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Cuba: un sogno realizzato




Photo © Fulvia Ferrero
Photo © Fulvia Ferrero

Testo e © Photo
di

Fulvia Ferrero
e
Tiziana Sbodio

 Un viaggio diverso, lontano, speciale… un sogno che abbiamo potuto realizzare, tra una salsa e una bachata grazie al nostro maestro cubano.

Senza pensarci troppo, impegnando i nostri risparmi, nel mese di giugno dello scorso anno, siamo partite alla volta dei Caraibi e, dopo dieci ore di volo con scalo a Parigi, finalmente atterriamo all’aeroporto “José Martí” dell’Avana.

Appena sbarcate veniamo travolte ed assalite dal caldo e dall’atmosfera cubana, con la voglia di esplorare questa nuova terra. L’indomani il ricco tour ci aspetta per cui diamo inizio alla nostra avventura incamminandoci verso la parte storica della capitale: “La Habana Vieja.”. Dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1982, il suo simbolo principale è rappresentato dalla Cattedrale dedicata a Cristoforo Colombo in “Plaza de la Catedral”.

Photo © Fulvia Ferrero
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Plaza de Armas”, considerata la più antica della capitale, ospita il più grande mercato di libri usati che si possa trovare in città e un grande mercato artigianale dove si possono acquistare souvenirs di ogni tipo; altre piazze come “Plaza Vieja” e “Plaza de San Francisco” rendono questa zona ricca e suggestiva.

Passeggiando per i vicoli, tappe d’obbligo alla “Bodeguita del Medio”, locale frequentato da personaggi famosi del passato per gustare il tipico Mojito e al “Floridita”, caro al poeta Hemingway in cui trascorreva il suo tempo libero sorseggiando il Daiquiri e rendendolo famoso con la frase: “Mi mojito en la Bodeguita, mi daiquiri en el Floridita ”.

 

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Dopo questo assaggio dal sapore indimenticabile ci rechiamo verso “Parque de la Fraternidad” con il suo imponente Capitolio Nacional, struttura neoclassica eretta tra il 1912 e il 1929 per ospitare le due Camere del Parlamento cubano.

 

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 Cuore politico di Cuba è l’immensa “Plaza de la Revolución”, resa famosa dalla Rivoluzione Cubana. Sulla piazza si staglia il monolito a José Martí, politico e scrittore, nonché eroe nazionale di Cuba e dal lato opposto le famosissime effigi di Che Guevara e Fidel Castro contemplano la piazza dall’edificio del Ministero degli Interni.

Costeggiando il Malecón, famoso lungomare e luogo d’appuntamento per gli habaneri, si raggiunge “La Fortaleza de la Cabaña”, che dall’alto domina la città, per assistere alla cerimonia del Cañonazo che si svolge ogni sera alle 21 dove, un drappello di soldati vestiti con uniformi dell’epoca, sparano un colpo di cannone che, nell’era coloniale, annunciava la chiusura delle porte delle mura che circondavano la città.

 

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Lasciandosi alle spalle la vita cittadina, per andare alla ricerca di un po’ di relax sotto il sole e tra le acque cristalline del mar caraibico, imperdibili sono la spiaggia incontaminata di Cayo Levisa raggiungibile solo per mezzo di un battello, la spiaggia di Cayo Jutías e la famosa Varadero, popolare località della quale i cubani dicono: “No es Cuba, son les Estados Unidos” per il carattere turistico della città.

 

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Dichiarata dall’UNESCO paesaggio culturale dell’Umanità nel 1999,
la valle di Viñales, gioiello della provincia più occidentale dell’isola, vanta panorami stupendi con i suoi tipici mogotes, formazioni calcaree dalle pareti a strapiombo formatesi durante il Giurassico; qui si coltiva il miglior tabacco del mondo.

 

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Impossibile non rimanere entusiasti della ricca e gustosa cucina cubana, chiamata genericamente “criolla”; ingrediente base carne di maiale (cerdo) fritta o alla griglia, riso e fagioli neri che accompagnano parecchi piatti, pollo e naturalmente…frutta fresca e dissetante come ananas, cocco, mango, papaya, avocado e le banane (platanos) che, se fritte, diventano gustose patatine chiamate “mariquitas o chicharritas”.

 

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Numerose sono state le occasioni per entrare in contatto con il popolo cubano: caldo, accogliente e disponibile nonostante le modeste condizioni di vita: bambini e ragazzi sempre allegri e sorridenti in strada o nei villaggi in attesa di turisti e con la speranza di ricevere da loro qualcosa.

Difficile non farsi coinvolgere dal ritmo della salsa, ballo tipico cubano, che fa da sottofondo alla loro vita quotidiana, ballata con entusiasmo in ogni luogo, dal piazzale periferico alla spiaggia, dal villaggio al centro città, nei locali e  ristoranti dove spesso gruppi autoctoni con i loro strumenti creano dal vivo un sottofondo musicale ai loro piatti tipici.

Qualcuno ha scritto “Non basta una vita per dimenticare Cuba”… e noi siamo sicure che non dimenticheremo mai questo nostro primo grande viaggio…

 

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