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Notti bianche...




  

di
Giacomo Danesi
 

Incredibili il proliferare di notti bianche, notti rose, notti ciclamino e via discorrendo. Una moda che viene da lontano, credetemi.

 "Che notte, che notte quella notte! Se ci penso mi sento le ossa rotte..." Vi ricordate questa canzone cantata dal grande Fred Buscaglione? Non ci furono però osse rotte quella notte. Fu organizzata sulle sponde del Lago di Garda, auspice il mitico Eugenio Tacchini e il futuro sindaco di Manerba del Garda Isidoro Bertini, con l'occulta regia di Luigi Del Pozzo. Fu organizzata una tre giorni di fine agosto, dal 28 al 30, dal titolo: "L'estate dei 7 Peccati - Il Pallio delle idee", da lasciare senza fiato. Naturalmente nulla fu lasciato al caso, nemmeno la presentazione alla stampa a bordo di un tram itinerante per le vie di Milano!

Ma andiamo con ordine.  Correva, appunto, l'anno 1986 e a Manerba del Garda (Bs) ebbero una grossa idea: organizzare una notte di fine estate fuori del comune. Un momento: sempre nel Comune di Manerba... naturalmente!  Oggi la chiamerebbero "Notte bianca". Credetemi, quanto ora vi racconto non è inventato. La rassegna stampa di quel tempo n'è  testimone. Perché la chiamo "Notte bianca" se i giorni di festa furono tre? Perché il fulcro della manifestazione fu il 29 agosto quando, con inizio alle ore 01,00 si svolsero nella Chiesa di S. Giovanni ben 32 convegni sugli argomenti più disparati.  Chi scrive ebbe l'onore di illustrare un argomento che non ha ancora trovato soluzione: La famosa leggenda delle galline di Manerba!

Davanti ad un pubblico attento e interessato, noti e sconosciuti relatori dibatterono su argomenti apparentemente futili e quasi banali come, appunto, la leggenda delle galline di Manerba. Ma altri argomenti fecero epoca. Per esempio il convegno n. 3 dall'interessante titolo: "Come si riesce a non pubblicare un romanzo." Grandi discussioni e numeroso seguito ebbe il convegno n. 16: "Ma esiste per davvero il Lago di Garda?".

Ricordate l'ex Ministro della Pubblica Istruzione Franca Falcucci? Il convegno n. 26 fu interamente dedicato a lei. Il motivo del contendere era: "Cosa farà adesso l' ex ministro Falcucci?" Mi stancano le miss, il processo alla Radio private, gli anziani di fronte ai problemi della subcultura,  anche chi non fuma muore e l'ultimo, il n. 32, dedicato a: "Ma questi 7 peccati li assolviamo o no!" furono gli argomenti dibattuti in quella notte senza fine."

Un momento. Elencare tutte le manifestazioni, notturne, che si svolsero in quei tre giorni è fatica vana. Con i bar, le trattorie e i ristoranti aperti tutta la notte, si svolsero tornei di calcio alle 6 di mattino, marce podistiche con inizio alle ore 1 di notte,  spettacoli itineranti con installazioni scultoree, concerti di musica di ogni genere, sfilate di majorette -Break-Dance per le vie del paese, opere di teatro impegnato dal titolo: "L'amore di Don Perlimplino per Belisa nel suo giardino" e altro ancora, indussero migliaia di persone provenienti anche dalle regioni limitrofe a convenire a Manerba.

Dimenticavo: consiglio comunale alle ore 24, durante il quale fu deciso di intitolare due vie del paese a Paolo Grassi, mitico direttore del Piccolo di Milano e una via al  “Piccolo Teatro”, appunto. Tre notti indimenticabili che non furono, e non abbiamo capito il perché, replicate negli anni successivi. Ora in tutta Italia si svolgono notti Bianche, Nere, di Cioccolato e Ciclamino a profusione. Ma lasciatemelo dire: "Che baci, che cotte, ragazzi! Che notte quella notte!"


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