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#Terre Incognite: Geografia per viaggiatori curiosi




"Il mondo è un libro, e quelli che non
viaggiano ne leggono solo una pagina."


Agostino d’Ippona

 

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di
Giacomo Danesi

 

Adro (Bs) 20 Gennaio 2016 – Quel pacco era atteso da giorni, e il suono prolungato del campanello non era certo il solito trillo del postino (quasi) sempre foriero di non belle nuove, ma di qualcosa di diverso, importante. Non avevo sbagliato. E' bastato uno sguardo al nome impresso sul pacco per capire che in esso c'era non solo mondo intero, ma soprattutto i sogni di due intere vite.


In primis il nome dell’Editore: Casa Editrice Polaris. Gli autori sono due carissimi amici: Giulio Badini e Anna Maria Arnesano, giornalisti, giramondo per vocazione. Sorrido dopo aver scritto le ultime parole. Lascio a voi leggere la loro storia, la loro vita descritta nella terza di copertina. Solo allora capirete cosa vuol dire esssere giornalisti e giramondo per vocazione.

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Anna Maria Arnesano
e
Giulio Badini



Il titolo: "Terre incognite – Geografia per Viaggiatori curiosi", 352 pagine 22x25 cm + 64 tavole a colori. Terre incognite? Accidenti! Bisogna risalire a Claudio Tolomeo quando nella sua “Cosmographia” usò questo termine per identificare luoghi ancora inesplorati. Troppo riduttiva questa definizione. Il termine ha anche altre accezioni.

 

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Claudio Tolomeo o Tolemeo

Almeno così mi piace pensare. Infatti, terre incognite non può significare solo la ricerca di luoghi inesplorati per raggiungerli tout court. Penso che terrre incognite significhi immergersi nell'ignoto, nell'infinito, nel movimento, nel dettare nuove frontiere. E, forse, nella ricerca di sè stessi.

A questo punto il lettore si chiederà se ai tempi nostri è ancora possibile identificare e scoprire terre incognite. La riposta non può che essere affermativa. La vicenda di vita di Emilio Carlo Giuseppe Maria Salgàri lo sta a dimostrare. Senza aver mai viaggiato lo scrittore ci descrisse paesaggi, personaggi incredibili senza esssere mai uscito dagli italici confini.

 

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Emilio Carlo Giuseppe Maria Salgàri

Questo perché? Perché le terre incognite sono quelle dentro di noi. Sono le più difficili da scoprire, da descrivere. Ma quanto riesci a farlo allora puoi andare "pellegrino" per il mondo certo che ogni posto, ogni terra, ogni nazione sarà una terra incognita.

Ho avuto la fortuna di essere compagno in alcuni viaggi con Anna Maria Arnesano e Giuio Badini. Indimenticabili quelli in Libia, nel deserto egiziano e tanti altri luoghi affascinanti. Ho imparato da loro a guardare con altri occhi quanto mi era dato a vedere. Al ritorno in Italia ero sempre una nuova persona.

 

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Libia: lago Umm El Maa


Confesso che ho avuto quasi timore ad aprire il loro splendido libro, arrichito da altrettante bellissime foto. L'ho tenuto sul tavolo per oltre 15 giorni prima di sbirciarlo. Per deformazione professionale ho letto prima la premessa dell'editore e la bella introduzione di Beppe Tenti, quest'ultimo per tutti i viaggiatori e non un autentico mito. Il viaggio intorno al mondo in camion, il mitico "Overland", né sono  la prova.

 

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Brasile: il fascino del Nordeste

 

Non mi aspettavo invece uno scritto su Janez Vajkand Valvasor, l'inventore delle guide turistiche. Che sorpresa scoprire che questo signore, nato a Lubiana nel 1641 in verità era di origine bergamasca! Il nonno, tale Girolamo Vavassori era un commerciante di Telgate (Bg) emigrato in Slovenia alla fine del 1500. Invece, lo scritto è interessantissimo.

Una premessa. Io amo la Storia. La geografia non può essere che un contorno della Storia. Deve rivedere tutti i mie concetti sull'argomento. Veramente dopo aver letto questo libro devo ammettere che è la Geografia che contiene la Storia.

 

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Mongolia, portone a Karakorum


Non l'ho letto seguendo una certa logica, che fin dalla giovinezza ci hanno insegnato a scuola quando aprivamo un libro. Ho fatto come fanno i bambini quando entrano in un museo e hanno la fortuna di avere delle insegnanti intelligenti.

Le maestre lasciano liberi i bambini di andare dove vogliono. Lo fanno apparentemente a caso, ma in verità sembrano guidati da un filo invisibile che fa sì che al termine della visita loro abbiano visto, percepito e scoperto la magia di quanto esposto, di quanto visto.

 

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Bhutan: preghiere al vento


Ecco, io fatto altrettanto. Aprivo a caso lo splendido volume, le cui misure esaltano a mio giudizio il testo e le foto, e di colpo mi trovavo catapultato nei posti più incredibili della nostra amata Terra. Solo al termine ho letto il sommario, posto all'inizio della pubblicazione. E' stato un bene averlo alla fatto alla fine. Ne sarei rimasto scioccato.

Scorrendo le località, molte della quali da me tanto amate, ho capito il perchè del titolo. Le “Terre Incognite”  è il nostro pianeta, la nostra Terra. Se incontrate qualcuno che tenterà di convincervi che lui ha visto tutto il mondo, ridetegli in faccia.

 

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Lo splendore di Palmira


Anna Maria Arnesano e Giulio Badini hanno dedicato la loro vita alla ricerca delle loro “Terre Incognite”. Leggendo il loro incredibile libro penserete che le hanno trovate. Nulla di più sbagliato. La loro “Terra Incognita” sarà il prossimo viaggio, che vivranno con la stessa emozione del loro primo viaggio, della loro prima avventura.

Non appena passata la frontiera, per l'ennesima volta si accorgeranno che il luogo in cui si trovano è un'enigma. A volte, ma molto raramente, troveranno una spiegazione, illudendoli che forse, quella terra non sia un'incognità.

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Dacanlia: terra di fuoco

Basterà tornare in patria per accorgersi che non esistono terre “cognite”. E così i giorni passeranno, e poco dopo uno strano e insoprimibile desiderio di partire li colpirà. Non si guarisce dal desiderio di sapere, conoscere. Solo la morte porrà fine a questo nostro e loro desiderio.

Il volume è stato sponsorizzato da I Viaggi di Maurizio Levi, operatore milanese di nicchia specializzato in percorsi culturali, per celebrare i propri 15 anni di attività. Non a caso uno degli autori è stato negli ultimi 13 anni responsabile della comunicazione e dell’ufficio stampa di Viaggi Levi.

Diversi degli itinerari descritti sono stati studiati e collaudati dal titolare Maurizio Levi, grande viaggiatore, autore di guide turistiche ed unico italiano ad essersi aggiudicato un Camel Trophy.

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