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Luglio 2014: la settimana della Tinca al forno




Le settimane della Tinca al forno
a Clusane d'Iseo (Bs)

Domenica 27 la grande
serata culinaria in riva al lago

 

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 di

Giacomo Danesi

 

Sono passati trentatré anni da quanto gli Operatori Turistici di Clusane d'Iseo, in provincia di Brescia, presero la decisione che era ora di far conoscerà a tutti il loro piatto tradizionale: la Tinca al forno con polenta, vero vanto della gastronomia locale. Parliamoci chiaro: questo piatto sostiene quasi per intero l'economica di questo splendido paese lacustre.

E ogni anno, a luglio, immancabilmente, ecco servita ai numerosi estimatori di questa specialità gastronomica, la settimana dedicata alla Tinca al forno con polenta, organizzato dagli Operatori Turistici Clusane (Otc).

 

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La locandina della mannifestazione

 

Così è stato anche quest'anno dal 14 al 20 luglio 2014. Con due novità. La tradizionale cena sul lungolago, quest'anno è stata posticipata a domenica 27 luglio; cena che in passato, invece, inaugurava la settimana gastronomica.

Nata come anteprima della Settimana della tinca, la tavolata allestita nel magico scenario del lungolago all’imbrunire, è proposta quest’anno dai ristoratori come evento autonomo.

 

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Una foto della tavolata, sul lungolago d'Iseo
a Clusane, in una precedente edizione

La seconda novità è il concorso gastronomico “Tinca d’Oro”: aperto a tutti gli appassionati di cucina, il concorso è volto a stimolare la creatività nella preparazione del pesce locale. I piatti saranno presentati e premiati domenica 27 luglio, appunto, in occasione della cena sul lungolago.

Durante queste settimane di luglio in alcuni ristoranti convenzionati è stato servito un menu a presso fisso. Il menu è di una semplicità disarmante: Tinca al forno con polenta, dessert, acqua minerale, bottiglia di Franciacorta (rosso, naturalmente!), un dolce e caffè. Il successo, quando fu lanciato questo menu, fu  immediato. Ora, anno dopo anno, la sua fama si è dilatata ben oltre i confini bresciani.

 

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La domanda che sorge spontanea è la seguente; dove sta il segreto di questo piatto? Nel ripieno! Provate voi a convincere i cuochi dei vari ristoranti a rivelare il loro segreto... Scoprire cosa contiene il ripieno è semplice. Il ripieno contiene formaggio, pan grattato, spezie, sale e prezzemolo.

La tinca, naturalmente ben preparata prima, sarà poi riempita con il ripieno e messa in una particolare teglia di terracotta precedentemente bagnata con olio d'oliva e foglie d'alloro. Tocco finale: il tutto sarà ricoperto con parte del ripieno asciutto e burro. Messa in forno, sarà servita al momento debito con polenta morbida e fumante!

 

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La Tinca al forno con polenta


Allora dove sta il segreto? Prendete una lattina o una bottiglietta di Coca Coca e leggete gli ingredienti. Prendendo gli ingredienti voi siete in grado di fabbricare la Coca Cola? Non mi risulta che sia così semplice. Anzi, è praticamente impossibile! Altrettanto vale per la tinca al forno. Evidentemente non basta conoscere gli ingredienti, ammesso che quelli sopra descritti siano i soli...

Ogni ristoratore ha il suo segreto gelosamente custodito. Come avrete notato ho scritto che il piatto va accompagnato da generose dosi di vino rosso, della zona naturalmente. Rosso? Ma con il pesce non si beve il vino bianco? Allora voglio raccontarvi un episodio che risale agli anni '80. Del secolo scorso naturalmente...

Mi trovavo a degustare la tinca al forno con polenta presso il ristorante Punta da Dino. A Clusane naturalmente! Non faccio torto a nessuno se affermo che l'inventore della vera ricetta di questo piatto, soprattutto del ripieno, è frutto del lavoro e della fantasia di Dino Brescianini, titolare del Ristorante clusanese Punta da Dino e ora prematuramente scomparso. Lavoro e fantasia che oggi è portato avanti dal figlio Samuele e dai suoi collaboratori.

 

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Tre tinche in tegame di coccio, con
il contorno di altri pesci di lago


Ebbene, accanto al tavolo dove ero seduto in compagnia, c'era una lunga tavolata di milanesi che avevano appena iniziato a degustare il famoso piatto clusanese. Uno di loro aveva notato che avevo ordinato un vino rosso della Franciacorta, e precisamente il Vino Rosso della cantina del Dottor Giacomo Ragnoli.

Giocomo Ragnoli Lana era un affascinante signore di Colombaro di Cortefranca, che aveva partecipato a 14 Mille Miglia (quella vera...) ed era stato uno dei principali collaboratori del mitico Renzo Castagneto, che della popolare corsa automobilistica bresciana ne era il patron. Il suo hobby oltre la macchine d'epoca e le donne? Produrre dello splendido vino nel vigneto che faceva da cornice al suo antico Palazzo Ragnoli - Lana. 

 

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Palazzo ora Ragnoli a Colombaro
di Corte Franca (Bs)


La bottiglia di vino rosso del dottor Ragnoli aveva la sua regolare etichetta e in più, appesa alla bottiglia con un piccolo nastro, la riproduzione di una normale carta d'identità dove al suo interno erano riportate le caratteristiche organolettiche del suo prezioso vino.

Un vino fantastico, vinoso, e con caratteristiche olfattive eccezionali. Non per nulla quando si decise di predisporre la Doc Franciacorta, il Dottor Vescia prese a modello il vigneto del Dottor Ragnoli.

 

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La cartina della Franciacorta dove si producono
i famosi vini rossi e le bollicine Francicorta!
In alto il Lago d'Iseo o Sebino

 

Ebbene, quando ordinai il vino sopra citato, un paio dei signori milanesi seduti nella tavolata accanto fecero alcuni sorrisetti quasi di scherno nei miei confronti. Il motivo? Semplice.

Erano convinti che con il pesce doveva sempre essere accompagnato dal vino bianco! Il signor Dino Brescianini si era accorto come me della cosa e, con sorpresa, mi chiese se potevo spiegare a loro signori perché avevo ordinato il vino rosso.

 

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Una splendida tinca ripiena e cotta al forno
pronta per essere servita in tavola

 

Così feci. La tinca al forno è cotta nel coccio, è un pesce corposo e, dunque, non il vino bianco ma con il vino rosso si sposa perfettamente. Perché avessi ordinato il vino del Dottor Ragnoli lo capirono immediatamente quando il signor Dino stappò la mia bottiglia.

Convinti della bontà della mia spiegazione, e del profumo che la stessa aveva lasciato trasparire, i milanesi ordinarono subito 5 bottiglie che, stappate seduta stante, il profumo che le stesse emanarono si propagò per tutta la sala con grande gioia dei commensali.

Dimenticavo. La Tinca ha come nome nome scientifico Tinca tinca. Un pesce non di eccezionale qualità, secondo alcuni esegeti. Però se ben cucinata, la tinca ripiena, cotta al forno, e accompagnata con polenta, è veramente una delizia del palato.

 

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Due esemplari di Tinche
appena pescate

Il piatto tradizionale clusanese (Tinca al forno con polenta, dessert, caffè, acqua, vino Terre di Franciacorta - euro 22,00) è stato degustato in questi ristoranti: Trattoria Al Porto (030 989014), Ristorante Da Sandro (030 989048), Antica Trattoria del Gallo (030 9829200), Trattoria del Muliner (030 9829206), Ristorante La Barca (030 989022), Ristorante Le Margherite (030 9829205), Osteria Pane al Sale (030 989174), Ristorante Punta da Dino (030 989037), Ristorante Punta dell’est (030 989060) e Ristorante Villa Giuseppina (030 989172).

 Clicca qui per scaricare il Pdf della manifestazione

Info: Operatori Turistici Clusane (OTC)

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Tel.389.88.58.635
 
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