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Il Pisello Nano? Vanto culinario veronese




Colognola ai Colli
Il paese del Pisello Nano

di
Giacomo Danesi

Alcuni anni fa un gruppo di amici burloni mi invitarono a una serata culturale. A ognuno di noi fu assegnto il compito di illustrare, da par nostro, una famosa favola.

A me fu assegnata  la favola della "Principessa sul pisello" di Hans Christian Andersen, tratto dal primo volume di fiabe di Andersen Eventyr, fortalte for Børn, con il titolo originale Prindsessen paa Ærten.

 

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Uno scultura dedicata a
Hans Christian Andersen
al Central Park di  Manhattan

Quando fu il mio turno me la cavai in un paio di minuti. Alla malmostosa principessa, che aveva passato la notte insonne nonostante avesse dormito in un principesco letto con 20 materassi, 20 guanciali e 20 cuscini, a causa di un pisello durissimo individuato sull'ultimo materasso in fondo al letto, consigliai di gettare i 20 materassi, i 20 guanciali e i 20 cuscini e di passare la notte con 20 piselli durissimi.

Sarebbe stata, comunque, insonne, ma di tutt'altro andazzo. La mia "proposta" fu rigettata a maggioranza.

Il gradito incarico di illustrarvi le qualità gastronomiche del Pisello Nano di Colognola ai Colli (VR) lo lascio al collega Morello Pecchioli, direttore dello splendido magazine di enogastronomia Goloso&Curioso, che da par suo saprà ingolosirvi. (gia.da.)

di
Morello Pecchioli

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C’è un pisello nel museo delle favole del paese di Fiabilandia. E’ il pisello più celebre del mondo. Lo è diventato solo per aver fatto passare una notte in bianco a quella insulsa principessa che lo ha sentito attraverso venti materassi e venti piumini.

Secondo Hans Christian Andersen (quest’anno ricorre il 200° della nascita, auguri) questo dimostrò che quella era una vera principessa. Ci scusi signor Andersen ma non siamo d’accordo. Se la principessa sentì il pisello dimostra solo che quel seme era duro.

 

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Una illustrazione della favola
"La Principessa sul pisello"

 

E quindi non era di certo un Verdone nano di Colognola ai Colli, celebre per la sua dolcezza e tanto tenero che si scioglie in bocca. Se fosse stato un pisello di Colognola la fiaba sarebbe finita senza il “vissero felici e contenti” perché la principessa avrebbe dormito di gusto e tutti avrebbero pensato che era una zoticona dalla pellaccia dura.

Meno male che la storia guarda in faccia alla realtà e dice che in Francia, nel XVII secolo, i piselli erano una leccornia regale. Mangiarli nel mese di maggio era una felicità riservata ai soli nobili. I tempi sono cambiati, ma, ahimè, il Verdone di Colognola resta un piacere di pochi. Prodotto tipico, straordinario, è figlio del sole, delle piogge primaverili e del terreno vulcanico che lo nutrono.

La sua buona natura fa il resto: tenero come un amore tra adolescenti. Il Verdone nano per anni ha rappresentato una fonte di ricchezza per i contadini di Colognola ai Colli. 

In suo onore, nel 1957, fu organizzata la 1a edizione della “Sagra dei Bisi” che, da allora, si ripete ogni anno la terza domenica di maggio, che nel 2013 ricorrerà il giorno 19.

Dopo un modesto boom negli anni sessanta (una produzione attorno ai 400 quintali) il Verdone è diventato sempre più nano, fino a rischiare di scomparire, sotto i colpi di altre colture pregiate, vino e olio.

 

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Una panoramica del comune di
Colognola ai Colli in Provincia di Verona

Il pisello nano? Come accade nelle favole più belle, alla fine i buoni vincono. Così è stato per questo legume ricco di proteine, di vitamine e di buon valore energetico. E’ diventato uno dei prodotti più pregiati della nostra provinciancia. Il tondeggiante Verdone (verde brillante, come quello della bandiera) è dolce e particolarmente saporoso, protagonista da solo o con altri cibi: pasta, riso, carni, molluschi marini (il matrimonio con seppie e moscardini è da sballo).

Il Verdone adora il clima collinare, l’impasto calcareo degli ultimi contrafforti lessinici, la giusta disponibilità di acqua: il troppo secco e l’eccessiva umidità lo danneggiano. Il baccello si presenta cono diritto e solo all’estremità arcuato e terminante con l’esile propaggine rivolta all’indietro e presenta sostanzialmente 9 semi.

 

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I prodotti del teritorio
del comune veronese

 

La semina avviene, a differenza delle altre qualità che viene effettuata a marzo, con notevole anticipo (novembre) viste le caratteristiche podologiche ed ambientali della zona di coltivazione e ciò per sfruttare quanto più possibile la precocità dello stesso. In questo modo è possibile ottenere un pisello fresco, pronto per il consumo già a maggio.

La profondità di semina è limitata a pochi centimetri (2/3) e le lavorazioni si limitano all’attenta pulitura dalle infestanti mediante una leggera zappatura ed un rincalzatura e ciò per favorire un buon affrancamento delle radici. La raccolta viene effettuata a mano mediante vari ripassi a seconda del grado di maturazione dei baccelli.

 

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Lasagne e bisi con il pisello nano
di Colognola ai Colli

 

Tra le tante specialità culinarie che si possono realizzare con lo straordinario Verdone nano ricordiamo il piatto tipico, più conosciuto ed apprezzato di Colognola ai Colli “Lasagne e bisi” realizzato con pasta fresca all’uovo (fettuccine), a cui si aggiungono “Riso e bisi”, “Codeghin e bisi” della tradizione contadina, “Seppie e bisi”, “Crema di bisi” e “Spezzatino con i bisi” della cucina moderna, fino ad arrivare ai più raffinati piatti quali “Cappuccino ai piselli” ed alla “Faraona con i piselli” ricetta molto apprezzata nelle nobili case veneziane dell’800.

 

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Dalla Home Page del sito
La strada del Soave-Colognola ai Colli

 

Giusto matrimonio con il verdone nano è il vino Soave sia classico che quello prodotto in purezza di sola uva garganega oltre ad un Valpolicella giovane e non troppo strutturato.

 

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