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Io ti Amo!




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  di
Giacomo Danesi

“In amore si comincia con la retorica e si finisce con la filosofia”: così Jacques Dyssord nei suoi aforismi. Se così è, cominciamo pure con la retorica senza finire nella filosofia.

E qual è la frase retorica per eccellenza? Secondo la statistica è la frase “Ti amo”. In verità è anche la frase che più d'ogni altra al mondo ama sentirsi dire. Almeno fino alle soglie della vecchiaia. Sembra, infatti, che in questo delicato periodo della vita umana, sia un’altra la frase che si ama sentirsi dire.


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The Beatles: Something in
the way she moves

Qual è e quando? Quando siete davanti al medico che, silenzioso legge le ultime analisi cliniche, alza gli occhi dal foglio, vi guarda fisso e sentenzia: “Vada tranquillo, non è maligno…”. Che sospiro di sollievo!

Ma bando alla ciance e vediamo come si traduce la frase “Ti amo” nelle varie lingue e dialetti del mondo. Una parte di essi, naturalmente, visto che le lingue sono centinaia e centinaia. Senza contare migliaia e migliaia di dialetti!
 
 

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 In Vdrmldndska, la lingua parlata svedese, la fatidica frase suona così: ”Du, dr gvrgo te mdg”. Ma è cosa notoria che gli svedesi (e le svedesi) sono algidi…

Non si scherza nemmeno in Urdu, la lingua parlata in Pakistan, India e sui taxi di New York, quando due innamorati (almeno si presume) si scambiano un “Main tmse muhabbat harta hoon”, o peggio ancora:Mujhe tumse muhabbat hai” !

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Come dite? Come lo dicono i Sioux? “Techihhila”! Nulla a che vedere con i Cheyenne che si limitano ad un “Ne mohotatse”. Più pratici gli Zulu con il loro “Mena tandawena” , e in Tswana, la lingua parlata in Africa: ”Dumela”! Capito l’antifona?

A proposito di antifona, chissà da dove deriva la frase “Kulo tresno”, tanto amata dai giavanesi per manifestare il loro amore.

Va bene, lo ammetto. Ho avuto una storia una trentina d'anni fa con una ragazza ungherese, però vi devo confidare che quel “Szeretlek” non l’ho mai digerito. Figuratevi in lussemburghese con il loro E ch hun dech ga''r”!

Molto intenso (sembra latino) l’espressione dei turchi con il loro “Seni begeniyorum”.

Sicuramente curioso nella lingua parlata nell’isola di Aruba e nelle Antille Olandesi, lingua nota come Papiamento: “Mi ta stima’bo”.

Signore e signori, in piedi per favore. Siamo in Francia, e quel “Je t’aime” è unico. E che dire di “Je t’adore”?

 

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Ma anche in lingua inglese suona bene.
Quel
I love you, siamo sinceri, fa molto fine.


Il modo più dolce per dire “Ti Amo”? Non ci sono dubbi, in spagnolo. “Te amo”, “Te quiero” (siamo sulla strada giusta), “Te adoro” (ci siamo quasi), “Te deseo” (decisamente più forte), ” Meantojis” (uhuuuu, il massimo). I catalani, più pragmatici, se la cavano con un “T’estimo”.

 

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Da un murales...

 

No, non ci siamo. In esperanto la frase suona male. Sembra il motto di un ubriacone: “Miamas vin”

Molto più pratici i Corsi con il loro “Ti tengu cara”, il maschio alla femmina; “Titengu caru”, la femmina al maschio.

Siete inciampati nella classica ragazza intelligente che conosce il latino e vuol mettervi in difficoltà? Tacitatela con “Te amo”, oppure “Vos amo”.

Se ti trovi in Grecia e la tua nuova fiamma ti guarda negli occhi e pronuncia la fatidica frase: “S’agapo” ci siamo. Ma, se fissandoti di dice: “Se thelo”, cerca di darti una mossa. Hai già perso troppo tempo in chiacchiere.

Si, è vero. La Cina è vicina, anzi, li abbiamo praticamente in casa. Forse è giunto il momento d’approfondire l’argomento. Parliamoci chiaro, non è facile districarsi in quell’infinito mondo di dialetti e lingue, più o meno ufficiali.

Fissatevelo bene in testa che in Amoy la frase "Ti amo" si pronuncia “Goal ai li”; in Cantonese “Ngo oi ney” oppure “Wo oi ney”; in Hakka “Ngai oi gnee” o “Ngai on mi”; in Hokkien “Wa ai lu”. Un attimo. Mi suona male. Non vorrei che fosse un “Va…” con quel che segue. Proseguiamo con il Mandarino e il suo “Wo ai ni”, “Wo ie ni”, “Wuoai nee” e “Wo ay ni”. "Wo ay ni”i_love_you_chinese.jpg vale anche in Putunghua e in Wu. Dura esporsi in coreano. Molto dipende da come si sono messe le cose. Siete nella prima fase? Allora ditelo con rispetto e limitatevi ad un “Saranghae”. Come dite? Non siete ancora alla confidenza? Allora può bastare un: “Saranghapanida”. Volete appena compromettervi? “Nanun dangsineul joahapnida”. Un po’ più compromettente? “Nanun dangsineul mucheogjoahapnida” . Ho capito, volete compromettervi: “Nanun dangsineul mucheog saranghapnida”. Auguri!

Siete curiosi di scoprire come i giapponesi dicono “Ti amo”? Non basterebbe l’intera pagina. Mi limito al primo approccio con la frase “Suki desu” e finiamola lì.

Aprite bene le orecchie. Siete in Tunisia e da tempo quella bella ragazza vi guarda con occhi dolci. Volete manifestargli tutto il vostro amore? “Ha eh bak” è la frase giusta. Vi consiglio di manifestarvi solo la sera prima di partire per l’Italia.

In caso contrario se non manterrete le promesse, aspettatevi fuori dall’albergo una ventina di persone del suo clan che vogliono conoscervi e spiegarvi alcune cose. Stesso discorso vale anche in Marocco. “Kanbhik” o “Kanhebek” vanno pronunciate “Cum grano salis”.

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Per finire la vostra la vostra amata ha visto tutta la serie di Star Trek e vi costringe a pronunciare le fatidiche frasi “qamuSHa’” o “qamuSHa’qu’” o “qaparHa’”, vale a dire “Mi piaci”, e la cosa si trascina da mesi? Avete due possibilità. La prima è quella di mandarla a quel paese, finché siete in tempo. Oppure, ditegli che queste frasi le pronunciate in ogni momento.

Davanti alla sua rabbia, e alla contro risposta che non vi ha sentito proferir parola alcuna, ditegli che il trasferimento avviene in modo fantascientifico, cioè con la trasmissione del pensiero. Proprio come avviene in Star Trek...

 

 Un momento di
attenzione, prego!
 
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Sempre più difficile. Siete entrambi sordomuti. Alzate la mano destra con le dita ben distese e successivamente piegate due dita: il medio e l’anulare. Attenzione. Il pollice tenetelo ben steso e staccato… 

            

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 Giacomo Danesi, direttore
del Magazine, è socio Neos.

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Direttore Responsabile Giacomo Danesi