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Viaggio a Kazan, nel Tatarstan




Viaggio a Kazan
nel Tatarstan

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di
Giacomo Danesi
(*) 

KAZAN (Tatarstan) – Io lo ricordo bene quel viaggio a Kazan nel 2004, nel Tatarstan. E ricordo bene anche il sindaco mussulmano, durante l'incontro con il nostro gruppo di giornalisti italiani in visita nella sua città, quando aveva manifestato il desiderio, anzi, la certezza che Alessio II, al secolo Aleksej Mikhajlovič Ridiger, lo scomparso Patriarca di Mosca e di tutte le Russie, e il presidente Vladimir Vladimirovič Putin, nel 2005 quando la città avrebbe festeggiato i suoi 2500 anni di storia.

Sicuramente avrebbero dato il loro placet affinché la miracolosa icona potesse far ritorno nella città dove fece la sua riapparizione nel 1579. Giusto qualche anno dopo la riconquista di Kazan da parte dello zar Ivan il Terribile.

 

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Lo scomparso Patriarca di Mosca
e di tutte le Russie Alessio II 

 

Naturalmente stiamo parlando della famosa e miracolosa icona della Madonna di Kazan. Più volte, durante l’incontro con il sindaco, fummo sollecitati a rendere nota sulla stampa italiana questo suo desiderio. Il luogo destinato alla sua venerazione?

La splendida Cattedrale ortodossa dell’Annunciazione dalle cupole d’oro e blu, proprio nel Cremlino di Kazan, dove fervevano i lavori di restauro degli affreschi e dove presto sarebbe stata pronta anche la iconostasi. Proprio a qualche centinaio di metri della splendida moschea di Kul Sharif dai quattro minareti!

 

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La  moschea dei quattro minareti
 

Pochi mesi dopo il viaggio, il 27 agosto 2004 una delegazione vaticana guidata dal Cardinale Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per l’Unità dei Cristiani, portò a Mosca la preziosa icona della Madonna di Kazan. Il giorno dopo, festività della Dormizione della Vergine Maria, l’icona fu consegnata nelle mani di Sua Santità Alessio II.

Ma nei desideri del sindaco di Kazan Kamil Iskhakov, la destinazione finale della preziosa icona avrebbe dovuto essere la sua città. Un ritorno però mai avvenuto. Solo un desiderio per la grande religiosità degli abitanti della capitata del Tatarstan?  In verità il ritorno dell’icona venerata da tutto il popolo ortodosso russo e dintorni, avrebbe fatto accorrere a Kazan milioni di pellegrini, con grande sollievo delle casse della città.

 

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 Un quartiere popolare della città

 

Kazan! Non basterebbero tutto lo spazio web del nostro magazine per raccontare la storia di quest'icona che, quasi sicuramente, è una coppia della icona scomparsa nel 1209 durante l’invasione del tartari del terribile Gengis Khan. Tempestata da pietre preziose, tante quanti i miracoli compiuti, alla sacra immagine furono attribuite qualità taumaturgiche come la vittoria di Pietro I il Grande sugli svedesi nel 1709 o la fermata delle armate di Napoleone del 1812. Si dice che Stalin (al secolo Iosif Vissarionovič Džugašvili), fece portare la sacra icona su un aereo sorvolando il territorio russo durante l'occupazione nazista. 

Il suo trasferimento a San Pietroburgo, la rivoluzione bolscevica, la sua ricomparsa in Inghilterra, e quella successiva negli Stati Uniti negli Anni 60, dove fu acquistata per due milioni di dollari dall’organizzazione cattolica Blu Army per donarla nel 1970 al santuario di Fatima, sono alcuni dei momenti della sua storia prima d'essere regalata a Giovanni Paolo II.

 

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Il palazzo del Cremlino di Kazan
 

Una copia o l’originale quello ora nelle mani di Alessio II? Esperti vaticani e russi hanno trovato un compromesso: l’icona risale ad un periodo posteriore alla prima metà del 1800. Ma questo non è importante. Conta la fede di chi la venera.

Giovanni Paolo II avrebbe voluto consegnarla personalmente alle autorità di Kazan durante il programmato viaggio dell’aprile 2003 in Mongolia. Ma Alessio II fu irremovibile. Il pontefice romano non era gradito in terra di Russia.

La speranza era, ed è, che il dono giovanneo attenui la rigidità del Patriarcato russo. Alessio II è morto e al suo posto ora c'è Cirillo I, al secolo Vladimir Michajlovič Gundjaev.

                                                     

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La preziosa icona della Madonna di Kazan

 

Kazan, capitale del Tatarstan. Provate a guardare la carta geografica della grande Russia. Vi accorgerete che è un piccolissimo territorio della Repubblica autonoma della Federazione russa di soli 68 mila chilometri quadrati, popolato da quasi 5 milioni di abitanti. La loro grande risorsa? Il petrolio, estratto ogni anno nella quantità di 30 milioni di tonnellata all’anno.

Kazan una città anonima? Niente affatto! Basterebbe citare la sua università che fu proprio istituita oltre 200 anni fa. Chi mai ha studiato in questa università? Possono bastare i nomi di Lev Nikolàevič Tolstòj, e l'allora giovane Vladimir Illic Ulianov, alias Nikolaj Lenin? Su un treno diretto a Kazan nacque Rudolf Nureyev.

In questa splendida città nacquero il basso Fëdor Ivanovič Šaljapin, amico di Aleksej Maksimovic Peskov, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Maksim Gorkij. 

 

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La statua di Lenin 

 

Quando visitai la città, la stessa era tutto un cantiere. Ben 1000, tra monumenti, edifici palazzi e quant’altro (vedi la costruzione di una metropolitana) erano in fase di restauro. Ma la città è godibilissima.

In questa repubblica, circondata da altre sorelle dai nomi quanto meno curiosi come Mari El, Udmurtia, Chuvashia, Bashkortostan o Samarskaya, convivono pacificamente cristiani ortodossi, ebrei e mussulmani. Un caso forse unico in questa nostra martoriata Terra.

 

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La cattedrale ortodossa di Kazan

 

Giungere fin qui non è facile. Voglio però proporvi un  viaggio con un tour operator romano leader per il territorio della Russia: la Columbia Turismo. Forse una delle ultime vere destinazioni dove il viaggio è ancora una scoperta.

Un viaggio affascinante a bordo del nuovo treno speciale “Trans Siberian Intourist Express” da Mosca attraverso antiche città russe come Kan zae Ekaterinburg, l’infinita taiga siberiana con Novosibirsk, si raggiunge Irkutsk e le meraviglie naturali del Lago Baikal.

Si prosegue per la terra di Gengis Khan, e, ancora, attraverso il deserto del Gobi fino al confine con la Cina, da Erlian a bordo del nuovo treno cinese si arriva a Pechino.

Il viaggio di 7.622 km attraversa tre, tra i più grandi e ancora sconosciuti, paesi della terra; questo itinerario, dopo aver superato notevoli difficoltà tecniche come la necessità di dover cambiare treno alla frontiera cinese per problemi di binari, è stato organizzato principalmente per permettere ai turisti di ammirare paesaggi unici raggiungendo comodamente località e città lontane.

Per scoprire tutto l'itinerario clicca qui!

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