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Overbooking! Come difendersi...




di

Giacomo Danesi

Confessiamo una buona volta a noi stessi
che da quando l’umanità ha introdotto
i diritti dell’uomo, si fa una vita da cani.”

Karl Kraus

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Tutti conoscono il primo postulato della Legge di Murphy, il quale recità così: "Se qualcosa può andar male, lo farà". Siamo in estate ed è tempo di vacanze per milioni di persone nel mondo. Mezzo preferito per trasferirsi presso le località prescelte? Sicuramente l'aereo.

Arrivati all'eroporto carichi di bagagli, borse e borsoni, documenti e quant'altro e, naturalmente, con il biglietto aereo di prenotazione in mano. Nemmeno il tempo di avvicinarci al banco della compagnia aerea per effettuare il ceek-in e notiamo che c'è ressa. Alla domanda: "Che succede?" , immediata la risposta: "Siamo in overbooking!" 

Questa "maledetta" parola inglese ufficialmente significa "sovraprenotazione". In verità, per noi, ha un solo significato: un sacco di guai.

Ecco quanto è scritto nella bellissima pubblicazione: "S.O.S Turista, Carta dei Diritti del Turista", curata dall'Unione Consumatori" a proposito dell'Overbooking:

 

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La copertina della pubblicazione
dell'Unione Consumatori

 

"L’overbooking” è un fenomeno legato ad una prassi internazionale diffusa tra le compagnie aeree: poiché, statisticamente, risulta che per ogni tipo di volo si verifica una certa percentuale di rinunce da parte della clientela, le compagnie aeree pongono in vendita un numero di prenotazioni e di biglietti superiore a quello dei posti realmente disponibili, nella misura corrispondente alla percentuale delle rinunce statisticamente rilevate.

Ciò consente alle compagnie di ripartire il costo del volo tra il maggior numero possibile di viaggiatori, evitando di fare lievitare il prezzo del singolo biglietto in previsione di probabili defezioni. Il sistema, però, proprio perché si basa su dati statistici, non sempre funziona alla perfezione.

A volte, infatti, succede che le rinunce siano minori del previsto, e che, pertanto, ad uno o più passeggeri muniti di prenotazione e biglietto, venga negato l’imbarco a causa di un eccesso di prenotazioni. Tale prassi, per quanto deprecabile, viene giustificata con la necessità di contenimento del costo del singolo biglietto, ed è espressamente legittimata e disciplinata dall’art. 4 del Regolamento UE 2004/261/CE."

 

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Avete letto bene: deprecabile prassi ma perfettamente legittima! Sembra che sia una tecnica tipica  che ha lo scopo di  "mirare ad aumentare l’utilizzazione dei contingenti in un sistema che preveda delle prenotazioni le quali facciano rilevare una certa probabilità che non vadano a buon fine". Insomma, per la compagnia aerea questo serve a tutelare i propri guadagni, pardon, il load factor.

A questo punto lo sprovveduto passeggero, del quale vi lascio immaginare il disagio e la rabbia, cosa può fare?

Continuiamo a leggere quanto ci espone la pubblicazione del Movimento Consumatori a questo proposito: "In virtù di tale normativa, in caso di overbooking, la compagnia aerea deve  evitare, per quanto possibile, la scelta arbitraria dei passeggeri da escludere: a tal fine deve fare appello a eventuali volontari disposti a rinunciare spontaneamente alla prenotazione in cambio di “benefici” offerti dalla compagnia medesima.

 

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Chi accetta di rinunciare volontariamente alla prenotazione, oltre ai suddetti “benefici”,che rappresentano il “prezzo della rinuncia,  ha comunque diritto di scegliere una fra le seguenti opzioni (art. 8):

• rimborso entro 7 giorni del prezzo pieno del biglietto + volo di ritorno verso il punto di partenza iniziale non appena possibile; 

• imbarco su un volo alternativo verso la destinazione finale non appena possibile; 

• imbarco su un volo alternativo verso la destinazione finale in data successiva di suo gradimento, a seconda della disponibilità dei posti.
 

Se, ciononostante, il problema non si risolve, la compagnia aerea può negare l’imbarco anche a passeggeri non consenzienti. In tal caso, al passeggero deve essere versato immediatamente un  indennizzo (“compensazione pecuniaria”) a norma dell’art. 7:

a) tratte fino a 1500 Km € 250   

b) tratte intracomunitarie superiori a 1500 Km € 400

    altre tratte tra 1500 e 3500 Km  € 400 

c) tratte che non rientrano nei casi (a) e (b)  € 600


I suddetti indennizzi sono ridotti del 50% se viene offerto l’imbarco su volo alternativo 
con ritardo massimo, rispettivamente, di 2, 3 o 4 ore.

 

Oltre all’indennizzo immediato, il passeggero non consenziente a cui viene negato l’imbarco ha diritto di scegliere fra le opzioni indicate dall’art. 8 (come nel caso di rinuncia volontaria):

• rimborso entro 7 giorni del prezzo pieno del biglietto + volo di ritorno verso il punto di partenza iniziale non appena possibile; 

• imbarco su un volo alternativo verso la destinazione finale non appena possibile; 

• imbarco su un volo alternativo verso la destinazione finale in data successiva di suo gradimento, a seconda della disponibilità dei posti. 

Inoltre, ha diritto, a titolo gratuito, all’assistenza prevista dall’art. 9: 

• pasti e bevande in congrua relazione alla durata dell’attesa; 

• sistemazione in albergo qualora siano necessari uno o più pernottamenti, o qualora sia necessario un ulteriore soggiorno, oltre a quello previsto dal passeggero; 

• trasporto tra l’aeroporto e il luogo di sistemazione; 

• due chiamate telefoniche o messaggi via telex, fax o posta elettronica."

 

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Non vi è mai capitato un simile guaio? Tranquilli. Se viaggiate in aereo la matematica e la legge di Murphy sono contro di voi.

Un momento. Naturalmente può capitarvi un Overbooking anche in albergo o in treno...

Magari non proprio come è capitato in Bangladesh l'8 dicembre 2008. Qui, forse,  avevano proprio esagerato con le prenotazioni...

 

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Prossimamente vi llustrermo cosa fare in caso di mancato imbarco in aereo.

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