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Nubia: Regno dei Faraoni Neri




Nord Sudan: alla scoperta delle
Piramidi dei Faraoni neri

di
Lamberto Selleri

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Lamberto Selleri ripreso durante la spedizione
in Egitto guidata da Maurizio Levi,
nel 
"Deserto Misterioso"
Foto©giacomodanesi

 

"Ai giorni nostri, al di fuori di qualche ristretto gruppo di studiosi, forse pochi ricordano, o hanno mai saputo, che nel XIX secolo, anche come conseguenza di questo ininterrotto flusso di italiani che avevano viaggiato o vissuto nelle terre sudanesi, le due principali lingue "franche"e del commercio in Sudan erano l'arabo e l'italiano e che la comunità degli italiani stabilmente residenti in Sudan costituiva una delle principali presenze europee."

Testo tratto dal libro"Italiani in Sudan"
di L.Angeloni e G.Sabbatinelli
Ed. Desiderio&Aspel editore (2007)

 

Strano destino quello del Sudan: i confini furono tracciati con il righello e la squadra a tavolino da mano inglese, e così questo paese risultò essere il più esteso dell'Africa.

Solo nel 1956 si liberò ufficialmente da tutte le ingerenze straniere e nel 2011 il popolo votò la scissione del paese in due Stati: Sud Sudan, animista e cattolico e Nord Sudan, islamico. Le due nazioni contano complessivamente 264 lingue. Nel Nord Sudan, da Khartoum ai confini con l'Egitto, il Nilo viaggia perennemente in compagnia del deserto e di sei cateratte che ne impediscono la navigazione.

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Naga: uno dei più celebri
reperti della zona 
Foto©giuliobadini

Questo territorio, che assunse il nome di Nubia (oro, in arabo) era il regno dei popoli Kush i quali vivevano in compagnia di leoni, elefanti e giraffe. Poi, il deserto prese lentamente il sopravvento e oggi solo il limo che accompagna l'acqua del Nilo, quando straripa naturalmente o per mano dell'uomo, consente la vita in queste terre completamente aride.

Cinquemila anni fa il deserto non si era ancora impadronito definitivamente di questo territorio e il Nord Sudan era il regno dei leoni e degli elefanti. La Nubia di allora era il crocevia dove transitavano le carovane provenienti dall'Egitto e dirette nel nord Africa, leggi Etiopia, altre invece si dirigevano verso i porti del mar Rosso da dove le merci via mare raggiungevano l'India e viceversa.

 

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Donna Nubiana
Foto©giuliobadini

 

Ma non solo, gli egiziani erano attratti anche dall' oro della Nubia (che si estrae ancora), dalle bellezza delle donne (lo sono tuttora). Inoltre utilizzavano la Nubia come serbatoio di schiavi (fino al XIX secolo) o di guerrieri e ciò comportava un continuo sconfinamento egiziano in questo territorio la cui popolazione, i kushiti, recepì in parte la cultura, l'arte, i culti, le divinità e la scrittura egiziane, non avendone essa di proprie.

Una vacanza nella Nubia va concepita come un viaggio itinerante nel deserto del Sahara dove, costeggiando il Nilo, si raggiungono i luoghi, riportati in auge dagli archeologi, in cui si sviluppò la civiltà Kushita dal 3000 a.C al 350 d.C. Nel VI d.C. in Nubia i re di Nobadia con capitale Farras, Makuria con capitale Dongola e Alodia con capitale Soba si convertono alla religione cristiana. Nel XIV secolo, sconfitta dell 'ultimo re cristiano in Nubia, vincono i Mamelucchi che impongono la religione Mussulmana.

"Un Dio supremo creatore del cielo e della terra, le divinità riunite in trinità , il culto dei morti, il mistero dell' aldilà , l'anima che dopo il decesso lascia il corpo, gli inferi, la vita dopo la morte, la reincarnazione, il giudizio divino": questi sono gli argomenti a cui la religione nubiana, integrata da quella egiziana, aveva dato una propria interpretazione che troviamo puntualmente raffigurata nei bassorilievi dei templi, dei sarcofagi e delle piramidi kushite ora sparsi nel deserto.

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Un momento di riposo
nell'infuocato deserto nubiano
Foto©giuliobadini

 

Guarda caso dopo 5000 anni gli stessi argomenti sono di attualità e vengono dibattuti ancora oggi. È solo cambiata la religione da politeista divenuta monoteista.

La Nubia è oggi una miniera archeologica a cielo aperto dove, percorrendo le piste o le strade che attraversano il deserto, possiamo incontrare le civiltà che qui si svilupparono a partire da 5000 anni fa e contemporaneamente possiamo conoscere gli usi e costumi delle popolazioni di oggi.

Le antiche civiltà che si sono succedute in Nubia sono state classificate dagli archeologi con il nome della città capitale dei tre regni kushiti che si sono succeduti : Kerma, Napata e Meroe. I luoghi di culto e quelli di sepoltura dei trapassati (sarcofagi e piramidi) serbavano nelle loro segrete stanze monili di valore e corredi funebri.


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Le piramidi di Napata
Foto©giuliobadini  

Anche da questi reperti gli archeologi hanno ricostruito nei minimi particolari la storia delle tre civiltà di cui il deserto, con rigore notarile, ha conservato le testimonianze.

Oggi molti di questi luoghi sono stati dichiarati patrimonio della umanità, a beneficio dei turisti viaggiatori che con l'entusiasmo degli esploratori di un tempo giungono nel Nord Sudan e perlustrano il deserto della Nubia, per rintracciare i luoghi che ospitano i monumenti che fecero grandi queste tre civiltà.

La civiltà Kushita è considerata la più antica dell'Africa dopo quella egiziana. Il primo regno kushita risale al 3000 a.C. La sua capitale Kerma era posta all' altezza della terza cateratta. Il regno di Kerma fu annientato dai Faraoni nel 1550 a.C.

Kerma: Area archeologica della città. Nel 1913 i geologi hanno messo in luce la necropoli . Il museo adiacente da poco tempo ospita un documento esclusivo: sette imponenti statue di sette Faraoni Neri che conquistarono l'Egitto (XXV dinastia) re nubiani. Altri siti da visitare sono Le Cave di Tombos e la misteriosa Defuffa.

 

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Musawwarat: l'Uomo, la Storia

Foto©giuliobadini 

Dall '800 al 350 a.C., secondo regno Kushita,la capitale si sposta più a sud verso la quarta cateratta. Dapprima fu Napata,poi Tebe in Egitto e di nuovo Napata. I siriani cacciano dall 'Egitto i Nubiani.

Questo regno è cosi potente che riesce a dominare l' Egitto per 91 anni (747 -656 a.C.) con la famosa XXV dinastia dei Faraoni Neri , momento di gloria per i re nubiani che non si ripeterà mai più nei rapporti tra Sudan ed Egitto. Gli egiziani hanno definitivamente cessato ingerenze nel Sudan nel 1956.

El Kurru: La necropoli. Vi sono sepolcri semplici i e differenti tipi di piramidi, le prime erette in Nubia,regno di Napata. Qui furono sepolti i predecessori della XXV dinastia di Faraoni Neri.

 

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El Kurru: nei dipinti è
evidente l'influenza egiziana
Foto©giuliobadini 

Si possono visitare i sepolcri di due tombe sotterranee attribuite a regnanti Kusciti dove risulta già evidente la iconografia funeraria egiziana.

Jebel Barkal: la montagna sacra per i nubiani è alta 98 metri. Le rovine intorno a Jebel Barkal comprendono almeno 13 templi e 3 palazzi.

Questa montagna sacra emerge nel deserto e si può vedere a decine di km. di distanza. Fu luogo di culto per egiziani e kushiti Gli egiziani ai piedi del monte edificarono nella roccia il tempio al dio Amon. E' considerato il più importante monumento egiziano presente nella Nubia.

 

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Jabel Barkal: un Nubiano
tra due possenti colonne
Foto©giuliobadini

 

Vi si trova anche una stanza dedicata alla triade tebana Amon ,Mut e Konsu. Dalla vetta della montagna si possono vedere il Nilo, il tempio di Amon, le più belle piramidi del periodo kushita.  È ancora un mistero irrisolto sapere a chi appartennero e da lassù si gode un tramonto incantevole.

Piramidi della necropoli di Nuri: regno di Napata. È la necropoli più importante di questo regno, vi sono sepolti 19 re e 53 regine predecessori della XXV dinastia dei Faraoni Neri.

Maurizio Levi ha realizzato un' impresa straordinaria: ha costruito la rest-house Karima vicino al Jebel Barkal, senza turbare il panorama circostante, mimetizzando completamente l'albergo con i colori del deserto.

 

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 L'interno di una camera
del rest-house Karima

 Foto©giuliobadini

All'interno un immenso prato verde circonda le singole camere costruite ed arredate in stile nubiano : un'oasi di pace per dopo aver attraversato il deserto dove fa piacere essere accolti con cortesia e rifocillati da un pasto eccellente.

Città reale di Meroe: terzo regno Kushita, rappresenta il culmine dello sviluppo delle antiche civiltà nubiane. Meroe, che fu capitale dal 350 a.C. al 400 d.C., si trova vicino alla sesta cateratta. Gli etiopi misero fine a questo regno. I Meroiti furono tra i primi popoli al mondo ad aver elaborato una propria scrittura alfabetica, purtroppo non ancora completamente decifrata

 

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Meroe: la necropoli
 Foto©giuliobadini 

La produzione artistica della civiltà meroitica risente della cultura di Egiziani, Greci, Romani e Indiani, popoli con cui aveva intessuto rapporti commerciali. Solo la zona monumentale della città è stata messa in luce dagli archeologi e già quello che emerge dalla sabbia consente di valutare il grado di civiltà raggiunto da questa popolazione che all'epoca era particolarmente famosa per la lavorazione del ferro.

Necropoli di Meroe: fu cimitero reale per 600 anni. Nei dintorni di furono erette più di 200 piramidi suddivise in tre gruppi, e quelle rimaste sono state dichiarate Patrimonio dell'Umanità nel 2003.

Una piramide di Meroe rese tristemente famoso il medico bolognese Giuseppe Ferlini (1797-1870) passato alla storia come profanatore di piramidi in Egitto e Sudan.

 

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L'interessante catalogo degli
oggetti ritrovati da Giuseppe Ferlini

 

Effettivamente il Ferlini, dopo aver demolito l'ennesima piramide meroita (la n°6 della Kandake Amanishakheto), vide uscirne dal ventre l'agognato tesoro, ma la fortuna gli voltò le spalle poichè nessun regnante europeo, compresi i Savoia, credette alla autenticità di quel tesoro che egli dovette svendere al solo costo dell'oro, mentre oggi fa bella mostra di sè nei musei di Germania.

 

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Tavola dall'opuscolo di
Giuseppe Ferlini del 1837


 
Ferlini è certo da biasimare, ma almeno il tesoro oggi si può ammirare, cosa che non si può dire di altre centinaia di tesori, totalmente spariti o fusi, provenienti da altrettante tombe profanate in Sudan.

Campo tendato di Meroe. Le venti tende fisse sono spaziose e ampie come le camere di un albergo ed i servizi igienici, uno per tenda doccia compresa, sono in muratura. Vi si accede dall' esterno e sono dietro la tenda: questa è una soluzione ideale per i luoghi caldi dove le acque reflue si perdono nel terreno. Anche qui cibo ed ospitalità rispecchiano lo standard Levi.

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Una delle venti tende fisse
del campo tendato di Meroe
 
Foto©giuliobadini

Naga: 1° secolo a.C., tempio della divinità meroita Apedemak. Nella costruzione si trovano bassorilievi che riproducono le immagini del dio con la testa di leone, del faraone, della nobiltà e varie rappresentazioni rituali del dio.

 

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Naga: il Chiosco con uomo...

Foto©giuliobadini

 

Contigua si trova una costruzione ad archi e colonne che viene indicata con il nome di Chiosco: qui appaiono contemporaneamente gli stili egizio, romano e greco. Poco distante si trova il tempio dedicato al dio Amon, composto da numerose colonne decorate. All'ingresso vi è un viale costeggiato da arieti in granito.

Mussawarat: Il tempio degli elefanti è formato da numerose costruzioni e muri perimetrali che lo circondano (1°sec a.C.). La grande quantità di elefanti rappresentati sui muri e nelle colonne probabilmente sta ad indicare che qui questo animale doveva avere un ruolo determinante. Dall'altra parte del Nilo si trova un tempio dedicato al dio Apedemak.

Old Dongola: Regno cristiano di Makuria. Qui sono i resti di due templi cristiani del XI eXII sec.d.C., costituiti da numerose colonne, archi e capitelli decorati con croci copte.

 

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Resti archelogici a Dongola
decorati con croci copte
Foto©giuliobadini



Khartoum: Il Museo archeologico è ricchissimo di reperti kusciti ed egiziani,in particolare di quelli che altrimenti sarebbero andati perduti per sempre sommersi dalle acque nel lago Nasser ( I e II Cateratta). Sono stati trasportati al museo e ripristinati pietra su pietra tre templi egiziani.: il tempio di Buhen del 1900 a.C., il tempio di Semna ovest del 1881 a.C. ed il tempio di Semna est.


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Tomba Mahdi a Khartoum
Foto©giuliobadini

 

Sono contigui alle statue che raffigurano i colossi di Tebe. Tutt'intorno una miscellanea di reperti artistici provenenti dai siti archeologici dalla Nubia. Al primo piano vi sono affreschi a sfondo religioso provenienti dalla chiesa cristiana di Farras che ora riposa per sempre nel lago Nasser.

Abbiamo segnalato i luoghi principali da visitare in Nord Sudan, tra deserto e Nilo, alla scoperta delle civiltà Kushite e cristiane della Nubia. Non abbiamo appositamente indicato un percorso specifico da seguire in quanto lasciamo ai viaggiatori questa scelta in rapporto ai giorni a disposizione.


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 Il mezzo di locomozione
più comune: l'Asino!

Foto©giuliobadini

 

La macchina del tempo si muove a rilento in questo paese, dove fuori dai grandi centri abitati l'asino è il mezzo di locomozione ancor più utilizzato dalla popolazione. I viaggiatori turisti, all'opposto, percorrono freneticamente il deserto con fuoristrada che si muovono velocemente sulle piste sterrate o sulle esili lingue di asfalto che viaggiano in balia della sabbia.

Quando si visitano i siti archeologici della Nubia si viene catapultati nelle civiltà che qui vissero a partire da 5000 anni fa, ma quando riapriamo gli occhi ci accorgiamo che la popolazione vive ora come allora.

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Sudan: donna con bambino  
Foto©giuliobadini

 

I nostri occhi occidentali percepiscono povertà, miseria e ingiustizia sociale, mentre dai loro volti traspare la volontà di non arrendersi mai, di vivere sopravvivendo in un ambiente difficile dove da sempre l'unica fonte di reddito sono le poche centinaia di metri che il Nilo feconda quando abbandona il proprio alveo.

Quando si attraversa il deserto per raggiungere le civiltà Kuscite si incontrano villaggi, accampamenti di nomadi e luoghi di ristoro molto ospitali. Viene offerto ai viaggiatori di passaggio un ottimo the o caffè. L'acqua, in assenza di quella erogata dai rubinetti, viene prelevata da possenti otri di terracotta che, trasudando, la raffreddano.

 

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Un tradizionale punto d'incontro:
al pozzo per prelevare l'acqua  
Foto©giuliobadini


Per il battesimo del deserto si può prenotare una indimenticabile suite nell'albergo più stellato del mondo. Se optate per la suite universale, dagli spazi immensi, il sonno sopraggiunge al lume delle stelle mentre nell'altra suite la porta si chiude con la cerniera lampo e per ottenere il buio si spegne la luce artificiale.

 

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Meroe: la più classica delle tende nubiane,
con cammello e autovettura...
Foto©giuliobadini


Un viaggio nel Nord Sudan richiede la collaudata esperienza di un professionista come Maurizio Levi, assecondato dall'ottima guida italiana Carla Piazza, profonda conoscitrice della civiltà Kushita. Maurizio Levi, in questo paese, che considera la sua seconda casa, oltre ad operare come tour-operator, ha fatto edificare, nei pressi del campo tendato, a sue spese e con l'ausilio di una ONLUS, alcune aule in muratura adibite a scuola elementare  per i più giovani del posto privi di istruzione.


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In Nubia Viaggi Levi organizza altri itinerari di varia durata.

Foto di Giulio Badini

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