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Il nostro specchio? Un libro!




 

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di
Giacomo Danesi
(*)

Ogni qualvolta mi regalano un libro penso a un aforisma di Francis Bacon (1597- 1659), tratto dai suoi Saggi. Eccolo: "Alcuni libri vanno assaggiati, altri inghiottiti, pochi masticati e digeriti."

Tra i pochi libri regalatimi in questi ultimi tempi (c'è la crisi...) che ritengo non siano inquadrabili nei parametri di Francis Bacon, annovero quattro volumetti, apparentemente senza pretesa, dono di Padre Andrea Panont, frate dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi, che lo scorso anno ha festeggiato il suo 50° anno di sacerdozio, dei quali n'è l'autore.

 

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Padre Andrea Panont  O.C.D.
 

Mi trovavo ad Adro, in Franciacorta in provincia di Brescia, presso il convento dei Carmelitani Scalzi per una riunione tra ex apostolini. Così erano chiamati un tempo - tanto tempo fa ... - chi entrava in convento per avviarsi al sacerdozio. Il gruppo di ex apostolini porta il nome di Geac.

Accanto al convento, oggi con pochissimi padri rimasti ma con una fiorente scuola privata, dove bisogna fare la fila per iscriversi, c'è uno splendido santuario dedicato alla Madonna delle Neve, che si festeggia il 5 agosto di ogni anno. Curiosamente però il nome e la data, per quanto riguarda il santuario di Adro, sono un falso storico.

Infatti, come noto, la Madonna delle Neve si riferisce a un miracolo avvenuto a Roma nel 352 dopo Cristo. Si narra che un nobile patrizio, del quale ora non ricordo il nome, aveva deciso con la moglie di dedicare una chiesa alla Vergine. La leggenda vuole che la Madonna sia apparsa loro in sogno, dicendo loro che la chiesa voluta dai due giovani sposi la desiderava nel luogo dove il giorno dopo avrebbe compiuto un miracolo.

 

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Santa Maria Maggiore in Roma
in uno stampa dell'800
 

Fortuna volle che anche Papa Liberio facesse un sogno simile. Quando il papa, il giorno dopo, 5 agosto appunto, recatosi all'Esquilino lo trovo coperto di neve, intuì che in quel posto la Madonna voleva la sua chiesa. Lo stesso papa tracciò il perimetro dove avrebbe dovuto essere eretta. La chiesa fu costruita a spese dei coniugi... Per questo l'attuale basilica papale di Santa Maria Maggiore in Roma è nota anche come Basilica Liberiana (in onore di papa Liberio) ma anche come "ad nives".

Non ho mai capito perché il santuario di Adro sia stato dedicato alla Madonna della Neve. Vero che, come sancito dal Concilio di Efeso "Madonna della Neve" è il nome tradizionale e popolare per indicare Maria Madre di Dio (Theotokos). Però ad Adro la chiesa sorge su un luogo dove avvenne un curioso episodio.

Correva l'anno 1519. Era il mese di Luglio. Un giovane pastorello di Adro, sordomuto, stava pascolando i suoi armenti nella cava dell'Oneto, quando si trovò davanti alla Madonna biancovestita. La Vergine gli disse: "Va a dire a quelli di Adro che smettano di peccare. Se ciò non avverrà si aspettino grandi castighi." Espresse poi il desiderio che in luogo fosse costruito un piccolo tempio. Di rimando il giovane disse alla Vergine: "Ma io sono sordo e muto"! Detto questo, si accorse di aver recuperato entrambe le facoltà di parlare e di udire. Tornato in paese, tra lo stupore della gente raccontò quanto gli era capitato.

 

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Il Santuario della Madonna delle Neve
di Adro (Bs) in una vecchia cartolina 

Gli adrensi costruirono subito un tempietto. La storia non ci ha tramandato la notizia se gli abitanti del piccolo paese mutarono o  meno il loro modo di vivere. Di certo iniziò, tra i parroci succedutisi nei secoli e gli adrensi che accudivano il tempietto, una serie di divergenze per quanto riguardava le offerte che i devoti lasciavano al tempietto.

Tutto terminò quando arrivarono alla fine dell'800 i frati Carmelitani Scalzi che presero in consegna il santuario sorto nel 1750 dopo la demolizione del  tempietto ormai troppo angusto. 

Fu costruito il nuovo santuario su disegno dell'architetto Gaspare Turbini e inaugurato nel 1776. La sua vita ha incominciato a rifiorire non appena ebbe un'appropriata assistenza con lo stabilirsi dei Carmelitani di Santa Teresa d'Avila e San Giovanni della Croce, che costruirono il convento qui accanto al santuario.

Recentemente lo stesso è stato restaurato e a settembre si farà una grande e festa. Perché questo santuario sia stato dedicato  al nome della Vergine coma Madonna della Neve per me resta un mistero.
 

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Un momento. Il mio editoriale volevo dedicarlo ai quattro volumetti regalatimi da Padre Andrea Panont ... Rimedio subito. Il loro titolo: Una foresta che cresce, Spensierato perché figlio, Il cielo cammina tra noi e la Notte accende le stelle. Li ho sul comodino e almeno uno lo porto sempre con me in viaggio, invece del diario.

Lui, Oscar Fingal O'Flahertie Wills Wilde,  in viaggio portava, invece, il suo diario perché, affermava convinto, bisogna avere sempre con sé qualcosa d'importante da leggere...
 

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Non sono da leggere in un attimo, ma da centellinare. Nella prefazione di tre di essi, l'Arcivescovo Metropolita della diocesi Ambrosiana Cardinale Angelo Scola così li descrive: "Sono una sorta di Vangelo semplice, di casa. Briciole di una antropologia  schiettamente cristiana proposte secondo una formula veloce, alla portata di tutti. Fruibili anche da chi, immerso e spesso sommerso dai ritmi frenetici del quotidiano, crede di non avere tempo per occuparsi delle cose di Dio."
 

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A chi li consiglio? A tutti. Ma soprattutto agli atei e miscredenti. Se si esclude Benedetto XVI e qualche sacerdote o frate illuminato come P. Panont, gli atei e i miscredenti sono gli unici di questi tempi che ci parlano ancora di Dio.

"È un viaggio per viandanti pazienti, un libro", affermava Alessandro Baricco nel suo "I Barbari" del 2006.  Quattro libri lo sono ancora di più...

Il libro si trova in tutte le librerie, distribuito in esclusiva dalla Elledici, Cascina Vica - To www.elledici.org. La casa editrice è la Editrice Velar - Gorle (Bg) www.velar.it

 

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Direttore Responsabile Giacomo Danesi