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Kazan punto d'incontro delle grandi religioni monoteiste




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Kazan punto d'incontro delle
grandi religioni monoteiste

 

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di
Luigi Alfieri
(°)

C'è un posto nel mondo dove l'imam, il prete ortodosso e il rabbino, si incontrano e dialogano; dove le grandi religioni monoteiste, islam, cristianesimo e ebraismo, si incrociano senza generare conflitti. Questo posto è la il Tatarstan, la Terra dei tartari, e si trova nel cuore della Russia più profonda, adagiato lungo le sponde della "grande madre Volga", il fiume dei fiumi.

I tartari, guerrieri mongoli sulle cui spade Gengis Khan ha costruito il proprio impero, sono arrivati qui nel tredicesimo secolo, hanno importato la religione di Maometto e hanno fondato un grande stato, l'"Orda d'oro", che in pochi anni si è frantumato in cento briciole.

 

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La carta geografica
dell'Impero dei Mongoli



La città simbolo dell'"Orda d'oro" è la mitica Kazan, che nel 2005 ha festeggiato i mille anni di vita. Per molto tempo, Kazan è stata la bella addormentata sul Volga, ma ora, in occasione del grande giubileo, vuole rivelarsi al mondo in tutta la sua bellezza, che è quella tipica di tutte le città di frontiera, dei centri che hanno saputo essere crocevia di razze e di storia.

 Multietnica, colta, elegante, un vero crogiolo di stili architettonici e di tendenze artistiche. E, soprattutto, un faro per chi vuole fare della tolleranza religiosa un punto di approdo, tempio di tutte le religioni.

 

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Il centro di Kazan: tempio di tutte le religioni

 

E' un risultato, quello della convivenza tra le fedi, conquistato attraverso il sangue e il dolore, un risultato imposto dalle dure lezioni della storia, che hanno dimostrato come le violenze e i soprusi non pagano i popoli. E di violenze e soprusi Kazan, nella sua vita millenaria, ne ha vissute di tremendi.

A cominciare da quando Ivan il Terribile, lungo il percorso di trasformazione del granducato di Mosca in impero russo, iniziò la conquista dei territori Tartari. Nel 1552, dopo un lungo assedio, la musulmana Kazan cadde nelle mani delle truppe cristiane di Mosca.

 

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Ivan (IV) il Terribile
1530-1584

 

Il sangue corse a fiumi, la maggior parte della popolazione fu sterminata: l'etnia tartara si salvò perché Ivan, per conquistare la città, si servì di migliaia di guerrieri rinnegati di discendenza mongola.

Per secoli musulmani e ortodossi si scontrarono senza risparmio di violenze di ogni genere, fino a che lungo il Volga arrivò la grande livella: il comunismo. A partire dal 1929, moschee, chiese, conventi e sinagoghe furono chiuse e trasformate in magazzini, circoli ricreativi, stalle. La pratica religiosa proibita, i sacerdoti di tutte le fedi perseguitati: regnava l'ordine di Josif Vissarionovič Džugašvili, in arte Stalin. Una forma di ordine che non prevedeva né fede né pietà.

 

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La scheda informativa su Joseph Stalin,
della polizia segreta zarista a San Pietroburgo del 1912

 

Per decenni le religioni sembrarono morte, scomparse per sempre. Invece, avevano solo seguito l'esempio dei fiumi del Carso: abbandonata la luce, si erano infilate sotto terra e la linfa che le teneva vive era talmente forte da non avere bisogno dei raggi del sole.

Quando Michail Sergeevič Gorbačëv lanciò la perestrojka, come margherite in primavera, chiese, moschee e sinagoghe rifiorirono. Con Boris Nikolaevič El'cin Eltsin, crollato il regime, la gente di Kazan riprese coraggio, le famiglie riportarono nei templi i paramenti religiosi, i libri sacri, le reliquie, le icone, gli arredi che, a rischio della vita, avevano conservato in cantine e solai. Musulmani, cristiani e ebrei uscirono dalle catacombe per vivere in pace tra loro.

 

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La celebre icona della
Madonna di Kazan

 

In occasione ddel giubileo del 2005, "Columbia turismo", un operatore da sempre impegnato nel far conoscere le bellezze della Russia, col supporto delle linee aeree Sas (Scandinavian Airlines System, ora SAS AB), mostrò al mondo il grande "miracolo" culturale di Kazan e del Tatarstan, tanto più sorprendente se si pensa a quello che stava accadendo nella vicina Cecenia, dove russi ortodossi e islamici regolavano le loro questioni a colpi di bombe.

 

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Il manifesto del Giubileo
a Kazan nel 2005

 

Ma i doni che Kazan può offrire ai turisti non si fermano qui. La città vanta uno dei più bei gioielli di tutte le Russie: l'antico Cremlino dalle mura candide come la neve, protetto dall'Unesco come uno dei più importanti patrimoni architettonici dell'umanità.

 

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Il Cremlino di Kazan

 

Il grande castello (questo significa Cremlino) racchiude nel suo scrigno torri, palazzi barocchi, polveriere, la moschea e la bellissima chiese cattedrale, che, con le sue cupole a bulbo tinte d'oro e d'azzurro, insidia per bellezza il primato di San Basilio.

 

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La bellissima cattedrale
con i tetti d'oro

 

Altra gemma della città è l'università, fondata nel 1804, e da allora frequentata da una scelta élite studentesca. Lev Nikolàevič Tolstòj e Vladimir Ilic Ulianov Lenin sono due tra i tanti promettenti ragazzi che la frequentarono. Per capire l'importanza del teatro è sufficiente dire che vi ha mosso i primi passi il danzatore Rudol'f Chametovič Nureyev e vi ha lavorato a lungo Maksim Gor'kij, pseudonimo di Aleksej Maksimovič Peškov.

 

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Una celebre istantanea di
Vladimir Ilic Ulianov Lenin


Tutto il centro storico di Kazan è ricco di edifici storici di pregevole impianto architettonico: coprono un periodo che, senza soluzione di continuità, va dal barocco al Liberty. Edifici che, durante il comunismo, per decenni sono stati abbandonati a se stessi, marci e cadenti, e che ora, coi soldi messi in circolo dall'estrazione del petrolio del Tatarstan, vengono recuperati uno ad uno.

 

 

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Una via del centro di Kazan


Simbolo della modernità è la sobria piramide in vetro e cemento, costruita a due passi dal Cremlino, che ospita un centro culturale dotato di sale da concerto per musica classica e rock, librerie, cinema e ristoranti. Un piccolo Beaubourg nel cuore della Russia. Non finisce qui: stadio, palasport, uffici pubblici, tutto è nuovo e moderno.

 

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Il francobollo commemorativo delle
Universiadi svoltesi a Kazan nel 2013

 

Per gli amanti della natura c'è la stupenda riserva naturalistica del Volga, popolata da alci, orsi, lupi e tinta dai colori pastello delle case in legno dei villaggi tartari.

 

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Il monastero della
Madonna di Raifa

 

Dentro al parco le cupole d'oro del monastero di Raifa, che si specchiano nelle acque tranquille di un lago speciale: l'unico al mondo dove le rane sono mute. Un miracolo della Madonna per non disturbare le preghiere dei monaci.

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 Comune di Tutaev sulle rive del fiume Volga.
La chiesa della Trasfigurazine (Kazn Virgin) del 1758


Infine, ecco le placide anse della "grande madre", che da queste parti raggiunge la larghezza di dieci chilometri: possono essere esplorate a bordo di rustici battelli dell'era staliniana dove si degustano polpette, caviale e fiumi di Vodka. Perché senza Vodka non c'è Russia.

 

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 (°) Luigi Alfieri è Capo Redattore della Gazzetta di Parma

 






 

 

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