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Progetto "Nuovo Mosè": salvare l'Amazzonia




Progetto "Nuovo Mosè":
salvare l'Amazzonia

 

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di
Giacomo Danesi

 

Gennaio 2017. Bornato (Bs). La storia che vi voglio raccontare ha il suo inizio 80 anni fa in un piccolo borgo della Franciacorta in provincia di Brescia: Bornato, frazione di Cazzago San Martino.
Proprio in questa piccola oasi franciacortina nasce Gianni Mometti, figlio di una modesta famiglia di contadini del luogo.

 

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Una sbiadita immagine  di un giovanissimo
Padre Gianni Mometti con la mamma


Il giovane una domenica ascolta la predica in un missionario e rimane affascinato dai suoi racconti al punto di sentire dentro si sé il desiderio di farsi prete. Finisce, invece, dai salesiani di Chiari (in provincia di Brescia).

Noviziato nel 1955, subito fa domanda di diventare missionario e l’Anno dopo parte per il Brasile, terra di missioni. S’imbarca sulla nave “Paolo Toscanelli” e arriva a Recife il 27 Dicembre.
 

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Nave passeggeri - Paolo Toscanelli m/s
- ITALIA soc. navigigazione - anni '50


Vi meraviglierà sapere che allora il Brasile non c’era miseria ne favelas! Il nostro giovane futuro missionario rimane deluso, al punto di annotare sul suo diario questo pensiero: “Che razza di missione è questa se qui si sta meglio che in Italia!”
Vero. Allora il Brasile non si trovava certo nelle attuali condizioni economiche.

E’ trasferito a San Paolo del Brasile, dove compie gli studi teologici, e il 31 luglio del 1966 è ordinato presbitero. Tornato in Italia dopo dieci anni per rivedere la famiglia, fu inviato presso la Pontificia Università Gregoriana in Roma per frequentare corsi di missiologia.

Fu lì che capì il messaggio di Gesù Cristo, ovvero che la missionarietà si riduce in due parole: Realizzare l’Amore.

Forte di questa convinzione torna il Brasile e comincia a capire che non tutto era oro quanto laggiù luccicava. C’era, infatti una umanità dolente e povera che aspettavo conforto e aiuto.

 

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Una bella immagine di Padre Gianni Mometti
con i ragazzi della sua parrocchia


In qualità di Assessore, ovvero consigliere e segretario della Commissione pastorale in Amazzonia, presieduta dall’Arcivescovo di Belèm Monsignor Alberto Ramos, questi un giorno lo prega di recarsi in una piccola parrocchia a Igarapè Acù che da dieci anni era rimasta senza pastore.

“Era il 12 aprile del 1972 – racconta Padre Mometti – quando mi recai colà. Pioveva a dirotto e la chiesa era quasi deserta. Solo 4 vecchiette che pregavano nella chiesa con il tetto pericolante e tutto desolatamente in gravissime condizioni di sicurezza.

L’arredamento della canonica era una stanzetta vuota con una rete sfondata, senza materasso. Ecco, mi son detto, adesso sì mi sento missionario.”

Inizia così un percorso religioso della sua vita di missionario che lo poterà a conoscere i lebbrosi ai quali dedicherà 35 anni della sua vita missionaria. Raccontare la sua vita non basterebbe una intera enciclopedia. Non posso non raccontare però in quale occasione ebbe conoscenza del lebbroso e delle condizioni nelle quali era isolati.

Un giorno decise di allargare la propria conoscenza oltre i confini della sua parrocchia. Ebbe così l’avventura di trovarsi in località “Curi” .

 

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                                   L'effetto della lebbra sulle mani

Celebrò la Messa e al termine decise di incamminarsi per una strada che da tempo aveva adocchiato e che aveva attirato la sua attenzione. Finì così davanti a un portone dove due guardi armate facevano la guardia. Su una architrave compariva questa scritta: “Dexai toda esperanca o vos que entrais.”

Era la traduzione in portoghese del noto verso dantesco. Incuriosito chiese a una dei militari che era di guardia chi ci fosse mai all’interno di quell’edificio. Quasi cacciato in malo modo, Padre Mometti informò loro che era il parroco che chiedeva informazioni. I militari cambierono subito atteggiamento e apprese così che facevano la guardia ai lebbrosi affinché da lì non uscissero.

Ben 35 sono gli anni che dedicò della sua vita ai lebbrosi del Brasile. Impossibile elencare tutte le iniziative che organizza per questi fratelli in Cristo in quei anni.


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Il salesiano Padre Gianni Mometti
tra i lebbrosi in Brasile

Fonda tra le tante cose l’Associazione Alleanza dell’Amore che dal 1989 si accolla il peso economico per la guarigione e reinserimento dei lebbrosi, realizza i laghetti della vita e la costruzione e ristrutturazione di case per i poveri e per i lebbrosi.

Fonda associazioni e cooperative per i contadini, pescatori e lebbrosi, uffici per la tiratura di tutti i documenti necessari per accedere a un impiego o per ricevere la pensione; quest’ultimo progetto è ora esteso a tutto il Brasile, oltre che dedicarsi alla fondazione di scuole professionali per la alfabetizzazione degli adulti.


Dieci anni fa, in occasione del settantesimo anno di vita, quarantesimo di sacerdozio e cinquantesimo di vita missionario, realizza una nuova cordata benefica denominataL’anellino Nero -Verde” benedetta dal futuro santo Papa Giovanni Paolo II.

 

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Se pensate che ora, superati gli ottanta anni, Padre Gianni Mometti abbia deciso di riposare evidentemente non conoscete il personaggio. Forte del motto che ogni giorno, qualcuno sta facendo qualcosa che qualcun altro ha detto fosse impossibile, il nostro missionario vuole salvare l’Amazzonia e i suoi abitanti e l’intero pianeta, senza tagliare un solo albero.

E’ noto che è in atto una deforestazione, operata dalle grandi lobby mondiali, che metterebbe a repentaglio la vita l’intero pianeta.

 

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Clicca qui!


Basti pensare che 1/3 dell’ossigeno del pianeta è generato in Amazzonia. Ebbene il nostro vuole dare da mangiare a tutti gli abitanti dell’Amazzonia con un progetto denominato “Nuovo Mosè” , realizzabile senza abbattere un solo albero e risolvere una volta per sempre il problema della fame e della immigrazione.

 

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Chiesto udienza a Papa Francesco, del quale è coscritto essendo nati entrambi nel 1936, questi dopo avergli dedicato mezz’ora di udienza privata, lo congedò dandogli appuntamento l’anno prossimo al Sinodo Transamazzonico in Brasile del 2018 ad ottobre.

Il pontefice, infatti, dopo aver letto il progetto di Padre Gianni Mometti rimase incantato dall’idea e gli chiese più volte se tutto ciò fosse già iniziato a realizzarsi o se fosse solo un sogno.

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Papa Francesco e Padre Gianni Mometti
al termine dell'udienza privata


Avuto assicurazioni, il pontefice promise il suo interessamento e gli confidò anche in anteprima la sua intenzione di indire il Sinodo Transamazzonica per il 2019.

 

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Clicca qui!


Annuncio che diede un mese dopo al mondo intero lo scorso anno. Sinodo da tempo nella mente dei Papa Francesco, durante il quale il progetto “Nuovo Mosè” non passerà certo inosservato.

Il progetto non farà certo fare salti di gioia alle lobby mondiali che sfruttano l’Amazzonia per fini propri. Ma tant’è.

 

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Mai più carestia con l'allevamento
dei pesci nei laghetti e pozzanghere


In cosa consista questo progetto, mi riservo di farlo in un prossimo articolo. Soprattutto la parte che riguarda i laghetti e i pesci. In Amazzonia, sarà bene ricordare, c'è il 26% dell'acqua dolce dell'intero pianeta! 

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