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Sudan: nel regno dei Faraoni Neri





Nella Nubia Sudanese
ricca di 4 mila anni di Storia

 

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Nonostante la vicinanza e molteplici caratteristiche storiche, ambientali e umane in comune, a cominciare dalla presenza salvifica del fiume Nilo, dal punto di vista archeologico e turistico il Sudan è considerato il fratello povero, molto più povero, dell’Egitto. 

Mancano, infatti, al primo gli enormi e numerosi monumenti della civiltà egizia, la madre di tutte le civiltà mediterranee, e un’organizzazione ricettiva capace di accogliere parecchi milioni di visitatori; in compenso, anche se magari obbligati a dover dormire in tenda, si possono visitare le testimonianze di un glorioso passato in perfetta solitudine, al massimo in compagnia di qualche capra.

 

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Un monumento a Naga 

 

Gli archeologi considerano la Nubia sudanese una delle zone più ricche e interessanti del continente, dove le ricerche sono però ancora agli albori.

La regione settentrionale che va dalla capitale Khartoum fino al lago egiziano Nasser è infatti una terra di notevole fascino ed interesse, capace di offrire la suggestione del paesaggio sahariano con i suoi nomadi, l’atavica vita nei villaggi contadini lungo le sponde del Nilo, abitati da una popolazione cordiale e assai ospitale, ed infine gli imponenti e misconosciuti resti di antiche civiltà che si sono susseguite in quest’area per 4 mila anni, spesso in stretta connessione con quella egizia.

 

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Quanto affiora oggi dalla sabbia, siano le aguzze piramidi di Meroe, gli arieti di Naga o i raffinati gioielli delle antiche regine, confermano la fama di questa terra che per un secolo dominò anche sull’Egitto con la XXV° dinastia, passata alla storia come il regno dei faraoni neri, e che continuò prospera per secoli in epoca cristiana anche quando la civiltà egizia era già tramontata da parecchio.

 

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Due imponenti colonne a Jebel Barkal 

 

Un viaggio nella Nubia sudanese si differenzia da tutti gli altri itinerari sahariani, perché alle tradizionali valenze del deserto aggiunge i molteplici contatti con popolazioni diverse, gli scorci sul Nilo e un patrimonio archeologico di rilievo. Le passate difficoltà ad arrivarvi hanno determinato un isolamento geografico e culturale, tale da permettere la sopravvivenza ad una realtà incontaminata dai prodotti e dai modi di vita non soltanto occidentali, ma anche della stessa capitale.

 

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Piramidi aguzze a Napata

 

Un paese per molti versi fuori dal mondo e ancora fermo al medioevo, dove però la popolazione dimostra nei confronti dei rari stranieri tutta la tradizionale ospitalità delle genti del deserto e un’innata curiosità verso oggetti e stili di vita a loro del tutto estranei. 

Tra i pochissimi a proporre viaggi in Sudan c’è l’operatore milanese “I Viaggi di Maurizio Levi” (tel. 02 34 93 45 28, www.deserti-viaggilevi.it ), specialista da 25 anni in percorsi nei deserti di tutto il mondo e che nel cuore della Nubia ha realizzato e gestisce le uniche due strutture ricettive di charme esistenti in tutto il paese. 

 

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Si tratta del campo tendato fisso di Meroe, dominato dalla visione delle snelle piramidi della necropoli reale dell’antica capitale, di recente proclamate dallUnesco patrimonio dell’umanità, e del Nubian Rest House di Karima, a due passi dai templi del Jebel Barkal, anch’esso sito Unesco, la montagna sacra degli antichi Nubiani, e dal Nilo. 

 

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Il Karima Nubian Rest House.

 

Nel proprio catalogo propone un itinerario di 9 giorni in fuoristrada che tocca tutte le località più salienti della Nubia comprese tra la 4° e la 6° cateratta, come l’imprescindibile museo di Khartoum, il colorato mercato di Omdurman, il deserto del Bayuda con i suoi coni vulcanici ed i pastori nomadi che si concentrano con le loro mandrie ai rari pozzi come in scene bibliche.  

 

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 Un pozzo: fonte di vita

 

Gli imponenti templi di Naga e di Musawwarat tra le cui rovine pascolano ancora le capre, la necropoli e la città reale di Meroe, per secoli baluardo di civiltà verso l’Africa nera, le tombe sotterranee affrescate di stile egiziano a El Kurru, il tempio egizio di Amon nel Jebel Barkal  e infine i  villaggi contadini sul Nilo con le case dipinte, dove il tempo sembra essersi fermato, con la suggestione di essere spesso gli unici visitatori, è lo spettacolare itinerario preparato da Maurizio Levi.

 

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El Kurru: la Tomba di Tanwetamani
con il suo
"cielo stellato"

 

Due partenze mensili di gruppo con voli di linea Lufthansa da Milano e Roma da ottobre 2012 ad aprile 2013, alloggio con pensione completa in rest house e campo tendato, guida italiana, quote da 2.820 euro in doppia; possibilità di estensione di 2 giorni per la visita del sito paleocristiano di Old Dongola e dei villaggi nubiani sul Nilo.

La partenza  dell’ 1 dicembre è stata guidata dall’egittologo Sylvio Fresco, giornalista e scrittore, fotografo e documentarista, accompagnatore turistico specializzato in archeologia e etnografia. In Nubia Viaggi Levi organizza altri itinerari di varia durata. 

INFO:

Viaggi di Maurizio Levi - Via Londonio 4, 
20154 Milano, Tel +39 02 34934528 
Fax +39 02 34934595 
http://www.deserti-viaggilevi.it/

email:
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Nel Regno dei Faraoni Neri

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