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Dura la vita dell'aspirante viaggiatore...




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di

Morello Pecchioli

(*)

Personaggi:
una agente di viaggi 
un signore

 

- Prego, s’accomodi. Ha già dato un’occhiata alle nostre proposte di viaggio? Ha consultato qualche catalogo?

- Non mi servono, signorina. So perfettamente dove voglio andare.

- Ottimo. Europa? Oriente? Sud America? Mare? Avventura? Trekking? Dov’è che ha deciso di andare?

- A Quel Paese.

- Scusi, temo di non aver compreso. Dove vuole andare?

- A Quel Paese.

- Quale paese?

- Quello là. Quello dove si mandano certe persone. A Quel Paese.

- Mi sta prendendo in giro?

- Assolutamente no. Voglio andare a Quel Paese per scoprire che paese è.

- Guardi, non ho tempo da perdere. A quel paese ci vada pure, ma si accomodi adesso. Subito. Ce la mando io. Vada a fare un… Un giro, ecco.

- Ecco, anche questo mi starebbe bene: un tour.

- Ma quale tour?

- Quello che mi ha appena proposto: un tour a Quel Paese. Non mi ha detto di andare a fare un giro? Mi dica dove e io ci vado. Dovunque sia. Ho soldi da spendere.

- Ma lei ci è o ci fa? Ci sono persone che stanno attendendo. La prego di lasciar loro il posto.

- Non mi alzo se non mi avrà venduto un viaggio. Lei dice di essere una specialista dei viaggi, ma nemmeno ci prova ad accontentarmi. Cosa crede? Il mondo non finisce con i suoi depliant. E’ assai più grande. Anzi, sa che le dico? Il mondo non finisce mai per chi lo vuole senza confini.

- E va bene. Sono anch’io convinta che l’orizzonte sia infinito, che si possa trovare un figlio di Babele dove meno te lo aspetti. Qui non facciamo geosofia. Qui siamo pratici, materialisti, commercianti. Vogliamo far soldi sulla voglia di viaggiare degli altri. Ecco, adesso gliel’ho detta tutta. Come faccio a venderle un viaggio se non mi dà qualche indicazione? Non mi ha suggerito una meta, non so che vettore userà, quante notti passerà in albergo, se vuole i pasti o se le basta il B&B, se cerca un viaggio organizzato o individuale, costruito sulle sue esigenze…

- Ferma lì, è proprio questo che voglio, un viaggio costruito sulle mie esigenze.

- Guardi che questi viaggi costano.

- Ecco qui 50 mila euro di caparra. Bastano?

- Con questi ci fa il giro del mondo due volte.

- Magari dopo. Prima, però, voglio realizzare il viaggio che sogno da tempo. Raggiungere la frontiera che non conosco.

- Benissimo. E noi siamo qui per aiutarla a realizzare questo sogno. Mi dica, almeno pressappoco, dove vuole andare. Mi dia una vaga indicazione.

- Gliel’ho detto: voglio andare a Quel Paese.

- Ma non esiste “Quel Paese”. E’ un modo di dire. Si dice a qualcuno che ci si vuol levare dai…

-… coglioni. Lo dica pure, mica m’offendo. Però vede, io parto da un ragionamento. Se a “Quel Paese” da secoli si manda gente, significa che qualcuno tanto tempo fa l'ha visto. Magari aveva solo sentito l’eco di qualche lontano tamburo o aveva raccolto il racconto di un viaggiatore o aveva ascoltato il ticchettio di un telegrafo o esaminato una mappa o il vago disegno di luoghi e animali mai saputi…Insomma, quel qualcuno aveva in mente un paese preciso. Ed è lì che voglio andare.

-Abbia pazienza, ma quel qualcuno che per primo si è inventato la frase “va a quel paese” per levarsi qualche altro dai…

- … coglioni…

- … coglioni, sì, sicuramente aveva in mente un paese poco piacevole. E lei vuole andare in un paese così?

- Sì, lo devo vedere. Altrimenti non mi sentirò in pace con la mia sete di conoscenza, col mio desiderio di vedere il mondo. Voglio andare a Quel Paese per dissetare la mia mente. Per aver tra le mani la mappa di un’altra esistenza.

- Uhmmm…

- Non sia scettica. Anche Alberto Sordi lo conosceva bene questo posto.

- Sordi l’attore?

- Sì. E l'ha anche decantato.

- L'ha descritto? E cosa aspettava a dirmelo? Ricorda le parole?

- A memoria. Più che decantarlo, a dir la verità, lo ha cantato. E’ una canzone. Se vuole posso intonarla, ma l’avverto: sono stonato e non ho una voce calda e sexy come quella di Sordi.

- Non importa. Mi faccia sentire e le farò spendere i suoi soldi al meglio.

- Ha visto che alla fine ci intendiamo? Stia a sentire: “Te c'hanno mai mannato a Quel Paese?/ Sapessi quanta gente che ce sta./ Er primo cittadino è amico mio,/ tu dije che te c'ho mannato io…”. Vede che bel paese è Quel Paese? Ha anche un sindaco.

- ….

- Perché tace signorina? Sta pensando? Sta trovando Quel Paese al quale mandarmi?

- Forse sì. Mi permetta prima una considerazione filologica.

- Dica pure.

- Quel signore che per primo si è inventato l’espressione “ma va a quel paese” doveva essere un tipo che ha vissuto tanto tempo fa, quando la gente era civile e rispettosa delle forme, anche se gli capitava d’incontrare uno come lei. Cosa vuole, i tempi sono cambiati. Sa cosa dicono adesso per esprimere lo stesso concetto?

- No, cosa?

- Ma va a ‘ffanculo.

- Grazie per la precisa indicazione, ma il turismo sessuale mi schifa. Non m'interessano i luoghi del basso ventre. E, sinceramente, mi meraviglio che lei mi faccia una proposta così.

- Ma vada a quel paese…

- Sono venuto qui proprio per questo! Discuti, discuti alla fine ci siamo. Mi dica dove andare. Che bello partire per una terra sconosciuta. Il regno di Prete Gianni. Neverland. Una delle isole fuggiasche. Che paese Quel Paese... Non vedo l’ora di partire.

 

(*) Morello Pecchioli è Direttore del Magazine Goloso&Curioso

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Giacomo Danesi, direttore
del Magazine, è socio Neos.

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Magazine di Turismo e varia umanità.
Direttore Responsabile Giacomo Danesi