare la tenda sono i fotografi del gruppo. Appollaiati sulle dune circostanti, è il loro momento propizio per scattare fotografie d'incredibile bellezza e fascino.

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Foto © Giacomo Danesi 
"Dove c'è una grande volontà non
possono esserci grandi difficoltà." 

Niccolò Machiavelli

 

Quando, dopo innumerevoli tentativi ed errori, la tenda è ormai pronta, non resta che recarsi al campo base per ritirare mezzo catino d'acqua. Servirà per lavarsi la faccia al mattino seguente. Il tempo per trascinare all'interno della tenda i bagagli, stendere il materasso, usando per cuscino la valigia, ed è subita sera. Scende veloce la notte nel deserto. E lo spettacolo della Luna che fa capolino dietro una duna è una scena che difficilmente il pellegrino del deserto scorderà.

 

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Foto © Giacomo Danesi
 "Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,

Silenziosa luna?Sorgi la sera, e vai,
Contemplando i deserti; indi ti posi."

Giacomo Leopardi 

 

In attesa della cena era uno spettacolo vedere le tende sparse nel raggio di un chilometro. Alcune di esse erano illuminate e quella luce rendeva il tutto straordinario. La Luna, per l'occasione quasi piena, ci impediva la fantasmagorica visione del cielo stellato. Nessuna paura. Ho messo la sveglia alle 3 di notte. E lo spettacolo che mi sarà dato a vedere rimarrà incancellabile per sempre dalla mia mente.

Poi, all'ora convenuta, tutti a cena. Incredibile l'entusiasmo degli autisti-cuochi per metterci a nostro agio. Mi ha colpito il fatto che Maurizio Levi fosse così attivo e disponibile. Vederlo tagliare il formaggio, e predisporre le vettovaglie, non era spettacolo che in passato mi fosse dato a vedere in occasioni simili.

 

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Foto © Giacomo Danesi
Si prepara la cena. A destra Maurizio Levi
intento a tagliare il formaggio

 

La cena è veramente un momento conviviale importante. Ci si scambiano impressioni, emozioni. Al termine rimane, comunque, in tutti un momento di malinconia. Di colpo ci si accorge che siamo soli nel deserto, lontano dalla famiglia, dagli amici.

Un pezzo di cioccolato, un aperitivo composto da grappa e aranciata assurge a splendido drink. Una zuppa calda ristora il corpo in maniera quasi mirabile. Uno spezzatino ha il sapore di un piatto preparato da un gran gourmet. Una mela, una semplice mela, è un fantastico fine pasto.

 

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 Foto © Giacomo Danesi
E' scesa la notte.
Un attimo di relax...

Poi il ritorno nella tenda. Solo. Per la testa mille pensieri. Ma il sonno ristoratore ha quasi immediatamente il sopravvento. Il primo giorno è trascorso quasi velocemente. Altri sei giorni di deserto ci aspettano. E domani mattina si parte presto. Molti paesaggi stupendi ci aspettano e molte cose ci saranno da raccontare.  Lo farò nei prossimi giorni. 

                                                                                                   
  
(1.Continua)
 

INFO: "Deserti" di Maurizio Levi

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