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Petra: l'incanto di una città




Petra ex capitale dei Nabatei
testimonianza del tempo che passa

 

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di
Giacomo Danesi
(*)

Per molti italiani Petra, l'ex capitale dei Nabatei, è stata una scoperta televisiva di qualche decennio fa. Infatti, il presentatore televisivo Mino D'Amato "usò" la sua bellezza, ed il fascino del lungo siq che porta alla città di pietra, come sigla di una nota trasmissione televisiva.

Quei cavalieri che percorrevano su veloci destrieri il corridoio naturale del Wadi Musa che porta alla città, aveva incantato tutti. Davanti a Petra ci si trova sempre impreparati. Arrivare a piedi davanti a quello spettacolo, ripaga totalmente delle fatiche dell'inedita camminata. Oggi, purtroppo, si arriva in jep...

 

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Il siq che porta alla città di Petra

 

Fu uno svizzero, tale Giovanni Burchkardt, di professione giramondo, a scoprirla nel 1812. Il difficile però, dopo la scoperta, fu entrarci. Infatti, il segreto per accedervi lo conoscevano solo i beduini della zona. L'intraprendente svizzero non esitò a convertirsi all'Islam pur di entrare in possesso dell'intrigante segreto.

Giù il cappello davanti allo "scopritore". Anche perchè di Petra, dopo la "visita" nel 1276 del sultano mamelucco Baybars, non se ne seppe più nulla. Oggi questa splendida città é Patrimonio dell'Umanità. Ma se i lavori di conservazione non prenderanno un certo ritmo, rischiamo nel giro di pochi decenni di perderla irrimediabilmente.

Il momento magico per visitarla é il mattino. I primi raggi di sole, infatti, mettono in risalto la venatura policroma della pietra. Qui madre natura sembra aver voluto strafare. Il riverbero, infatti, sembra colorare la pietra di rubini, opali e turchesi. Ma durante la visita, che dura una giornata intera, vi accorgerete che tra le rocce i colori sembrano sfumare, separarsi in infinite tonalità.

 

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L'incredibile varietà di colori
della pietra a... Petra!
 

Il ricordo della visita a Petra rimarrà sicuramente impresso nella vostra mente per sempre. Arrivati in fondo al siq ecco davanti a voi il Khazneh (il Tesoro). Di colore rosa, questa splendida costruzione architettonica, che anticipa di vari secoli le successive evoluzioni stilistiche, lascia veramente senza fiato.

Colpisce, oltre lo stile architettonico, il colore: un rosa dalle tonalità fredde. Scolpito nel I secolo a.C., l'edificio del Tesoro è di 30 metri di larghezza per 43  di altezza. Certo, chi ha avuto l'intuizione di mettere questa stupefacente costruzione proprio in fondo al siq doveva essere un uomo di grande cultura. Sembra, infatti, che abbia voluto premiarci per il duro cammino compiuto per arrivare fin qui.

 

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 Il Khazneh (il Tesoro)

 

Ma tutta la città di pietra lascia incantati. Le infinite tombe, dalle più preziose alle più umili, rendono l'atmosfera di questo luogo unica al mondo. Si può ben comprendere come il governatore romano Sesto Fiorentino decise, dopo una visita alla città, d'essere sepolto in questo magico luogo. E così fu, naturalmente.

Se vi trovate in gruppo, cercate di uscirne e di andare dove vi porta l'estro. Andate senza guida. L'emozione sarà più grande. E cosi, senza guida, arrivati davanti al possente Ed Deir (il Monastero), vi chiederete se é una tomba, un tempio o chissà cosa. Fatica sprecata. La sua origine, nonostante le ricerche, rimane un affascinante mistero. Di sicuro fu un tempo chiesa paleocristiana. La sua imponenza, larga 59 e alta 45 metri, lascia ammutoliti.

 

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L'imponente costruzione  
del Ed Deir, il Monastero 

Continuate a salire fino al terrazzo sul Wadi Araba e date un'occhiata alle montagne che vi circondano. Avete notato i colori? Incredibile, vero? Voltate lo sguardo a sud. Vedete quella cupola bianca? E' la tomba di Aronne. Sembra dominare tutta la zona!

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La Tomba di Aronne

Camminate con calma. Non c'è fretta. Ora guardate con attenzione la tomba nota con il nome di "Monumento". Avete visto i suoi colonnati sempre più piccoli man mano che si sale? Sono stati costruiti così per seguire l'orografia della montagna, ma anche per accentuarne l'aspetto visivo.

 E poi ecco la "Corinzia", la "Urna", ecc. E il teatro romano? Petra è veramente tutta da scoprire.

 

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Il teatro Romano

Il momento più difficile della giornata arriva quando bisogna lasciare la città alle prime ombre della sera. Vorrebbe voglia di camminare a ritroso, per non perdere nemmeno un attimo della spettacolarità e del fascino che la città emana alle prime ombre della notte.

Un ultimo sguardo al Khazneh prima di infilare il siq e tornare ad Amman. Con la speranza, anzi, la certezza di ritornarci in questa città di morti, ma viva come non mai.



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