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Vendemmia 2015: il Chiaretto di San Valentino




 San Valentino 2016,
la “Belle Epoque”
del Valtènesi Chiaretto


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Valtenesì 14 Febbraio 2016 - Nel giorno di San Valentino, tradizionale festa degli innamorati, arriva in tavola la nuova annata del Valtènesi Chiaretto (2015), il rosé prodotto sulla riviera bresciana del lago di Garda con le uve del vitigno autoctono Groppello, che secondo quanto previsto dal disciplinare di produzione consortile può essere immesso in commercio solo a partire dal 14 febbraio.

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Dalla volontà di ricordare e rivivere questi suggestivi trascorsi è nata la scelta del Consorzio Valtènesi di riportare il Chiaretto nella prestigiosa cornice della Galleria Vittorio Emanuele di Milano per il déblocage in anteprima del primo magnum dell’annata, ospitato il 12 febbraio dal ristorante Il Salotto.

Nella medesima giornata l rito si è poi ripetuto “In casa”, ovvero allo storico Hotel Vittoria di Brescia, il prestigioso cinque stelle della città alcuni giorni fa.

“Questo doppio appuntamento di lancio preannuncia una stagione di grandi eventi in rosa che vedranno il Chiaretto 2015 protagonista di primo piano – ha annunciato il presidente del Consorzio Valtènesi Alessandro Luzzago -. Dal 13 al 15 marzo torneremo per il secondo anno consecutivo al Prowein di Dusseldorf, dal 10 al 13 aprile brinderemo al 50esimo di Vinitaly, mentre dal 3 al 5 giugno ci attende la nona edizione di “Italia in Rosa”, la ormai consolidata vetrina nazionale dedicata ai rosé in programma nel castello di Moniga del Garda nel mese di Giugno”.  Alla conferenza stampa era presente anche al vicepresidente Sante Bonomo.

 

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Il presidente del Consorzio
Valtènesi Alessandro Luzzago

L’uscita del nuovo millesimo è l’occasione ideale per riscoprire un vino di tradizioni ultracentenarie, la cui genesi si intreccia ad una lontana storia d’amore: quella tra la nobildonna gardesana Amalia Brunati ed il Senatore veneziano Pompeo Molmenti. Nel 1885 il matrimonio tra i due portò Il Senatore Pompeo Gherardo Molmenti nei possedimenti dei Brunati a Moniga, in Valtènesi.

 

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Pompeo Gherardo Molmenti, Senatore
del Regno scrittore e storico

 

Qui la sua passione per la viticoltura d’avanguardia e per la vinificazione in rosa, appresa nei viaggi francesi, sfociò, già nel 1896, nella codifica ufficiale del metodo di produzione di questo rosé di territorio, la cui produzione però era diffusa sulla riviera bresciana del Garda fin dal ‘500 con la denominazione “claretto”, stando ai testi dell’illustre agronomo bresciano Agostino Gallo (1499-1570).

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Fu proprio il Molmenti a traghettare il Chiaretto della Valtènesi nel favoloso clima della belle époque quando il suo vino, nel 1904, venne ammesso alla famosa Esposizione Bresciana, vincendo la medaglia d’oro: un successo che galvanizzò i cantinieri gardesani, amplificando al tempo stesso la fama del rosé di riviera oltre i confini locali, e portandolo a quanto si racconta anche nel cuore dei salotti e dei locali milanesi del primo ‘900 dove divenne un richiesto aperitivo “di tendenza”, proprio come sta accadendo da qualche anno e in maniera crescente fra le giovani generazioni nei più apprezzati wine bar della Riviera gardesana.

Il Chiaretto rappresenta la bandiera di un territorio, la Riviera bresciana del lago di Garda, storicamente vocato alla produzione di Rosé: le caratteristiche ambientali del più grande bacino lacuale italiano hanno fatto in modo che da oltre un secolo, in questa terra, la vigna venisse allevata proprio per la produzione di questo particolare vino di grande finezza ed eleganza.

 

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In quest’area caratterizzata da un inusuale clima mediterraneo, da importanti testimonianze storiche e culturali e da antiche tradizioni enoiche ha infatti trovato il proprio habitat naturale il Groppello, vitigno autoctono che rappresenta ormai un’autentica rarità ampelografica: basti pensare che al mondo ne resistono solo 400 ettari, coltivati per l’appunto sulle colline della Valtènesi che contornano le coste occidentali del Benàco.

Il Groppello, e le suddette particolarissime condizioni climatiche,sono i preziosi elementi che identificano il Chiaretto, il cui metodo produttivo fu codificato per la prima volta nel 1896 dal senatore veneziano Pompeo Molmenti nella sua cantina di Moniga del Garda, il borgo che ogni anno ospita “Italia in Rosa”, la rassegna dei rosé italiani. Un vino di grandi tradizioni quindi, ma anche di straordinaria modernità, le cui caratteristiche singolari di sapidità e freschezza sono alla base di un crescente successo che ha ormai portato il comprensorio a superare il tetto del milione di bottiglie prodotte.

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Il segreto del Valtènesi Chiaretto (tipologia che viene prodotta anche nelle Doc Garda Classico e Garda Bresciano) è tutto nelle poche ore di contatto tra il mosto e le bucce delle uve rosse vendemmiate a settembre: nel corso del rito della svinatura notturna, i cantinieri devono sintetizzare in pochi cruciali istanti tutta la loro esperienza, catturando la freschezza ed il temperamento del territorio.

Il risultato è un rosè da viticoltura, sapido, fragrante e fresco di note fruttate in gioventù, ma capace di acquisire armonia, eleganza ed equilibrata complessità in pochi anni di affinamento. Un vino di grandi tradizioni, ma anche in perfetta sintonia con il gusto del consumatore moderno, oltre che di grande versatilità negli abbinamenti a tavola.

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La doc Valtènesi rappresenta il vertice della produzione viticola, il cui disciplinare di produzione, oltre al Chiaretto, prevede anche un Rosso sapido e di fine struttura con sentori speziati tipici di questo terroir lacustre.

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