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Namibia: la Terra dei contrasti.




Namibia, la terra
dei contrasti


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  Boscimani Himba.  
Photo© Francesca Bullet

di
Francesca Bullet

 

NAMIBIA - Un Paese di irresistibile bellezza, che offre spazi senza confini e grandi orizzonti, che suscitano immancabilmente sentimenti di libertà e grande respiro di vita incontaminata.

Fare un viaggio in Namibia significa entrare a far parte di un’altra dimensione, surreale, unica e ricca di particolari interessanti da scoprire. Ogni dettaglio ha una storia di milioni di anni e flora e fauna hanno imparato a convivere attraverso mutazioni e adattamenti che la natura prima e l’uomo poi hanno imposto.


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                                      Il Namib Desert.   
                                                   Photo© Francesca Bullet


Per comprendere quanto importanti siano le antiche testimonianze visibili durante un soggiorno namibiano, è utile raccontarne un po’ la storia, perché questo Paese, giovane nella sua costituzione ma di antica nascita, è frutto di un percorso che poco ha alterato la morfologia e la cultura etnica che lo caratterizza.

La sua storia è fatta di isolamento durato milioni di anni a causa della sua costa oceanica e tempestosa e  dell’entroterra arido e ostile. Solo verso il 1800 giunsero alcuni commercianti sudafricani e dei missionari tedeschi, attratti dalle opportunità economiche offerte dall’estrazione dei diamanti e del rame.

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                                    La bandiera della Namibia.


Alla fine del secolo Adolf Lüderitz diede il via al processo di colonizzazione tedesco acquisendo, da un capo tribu Nama, alcuni territori, grazie anche al supporto del governo tedesco di Bismark, con il nome di “Africa del Sud Ovest”.

Successivamente entrò a far parte dell’Unione Sudafricana amministrata dall’Impero Britannico fino alla fine della seconda guerra mondiale, quando divenne la quinta provincia Sudafricana. Il 21 marzo del 1990 fu proclamata ufficialmente indipendente.


Si ritiene che il primo popolo ad abitare la Namibia siano stati i San, noti anche come Boscimani. In tempi successivi giunsero i Nama (o Namaqua) e i Damara. Più avanti popoli di origine Bantu, gli Ovambo e gli Herero.


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                                           Boscimani         
                                                       Photo© Francesca Bullet

Oggi i visitatori che percorrono le strade di questo Paese, vivono l’esperienza di un viaggio a stretto contatto con questa terra ed i suoi popoli, come ai tempi delle grandi carovane di coloni.

Ci si trova a percorrere chilometri infiniti tra paesaggi desertici che si susseguono con giochi di luci e di ombre, in un’alternanza di colori che dal rosso vivo del deserto del Namib diventano giallo-oro nel Naukluft, passando per le rocce granitiche, dette “Spritzkoppe” e per il Fish River Canyon, il secondo più grande al mondo. Un susseguirsi di forme e di dettagli che incantano gli occhi e rapiscono il cuore.



b_500_0_16777215_00___images_0-AA.CONFBS_0-ADANESI2018_NAMIBIA_3.png                                                    
                                       Sandwich Harbour. 
                                                            Photo© Francesca Bullet

Anche la flora è interessante e antica in Namibia, la Welwitschia Mirabilis, una pianta che vive anche 2000 anni in luoghi dove non piove mai, già presente nell’era dei dinosauri; l’albero faretra, dichiarato monumento nazionale dal 1995, che deve il suo nome dall’usanza dei boscimani di utilizzare i suoi rami come contenitori per le loro frecce; i grandi cespugli di Euphorbia, il cui latte veniva usato dalle popolazioni indigene per avvelenare le frecce, ed il Mopane, una pianta sempreverde con la sua tipica foglia a forma di farfalla.


                                                      b_500_0_16777215_00___images_0-AA.CONFBS_0-ADANESI2018_NAMIBIA_10.png                      Damaraland con i suoi cespugli di Euphorbia.  
                                                       Photo© Francesca Bullet

La fauna è quella tipica dell’Africa australe, gli erbivori come zebre, giraffe e antilopi se ne incontrano anche lungo strada. I “Big Five”, ovvero elefanti, leoni, rinoceronti, bufali e leopardi sono relegati all’interno dei grandi parchi nazionali.

A tal proposito va ricordato che la Namibia è il primo stato africano ad aver inserito nella sua costituzione la tutela dell’ambiente come priorità nazionale; oggi esistono 9 parchi naturali che rappresentano il 19% del paese, a cui bisogna aggiungere il 18% di Aree sottoposte a programmi di tutela governativi.

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                                  L'Etosha National Park.
                                                     Photo© Francesca Bullet

Il sole d’Africa scalda questa terra dandole un aspetto aspro e sofferente, permettendo alla notte di accendere una quantità di stelle infinita, difficile da descrivere. La Via Lattea sovrasta la volta celeste muovendosi velocemente e regalando visioni spettacolari. Le “Nubi di Magellano”, le due nebulose visibili in questa parte del Mondo, impreziosiscono l’orizzonte rendendolo unico. Non si finirebbe mai di ammirare tanta magnificenza.

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                         Una spettacolare fotografia
                        del cielo notturno in Namibia.
 
                                                Photo© Francesca Bullet

Una grande fortuna è sostare vicino ad una pozza d’acqua, dove si potranno scorgere animali difficilmente visibili di giorno, che approfittando della frescura notturna, vengono ad abbeverarsi nel silenzio e nella quiete della notte. 


La Namibia è  grande e le aree d’interesse tante, ma con un viaggio di 10/12 giorni, si può vedere molta parte del Paese.
Il consiglio è di affidarsi a Tour Operator locali che conoscono il territorio e ne sanno prevedere le situazioni; bisogna considerare che le strade sono perlopiù sterrate e con molta facilità si forano i pneumatici, così come molto frequente è la rottura dei cristalli dell’auto. Importante dunque sapersi muovere anche per la ricerca delle soluzioni dei piccoli incidenti di percorso, affinché i paesaggi infiniti non diventino interminabili  e il piacere del viaggio non si trasformi in un incubo.

Un itinerario interessante comprende una visita all’altopiano del Kalahari, all’antico Deserto del Namib, le cittadine di Walvis Bay e  Swakopmund, la Skeleton Coast fermandosi a Sandwich Harbour il magnifico deserto sull’oceano e a Cape Cross, la riserva di otarie più grande al mondo, il Damaraland per una visita ai villaggi Himba, le Epupa Falls nell’estremo nord, il parco nazionale di Etosha e la riserva di Erindi per i safari.

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                                       Le Epupa Falls.    
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hoto© Francesca Bullet


Molto interessante anche un itinerario che si sviluppa nel sud del Paese toccando anche parte del vicino Sudafrica, da consigliare però in uno specifico periodo. Partendo dal Deserto del Namib si può procedere in direzione della città portuale di Luderitz per una visita alla città abbandonata di  Kolmanskop, sito fantasma nel deserto, antica testimonianza dell’attività mineraria tedesca.Il Fish River Canyon, secondo al mondo dopo il Grand Canyon, rappresenta una delle bellezze naturali più spettacolari da visitare. 

Sul confine con il Sudafrica si può far visita al Namaqualand, che solo nei mesi consigliati, regala un fenomeno naturale straordinario.. la grande fioritura del deserto. Il viaggio potrà continuare poi con una visita alle Augrabies Falls nell’omonimo parco e per chiudere per un po’ di Safari il Kgalagadi Transfrontier Park.

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                                Sua maestà la Leonessa!
                                                  Photo© Francesca Bullet

C’è infine, un’ultima parte del Paese che resta distante da tutte le tappe namibiane anche dal punto di vista geologico e morfologico ed è il cosiddetto “Dito del Caprivi.”, una sottile lingua di terra che si insinua verso il confine con Zambia, Zimbabwe e Botswana, molto più simile ai territori acquitrinosi confinanti che al resto del Paese.

Per visitare questa zona consiglio un viaggio  che comprenda anche parte dei Paesi citati, con le loro principali attrazioni naturali, come ad esempio le Victoria Falls in Zambia o Zimbabwe, il Delta dell’Okavango ed il Chobe  River in Botswana.

Tutti gli itinerari citati sono disponibili come Photo Tour, in 4x4 per gruppi di 6/8 persone, con una guida  parlante italiano e la sottoscritta fotografa, per imparare e divertirsi con la fotocamera.

b_500_0_16777215_00___images_0-AA.CONFBS_0-ADANESI2018_NAMIBIA_deserto.jpg                L'imperdibile camminata sulle due nel deserto....
                                                       Photo© Francesca Bullet

Il Photo Tour è la combinazione vincente tra un viaggio ricco di emozioni e un corso di fotografia sul campo che permetterà di apprendere velocemente le migliori tecniche, attraverso la mia assistenza continua. La formazione e la pratica direttamente in loco, consentiranno di cogliere la magia e l’essenza del viaggio secondo le vostre personali emozioni.

Un Viaggio in Namibia resterà nei vostri cuori per sempre.

CON CHI ANDARE: Per ulteriori informazioni www.viaggiareconlafotografia.com,
o scrivete su Messenger o via email all’indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

La foto della copertina è di © Francesca Bullet

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Giacomo Danesi, Direttore del Magazine
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Direttore Responsabile Giacomo Danesi