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La Sicilia sotto la Madonnina




La Sicilia sotto
la Madonnina

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di
Massimo Bisceglie

e

Pietro Tarallo


Milano Febbraio 2018 - “Qui Al Ficodindia si concentrano quasi tutte le mie passioni”, racconta Daniela Tortello, architetta milanese presso il noto Studio Ottavio Di Blasi & Partners.

“L’amore per la Sicilia, le isole Eolie, la cucina, il vino e le persone.  Passioni che ho cercato di sintetizzare in questo ristorante che mi sono inventata nel 2007. Ribadisco: con molta passione e un pizzico di fantasia”.

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Daniela Tortello dello Studio
Ottavio Di Blasi & Partners

Il suo è un racconto inarrestabile, che spazia dai ricordi del passato fino ai progetti del futuro, con una rara capacità di affabulazione che conquista.

Ci si incanta ad ascoltarla proprio per il suo contagioso entusiasmo e per la sua profonda conoscenza della Sicilia e delle sue caratteristiche enogastronomiche.

La sua professione di architetta si intuisce subito appena si entra Al Ficodindia, situato in una via poco trafficata della zona di Milano Sud, vicino a Via Meda.

Toni caldi, rosso scuro, negli arredi, negli ampi tendaggi e nelle tappezzerie ravvivano uno spazio raccolto e intimo, simile a un elegante salotto di una dimora che pare tratta dal “Gattopardo”.

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Una delle Sale del ristorante
dai colori caldi e morbidi

 
Un ambiente che invita alla conversazione sommessa. Alle pareti una collezione preziosa di acqueforti di paesaggi siciliani.

 Si è accolti dal dolce sorriso di Luisa Ficarra, giovane siciliana doc, e dalla simpatia di Luigi Marchi.

Servizio inappuntabile e attento, discreto e presente, che consente di scegliere secondo i propri gusti i piatti del menù molto particolare e variegato.


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                               Foto ©
Massimo Bisceglie

Una sinfonia di sapori che uniscono la tradizione siciliana con la ricerca innovativa, secondo la formula ormai collaudata del suo chef giramondo, Alessandro Ilacqua, trentotto anni, nato a Milazzo, che così si racconta: “Appena terminati gli studi all’Istituto Alberghiero sono partito per scoprire il mondo.

Prima tappa ad Adelaide, poi in Thailandia, Cambogia, Norvegia, Londra e Svizzera, dove vivo in un piccolo paesino che si affaccia sul Lago di Lugano. Viaggiare mi ha consentito anche di crescere professionalmente e di mixare nuovi ingredienti con quelli tipici della cucina siciliana.
 

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Lo Chef del Ficodindia
Alessandro Ilacqua - al centro -
e i suoi assistenti di cucina
Foto © Massimo Bisceglie

Ho preferito non creare un menù sterminato con molti piatti. Ma concentrarmi su una proposta contenuta che non disorienti e invece guidi i nostri ospiti lungo un percorso di gusti e sapori che si integrano armonicamente fra loro, dagli antipasti ai dolci. Sempre molto siciliani”.


Una scelta molto saggia che condividiamo. Ecco i piatti preferiti. Che consigliamo. Fra gli antipasti eccellono i croccanti “totanetti, spadellati, con sauté di verdure” e la “panzanella di tonno”, appena scottato, al sesamo e con salsa di barbabietole.

Alessandro mi ha confessato che anche per lui il primo che ama di più è lo “spaghetto grosso con vongole e cime di rape”. Citazione tratta dalla cucina pugliese. Ma come non ricordare il “risotto allo zafferano con il gambero rosso di Mazara”.


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                                  Foto © Massimo Bisceglie

Una vera rarità che arriva appena pescato direttamente a Milano. Quando abbiamo assaggiato la “guancia di manzo, con verdura verde ripassata e patate sabbiate viola, gialle e arancio, brasata al Nero Davola,” abbiamo capito cosa sia la vera “sinfonia di sapori” tanto decantata dai critici gastronomici.

La carne si scioglie in bocca lentamente, riempiendola a poco a poco di una gamma inenarrabile di sensazioni gustose e intense. Degno complemento è l’altro piatto che vi consigliamo: il “polpo arrosto con patate schiacciate al limone e acqua di stracciatella”.

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 Foto © Massimo Bisceglie

Infine i dolci. Insuperabile il mix proposto con la panna cotta al Passito di Pantelleria e pistacchi, la cassata siciliana e la cheesecake siciliana con granita di mela verde.

Molto attenta è la selezione dei vini, non vastissima, ma tutti siciliani doc. Ovviamente. Da assaggiare assolutamente il Floramundi”, Cerasuolo di Vittoria Donnafugata, del 2015, aromatico, dal bouquet fruttato che è arricchito da sentori speziati.

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E poi il “Chiarandà”, sempre di Vittoria Donnafugata, Chardonnay dal sapore di frutti dalla polpa gialla, sempre del 2015.

Info: Ristorante Alficodindia, via Ruggero Bonghi 11,
Milano, tel. 0284892887,

www.ristorantealficodindia.it.

Chiuso: sabato a mezzogiorno e domenica sera. Prezzo medio: 45 euro. Sono inclusi: acqua, pane fatto in casa e calice di prosecco.
Non si paga il coperto. Coperti: 37.


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