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Isola di Djerba: El Ghriba una delle sinagoghe più antiche della Terra




El Ghriba: una delle sinagoghe
più antiche della Terra


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 di

Giacomo Danesi

 

Maggio 2014 - Che in Tunisia ci fosse una importante sinagoga mi era noto. Ma non avevo mai avuto occasione nei numerosi viaggi compiuti laggiù di poterla ammirare.

Dicono anche che sia la sinagoga più antica del mondo. Non solo, ma alcuni sostengono addirittura che contenga alcuni elementi dell'antico tempio di Gerusalemme, poi distrutto. Nella sinagoga, inoltre, è custodito un antichissimo esemplare della Torah scritta su pelle di gazzella che sarà, appunto, portato in processione. 

 

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L'insegna posta su un muro
in prossimità della sinagoga
Photo © Giacomo Danesi

 

Il nome della sinagoga? El Ghriba. Si trova a Hara Sghira (piccolo quartiere) a pochi chilometri dal centro di Houmt Souk, la città più importante dell’isola di Djerba. E’ uno dei luoghi più sacri del mondo ebraico.

In questo luogo, accanto alla sinagoga, c'è una delle ultime comunità ebraiche viventi del mondo arabo composta da alcune centinaia di persone. Questo luogo è anche conosciuto con il nome di Dighet, nome berbero, che significa porta.

 

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L'isola di Djerba, in Tunisia



Quando ai primi di maggio 2014 fui informato dall'Ente del Turismo Tunisino, con sede a Milano, che ero stato invitato al Pellegrinaggio di El Ghriba all'isola di Djerba, accettai subito con entusiasmo.

 

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Un calendario ebraico del 2013-2014
Photo © Giacomo Danesi

 

Finalmente avrei visto e partecipato alla celebrazione della festa di La Ba'Omer, che si svolge esattamente 33 giorni dopo l'inizio della Pasqua Ebraica (Pesach). Giorni deputati per il pellegrinaggio di quest'anno: il 16-17-18 maggio 2014.

 

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 Su un muro accanto alla sinagoga,
ecco su mattonelle di ceramica
la cartina del luogo
Photo © Giacomo Danesi

 

La sinagoga in questi giorni accoglieva migliaia di fedeli provenienti da ogni parte del mondo ebraico, in particolare Israele, Francia, Italia e Spagna.

Accanto alla sinagoga c'è una struttura, o meglio un'antico caravanserraglio, che è  aperto per dare ospitalità ai rabbini che ne fanno richiesta e che diventa anche centro di aggregazione e di manifestazioni ludiche.

Splendida la visione del cortile centrale, nei colori bianco accecante dovuto al Sole e all'azzurro del cielo e dei colori delle pareti. Pensare alle piazze di De Chirico diventa logico e scontato.

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 Il cortile centrale del
vecchio caravanserraglio

 

Il cortile è circondato da logge e, nelle adiacenze, ecco stanze, stanzette, lunghi corridoi e servizi vari a disposizione dei pellegrini. In questi giorni di festa erano centinaia e centinaia le persone che occupavano gli spazi. Imbonitori, venditori vari, gustosi cibi cucinati al momento e tanta musica è stato il curioso contorno che, onestamente, non sembrava certo una festa religiosa. Ma tant'è .

 

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Il cortile del caravanserraglio
parato a festa

Photo © Giacomo Danesi 

Il pellegrinaggio prevedeva la visita alla sinagoga, la carità, la preghiera e la partecipazione alle  due processioni che si svolgono durante gli ultimi due giorni del pellegrinaggio. E' così è stato. Il tutto con canti, sventolio di bandiere e fazzolletti e lancio di fiori.

Alla seconda processione era presente anche il Ministro del Turismo della Tunisia Signora Amel Karbou, che il giorno prima, in una affollata conferenza stampa presso un prestigioso albergo sull'isola, presenti  giornalisti provenienti da tutta Europa, ha illustrato i programmi che il suo ministero intende portare a termine per incentivare il turismo culturale nel suo paese.

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 Il Ministro del Turismo del Governo
della Tunisia Signora Amel  Karbou
Photo © Giacomo Danesi

 

Cosa significa El Ghriba? Sembra che significhi letteralmente “la straniera misteriosa”. Come ogni sinagoga o monumento che si rispetti, il nome tra origine da una storia o da una leggenda. Nel nostro caso la leggenda coinvolge una bella ragazza che abitava in questo villaggio. Ragazza molto bella e virtuosa, ma solitaria per sua scelta.

Questo suo comportamento fece sì che la stessa fosse considerata dagli abitanti come una persona bizzarra, una straniera persino. Un giorno un fulmine colpì la sua capanna che prese fuoco. La giovane vi trovò la morte, anche se il fuoco, forse per un prodigio, risparmiò il suo corpo. Ecco: la Sinagoga sorgerebbe esattamente nel punto in cui la ragazza dormiva.

 

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Un istantanea della seconda processione
Photo © Giacomo Danesi


Fummo informati che avremmo trovato un servizio d'ordine piuttosto severo. Infatti, la sinagoga tunisina di El Ghriba fu oggetto di un gravissimo attentato. Era l'11 Aprile del 2002 quando un camion imbottito di esplosivi, guidato da Nizar bin Muhammad Nasar Nawar, esplose davanti alla sinagoga provocando la morte di 14 turisti tedeschi, 3 tunisini e due cittadini francesi. Altre 30 persone furono ferite in modo più o meno grave.

 

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La lapide posta a ricordo
dell'attentato dell'11 Aprile 2002
Photo © Giacomo Danesi



Inizialmente si tentò di farlo passare per un incidente, ma Al Qaeda ne rivendicò la paternità in prima persona tramite Khalid Sheikh MohammedSaif al-Adel e 
Osāma bin Muhammad bin ʿAwaḍ bin Lāden, più noto come Osāma bin Lāden o Bin Lāden

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 Imponente tutti i giorni il servizio d'ordine,
con l'ausilio anche di elicotteri
Photo © Giacomo Danesi


Ecco spiegato il servizio d'ordine che con i colleghi abbiamo trovato il giorno 16 maggio quando siamo arrivati a El Ghriba. Il posto -  El Ghriba - si trova nel villaggio ebraico di Hara Seghira, noto come Er-Riadh, a pochi i chilometri a sud ovest di Houmt Souk, la capitale di Djerba.

 

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 L'interna della sinagoga di El Ghriba
all'Isola di Djerba

Nessun dubbio che El Ghriba sia delle ultime comunità ebraiche presenti mondo arabo. Per questo al pellegrinaggio partecipano ebrei provenienti dalla Libia, dalla Francia e da Israele.

Nel Magreb sono sei i Ghriba sparsi sul territorio; e come gli altri sono ubicati in un posto isolato. Quello di Djerba a a 500 metri una moschea e ad alcuni chilometri c'è una chiesa cattolica.

Lungo e complicato sarebbe descrivere l'attuale sinagoga, molto diversa per concezione dalle altre che ho avuto la ventura di visitare in mezzo mondo. Infatti, a differenza di altre sinagoghe della zona, quella di El Ghriba ha due sale interne.

 

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Una bella istantanea
dellì'interno della sinagoga

 

La loro disposizione, i lampadari, i lucernari e quant'altro hanno tutto un preciso significato. Vi occorgerete, guardando il lato nord del palazzo, che evidenti sono state le modifiche apportate alla struttura rispetto alla pianta originaria. Manca, per esempio, l'ultima colonna sul lato est. O, forse, non è mai stata costruita.

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Una donna in preghiera davanti a una
vetrina con all'interno ex voto
Photo © Giacomo Danesi

 

Secondo la tradizione degli ebrei locali, infatti, la risposta è che tutto questo, soprattutto le mancanze, serve a ricordare la distruzione del tempo di Gerusalemme. Mi hanno anche informato che nessun edificio dovrebbe essere costruito, e se lo si fa mai deve essere perfetto. "Nulla è perfetto, eccetto la divinità", affermano in coro i saggi. 
 

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 Giovani e anziani leggono la Torah
Photo © Giacomo Danesi

All'interno i banchi sono disposti intorno alla Tevà. La Tevà, il luogo da cui il Chazzan recita le Tefilloth e il Qorè legge i passi biblici. Si trova in una posizione da rendere facile al pubblico di seguire le varie cerimonie. In verità nella sinagoga non ci è stato possibile ammirare e seguire poco o niente di religioso, salvo vedere qualche devoto o devota che recitavano, salmodiando, alcune preghiere. 

 

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 La Tevà posta sotto il lucernario

 

Naturalmente all'interno si entra solo con la testa coperta, in omaggio alla tradizione ebraica. All'ingresso il custode, a chi ne era sprovvisto, prestava un foulard alle signore e una kippah agli uomini. All'esterno alcuni fedeli indossavano il Tefillin.

 

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 L'oggetto  in fronte e sulle braccia si chiama Tefillin.
In fronte è una scatoletta nera di cuoio contenente
una pergamena con scritte parti della Bibbia.
L'obbligo dei Tefillin, è ribadito quattro volte nella Torah:
due volte quando richiama l'Esodo dall'Egitto
Photo © Giacomo Danesi



Curioso, invece, un personaggio (circondato da altri tre anziani), che in cambio di qualche monete, recitava una preghiera propiziatoria ad personam. Al termine il devoto era gratificato da alcune noccioline.

 

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 Il curioso personaggio all'interno
della sinagoga in attesa dei devoti

Photo © Giacomo Danesi

 

Erano tanti i pellegrini, assieme ai curiosi, che hanno partecipato a questo interessante pellegrinaggio alla sinagoga. Mi dispiace di non aver compreso appieno tutti i significati delle cerimonie che ho avuto modo di vivere in prima persona. La prossima volta mi presenterò più preparato.

Una curiosa cerimonia è stata quella dove alcune donne deponevano, in un preciso punto all'interno della sinagoga, e precisamente dove secondo la tradizione fu trovato il corpo della ragazza misteriosa, un uovo con sul guscio la scritta di un nome femminile.

Lasciato l'uovo accanto a una candela per tutto il tempo del pellegrinaggio, e successivamente mangiato dalla ragazza, sembra che poco dopo la stessa riesca a trovare lo sposo. Auguri... 

 

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La moschea illuminata
al calar della sera
Photo © Giacomo Danesi



Era ormai notte quando, nell'ultimo giorno di permanenza sulla'Isola di Djerba, ci siamo avviati al pulmino per rientrare in albergo, dopo aver assistito alla processione. A poche centiania di metri dalla sinagoga, dalla moschea il muezzin chiamava i fedeli all'ultima preghiera della giornata. Impossibile non notare il contrasto..
.

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