Messaggio

Il perché di una scelta




L'Editoriale

di
Giacomo Danesi


La nascita di una nuova testata giornalistica, nel nostro caso online, potrebbe sembrare in una società dove ogni giorno nasce un nuovo strumento per comunicare, un fatto quasi banale.  Non è così.

Il Gazzettino del Viaggiatore, il periodico (prestissimo sarà quotidiano) che mi onoro di dirigere, può sembrare nel mare magnum del web una bottiglia di vetro (con all'interno la tradizionale richiesta di aiuto)  sbattuta dalle onde che probabilmente non raggiungerà mai la riva. Non è così.

Eppure sono milioni e  milioni i siti di viaggio che, con alterna fortuna, propongono al navigatore il sogno di partire e, forse, di fuggire. Chi mai riuscirà ad intercettare il mio messaggio? Davanti a questa domanda per un attimo ho avuto paura. Poi in me è prevalsa la fiducia che il mio sogno, da troppo tempo cullato, si potesse avverare. La bottiglia lanciata in mare prima o poi raggiungerà la riva. Abbandonata sulla battigia sarà raccolta e con curiosità aperta.

Il messaggio contenuto? Di conoscenza. Vorrei costringere il lettore ad avere fame e sete di conoscenza. Vorrei spingerlo a conoscere la sua terra, le sue tradizioni, l'incanto del luogo dove vive e lavora. Vorrei fargli conoscere la storia del suo paese, della sua città, della sua provincia, della sua nazione. Vorrei che, dopo la lettura del nostro giornale, guardasse con altri occhi la gente, i monumenti, le chiese, le biblioteche, le bellezze naturali che lo circondano.

Vorrei trasmettergli il "dovere" di viaggiare, di conoscere altri mondi, altre culture, altri modi di vestire, di mangiare e di pensare.

Desidererei anche che quando uscirà dalla nostra bella Italia, passata la frontiera, dimenticasse durante il viaggio di essere italiano nel vestire, nel mangiare e nel pensare. Solo così sarà pronto a recepire e sedimentare tutte le emozioni che ogni viaggio porta con sé.

Ugo da San Vittore, teologo, filosofo e cardinale francese, tra i principali teorici della scolastica, scrisse questo stupendo pensiero: "Chi trova dolce la sua patria è solo un tenero dilettante. Chi trova dolci tutte le patrie s'è già avviato sulla strada giusta. Ma solo è perfetto che si sente straniero in ogni luogo."

Una ventina di anni fa un collega chiese a Gillo Dorfles, classe 1910, medico, pittore, docente di Estetica e ancora oggi  impenitente viaggiatore, un suo pensiero sul viaggio e soprattutto se aveva ancora senso viaggiare nell'era del turismo di massa e della dittatura dei depliant.  "Il viaggio? - rispose -. Ormai è inutile, abbiamo troppa fretta. Partire? No, si è persa l'emozione." Nessuna speranza, dunque? Affatto! Concludeva Gillo Dorlfes che è possibile ma solo a una condizione: la riconquista dell'intervallo perduto.

E' vero. Stiamo correndo troppo, come il nostro Pianeta Terra che, con una inquietante ma felice metafora, il premio Nobel per la Fisica Carlo Rubbia  ha paragonato lo stesso a un treno lanciato a grande velocità verso nessun traguardo. Il fatto inquietante, continuò Rubbia, è che sul quel treno non c'è alcun macchinista. La riconquista dell'intervallo perduto deve essere primario nel nostro modo di vivere, nel nostro modo di viaggiare.

Ma nessuno, come il poeta Kostantinos Kavafis, ha saputo mirabilmente descrivere il pensiero dell'intervallo perduto con poche rime. "Quando ti metterai in viaggio per Itaca / devi augurarti che la strada sia lunga / fertile in avventure e in esperienze... Soprattutto, non affrettare il viaggio / fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio / metta piede sull'isola, tu ricco / dei tesori accumulati per strada / senza aspettarti ricchezze da Itaca..."

Tornando al nostro magazine, che oggi propone ai lettori il primo numero , la nostra avventura non potrebbe avere successo senza il conforto, il contributo del lettore. Per questo desidero avere un filo diretto con voi. Vorrei i vostri consigli, la descrizione delle vostre emozioni dopo un viaggio.

Vorrei ricevere notizie sui prodotti della vostra terra, le ricette della nonna destinate a scomparire, le feste popolari che sono un patrimonio inalienabile della nostra Bella Italia. Vorrei ricevere le vostre fotografie scattate nei posti più disparati del mondo. Mi serviranno per arricchire i reportage di tanti bravissimi colleghi impegnati non solo nell'ammirare e godere delle bellezze della Terra, ma anche pronti a descriverle per  voi. Naturalmente sotto la fotografia ci sarà il vostro nome.

Come potrete notare, il magazine ha un allegato. Ha per titolo: Nel Mondo per non smarrirsi basta un click!

E' composto da centinaia di pagine con migliaia di link che vi aiuteranno a conoscere e vivere il luogo che visiterete. Italia compresa. Troverete, inoltre, decine di link su informazioni pratiche, come i documenti, le assicurazioni, gli indirizzi utili, i voli aerei, le crociere, i treni, gli autobus e mille altre cose. Naturalmente l'allegato è incompleto. Il Mondo è grande, e l'Italia pure...

Termino questa lunga mia prima chiacchierata con i lettori ringraziando l'editore  e il Web Master. Senza di loro il mio sogno avrebbe continuato ad albergare nel classico cassetto. Il sito potrà a qualcuno apparire quasi artigianale nella sua grafica. E' stata una mia precisa richiesta al Web Master. Vorrei che che prevalessero  i contenuti. 

Ed ora, con il vostro aiuto, al lavoro.

Giacomo Danesi

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Magazine di Turismo e varia umanità.
Direttore Responsabile Giacomo Danesi