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Tunisia: non solo mare




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  di
Giacomo Danesi

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L'invito, a firma del Dottor Frej Fekih, rappresentante del Turismo tunisino a Milano, era per un incontro con il Ministro presso il Ministero del Turismo a Tunisi, con altri colleghi. Il tema del meeting? "La Tunisia , un anno dopo. Riguarderà - era scritto - la situazione in generale, dalla transizione sino alle prime elezioni libere nel paese e, sopratutto, il Turismo e le strategie del governo per il rilancio di questo settore nevralgico per l'economia della Tunisia."

 

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Un mercato tunisino
 

Le solite voci mal informate parlavano di scontri in città e in provincia. Dunque, un invito da ignorare. Naturalmente ho fatto il contrario. Dopo aver consultato il sito del Ministero degli Esteri italiani Viaggiare sicuri, che raccomandava sì prudenza in alcune zone desertiche e sui confini, ma assicurava una certa tranquillità nella capitale e nelle località turistiche, con i colleghi di tutta Italia siamo sbarcati a Tunisi, con un volo della Tunisair.

Di buon mattino, eccoci davanti al Ministero del Turismo della Tunisia per il preannunciato incontro con il Ministro Dott. Ing. Elyes Fakhfak, 42 anni, brillante promessa del governo tunisino.

 

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Foto © giada

In città tutto tranquillo, salvo un assembramento di disoccupati davanti al Ministero dell'Interno. Chi pensava di trovarsi davanti a una città militarizzata si sbagliava di grosso. Il filo spinato lungo viale Bourguiba, e davanti a due blindati? Il ricordo della rivoluzione dei Gelsomini del gennaio 2011. In verità è quanto vediamo in tutto il mondo davanti alle ambasciate. A due passi, infatti, accanto alla cattedrale cattolica, ecco l'ambasciata di Francia, il teatro nazionale e le banche, con bar e negozi pieni di gente.

 

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Foto © giada

Blindati e filo spinato a ricordo
del giorni della rivoluzione

 

Entrati al ministero per l'incontro, con un certo ritardo da parte del ministro a causa del prolungarsi di un suo precedente impegno, mi sono permesso nell'attesa di sedermi sullo scranno ministeriale, con tanto di bandiera nazionale tunisina a fianco. Per vedere l'effetto che fa...
 

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Foto © Assunta Corbo

Giacomo Danesi, direttore de Il Gazzettino del Viaggiatore,
per un minuto Ministro del Turismo della Tunisia... 
 

Ho poi appreso, dopo l'incontro, che l'usurpazione di un posto ministeriale in Tunisia è punito con il taglio di... (era scritto in arabo e non conoscendolo non ho potuto tradurlo...).  Comunque, per sicurezza, se di nuovo sarò invitato laggiù metterò come conditio sine qua non che il ministro Elyes Fakhfak mi rilasci, tradotto in italiano, arabo e inglese, un lasciapassare...  

Ma torniamo all'incontro con la stampa italiana su argomenti di grande interesse per la neonata democrazia tunisina. Il turismo settore nevralgico per la Tunisia? Bastano alcuni dati per intuirlo. Nel 2008 i turisti italiani che hanno visitato la Tunisia sono stati 500.000. Lo scorso anno 130.000.

La Tunisia vive di turismo, soprattutto balnerare, che raggiunge l'80% del fatturato. Ora quanto avvenuto con la rivoluzione può, paradossalmente, dare una svolta al settore. In che modo? Dando impulso e sviluppo a settori fino a oggi quasi ignorati.

 

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Ho fatto presente al ministro che sfogliando i depliant che riguardano la Tunisia, mai mi è capitato di vedere un'offerta dedicata alla cultura, ai siti archeologici. Su questo punto il ministro è stato chiarissimo. "Puntiamo, oltre al turismo balneare, anche sui siti archeologici, sugli hotel di charme, sulla talassoterapia, specie per il mercato russo. Vogliamo aprire itinerari in luoghi poco noti pieni di storia e di vestigia del passato”.

 

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Foto © Assunta Corbo

Il (vero) Ministro del Turismo del Governo
della Tunisia dottor. ing. Elyes Fakhfakh 

 

Di storia e di vestegia la Tunisia è ricchissima. Basta un nome: Cartagine. La frase "Carthago delenda est" pronunciata da Marco Porcio Catone, detto il Censore, è famosa in tutto il mondo. A questo proposito invito i nostri lettori a rileggere l'articolo del collega Mario Bussoni, apparso alcune settimane fa su Il Gazzettino del Viaggiatore, per intuire quali ricchezze storiche custodisce la Tunisia. Senza contare il deserto, splendido, tanto amato dai turisti italiani.

 

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Una splendida immagine
del deserto tunisino
 

Il ninistro ha anche preannunciato un accordo con il suo collega italiano Piero Gnudi per favorire flussi turistici fra Italia-Tunisia-Asia. Questo permetterà di dirottare cinesi e giapponesi nel Mediterraneo, a vantaggio della Tunisia e dell'Italia. 

L'immancabile visita alla Medina di Tunisi, affollattissima e coloratissima, e nei giorni seguenti la visita a Cartagine e ad Hammamet, hanno concluso le giornate tunisine.

 

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Foto © giada

Uno scorcio di Sidi Bou Said
 

Splendida Hammamet, dove tutto è pronto a ricevere i turisti italiani. Immancabile la visita al cimitero dove è sepolto, dal gennaio 2000, Bettino Craxi; esule secondo gli amici, latitante secondo Antonio Di Pietro e tanti altri.

 

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Foto © giada

La tomba di Bettino Craxi

 

No, non c'è più il libro dove i turisti italiani lasciavano un pensiero o, spesso, semplici insulti. Sul leggio dove era posto il libro, oggi appare la scritta: “Se non hai nulla di buono da dire porta rispetto.”

All'entrata del cimitero c'è una scritta su un pannello murato sul muro di cinta. Eccola.   
 

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Foto © giada

 

Di fronte al cimitero cattolico, al di là della strada, c'è il cimitero mussulmano. C'è silenzio. Da lontano i rumori arrivano attenuati.

 

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Giacomo Danesi, direttore del Magazine
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