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1914 -1918: sui sentieri della Grande Guerra




1914 -1918: sui sentieri
della Grande Guerra

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 Militari italiani in trincea
sul Monte Pasubio


 di
Lamberto Selleri

 

I conflitti vengono per nuocere. Chissà se impariamo la lezione visitando i campi di battaglia. L'anno prossimo ricorre il centenario dell'inizio della prima guerra mondiale (28 luglio 1914) e i luoghi dove si svolse questo conflitto in particolare le valli del Leno e della Vallarsa adiacenti al massiccio del Pasubio, conservano "monumenti bellici" che, opportunamente messi in sicurezza, (l'anno prossimo) potranno essere visitati.

L'economista e statista Luigi Einaudi, in seguito Presidente della Repubblica Italiana, in un articolo apparso sulla rivista "La Lettura" (numero 12), edita dal Corriere della Sera, nel dicembre del 1914, scriveva che, su una popolazione mondiale stimata allora a un miliardo e settecento milioni di persone, il 55% di queste, direttamente o indirettamente era coinvolta nella Grande Guerra.

 

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Il Presidente della Repubblica Italiana
Luigi Einaudi (12 maggio 1948  – 11 maggio 1955)

Terminate le ostilità dopo il 1918, furono tirate le somme: i belligeranti di entrambi gli schieramenti furono settanta milioni, nove milioni di soldati e sette milioni di civili perirono (italiani 460 mila) e i feriti trentuno milioni. In ogni comune italiano vi è un monumento, un cippo, una stele o una lapide che ricorda i nomi dei veterani e dei coscritti mai più tornati a casa.

Le Valli del Leno si trovano ai piedi del massiccio del Pasubio (Trento) e conservano monumenti e reperti bellici, per maestosità pari alle Piramidi o alle cattedrali gotiche, anche se, a differenza di queste, non sono visibili ad occhio nudo, in quanto sono trincee, camminamenti, gallerie e fortezze ipogee scavate nella montagna.

 

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Un libro, la Storia

 

Nel solo Pasubio si snodano per circa 170 km. Le Valli del Leno, Trambileno e Terragnolo, e Vallarsa, si raggiungono facilmente da Rovereto. Esse sono state pesantemente coinvolte nel conflitto mondiale. Erano abitate sin dal 1200 anche da popolazioni germaniche importate per lavorare la terra.

Nel 1915, quando anche l'Italia prese parte attiva al conflitto, questi luoghi furono in parte abbandonati dagli abitanti (circa 100 mila persone): quelli di origine tedesca si diressero verso la Germania e molti furono arruolati nell'esercito austroungarico, mente gli italiani scelsero di rifugiarsi in altre regioni.

 

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Rovereto: Museo Storico Italiano della
Grande Guerra. Mostra: Pasubio 1915-1918

 

Conclusosi il conflitto mondiale nel 1918, le Valli del Leno e Vallarsa tornarono a ripopolarsi dei precedenti abitanti di ambedue le etnie, che trovarono il territorio ricolmo di quelli che noi oggi possiamo chiamare "monumenti bellici" (trincee, camminamenti, gallerie e forti).

Ricordatevi questi nomi: Vallarsa, Trambileno, Terragnolo. L'anno prossimo, ricorrendo il centenario dell' inizio della Grande Guerra, potremmo recarci in queste località per visitare le infrastrutture militari che gli opposti eserciti edificarono sul territorio.

Se raggiungerete le valli da Rovereto, potrete fermarvi all'Ufficio del turismo e chiedere la cartina turistica della Proloco di Vallarsa "Il Pasubio e le piccole dolomiti". Sul sito della Pro Loco troverete il percorso storico sulla Grande Guerra.

 

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Forte di Zugna: oggi Parco della Pace

 

Se vi piace camminare a piedi o pedalare, potrete acquistare il volumetto "Itinerari sul Pasubio e nelle Valli del Leno". Sedici euro e cinquanta spesi bene. Coinvolgete anche il vostro navigatore per visitare le Valli del Leno, inserendo il nome Matassone. La voce afona vi condurrà sulla Statale 46 a due km. da Rovereto, nel comune di Trambileno, sospeso alla parete rocciosa della montagna che si butta a strapiombo nel Leno.

Scorgerete l'eremo di San Colombano, protettore dei motociclisti. Non fermatevi solo a fotografarlo da lontano, raggiungete l'eremo a piedi, "Gli amici dell monaco Colombano" (giunse qui dall' Irlanda nell'ottavo secolo ) vi faranno da guida.

 

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L'eremo di San Colombano
Foto © Lamberto Selleri


Ritornate sulla Statale principale, proseguite in direzione comune di Vallarsa e, passando per Valmorbia, raggiungerete Matassone, località in cui sono stati riportati alla luce trincee e camminamenti austriaci (1914) e italiani (1915) distanti tra loro poche centinaia di metri che, a seconda dell'andamento del conflitto, potevano essere occupati a turno dall'uno o dall'altro esercito, camminerete lungo le trincee, i camminamenti e le gallerie scavate nella montagna e incontrerete le postazioni per le mitragliatrici.


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Matassone: una vecchia
trincea della Grande Guerra
Foto © Lamberto Selleri

 

Turisti austriaci vi seguiranno o precederanno in trincea, non più nemici ma tutti cittadini europei. Da Matassone si vedono tutta la Vallarsa e il massiccio del Pasubio, confine tra le province di Trento e Vicenza.

È giunta l'ora di rifocillarsi. La Malga Zocchi (tel. 0464 378110 – 333 6753947 ) indicata dalla segnaletica, si raggiunge dopo una salutare passeggiata a piedi. È il luogo più idoneo per vedere il casaro sfornare ricotta e formaggi e seduti a tavola attendere di gustare il menu che la moglie prepara: salumi autoctoni, gnocchi di fioretta (la prima ricotta che affiora), pasta e fagioli, polenta e tosella (striscie di formaggio in eccesso appena fatto che non entra nel contenitore).


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Malga Zocchi: finalmente
un po' di ristoro...
Foto © Lamberto Selleri


A seguire, spezzatini, crauti con luganiga e cotechino. Dolci delle zie Lucia e Milena. Il tutto in compagnia dell' ottimo
Vino Müller Thurgau "Rio Romani " della Cantina Vivallis di Riva di Vallarsa. Vivere alcune ore in Malga Zocchi è una flebo di salute impareggiabile che supera di 100 volte gli effetti salutistici offerti dai centri Wellness.


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Il menù del giorno
a Malga Zocchi..
.
Foto © Lamberto Selleri

 

Nel pomeriggio, diretti in Valmorbia, la meta è il Forte Pozzacchio, situato nel comune di Trambileno. L'ultimo tratto di strada, mezz'ora di cammino, lo si percorre a piedi utilizzando la vecchia strada militare che portava al forte. La costruzione è completamente invisibile a occhio nudo, scavata interamente nel ventre della montagna.

 

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La vecchia strada militare per
raggiungere Forte Pozzacchio
Foto © Lamberto Selleri

 

Gli austriaci avviarono la costruzione già 1909. Questo forte, durante il conflitto, passò più volte di mano con ingenti perdite da entrambe le parti, ma non fu mai distrutto. Cessati i combattimenti, fu spogliato di tutto il materiale bellico e delle infrastrutture ferrose, utilizzate per ricostruire le case distrutte dal conflitto. La fortezza, edificata su tre piani, è collegata a gallerie che si ramificano attraversando la montagna in tutte le direzioni e poteva ospitare fino a 200 soldati.

 

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Una galleria interna
a Forte Pozzacchio
Foto © Lamberto Selleri

A seguito dei recenti lavori di restauro, è stata resa agibile e, come "cimelio" della Grande Guerra verrà aperta al pubblico a partire dall'anno prossimo. Le visite guidate potranno protrarsi anche per due ore.

Coloro che desiderino vedere in dettaglio la mappatura e conoscere i luoghi storico-culturali del passaggio della Grande Guerra nelle Valli del Leno, il massiccio del Pasubio , Monte Zugna, il Corno di Vallarsa, (1778 m.) ora conosciuto come Corno Battisti (è qui che fu fatto prigioniero Cesare Battisti, poi giustiziato a Trento) possono rivolgersi all'associazione "Pasubio 100 anni" (www.pasubio100anni.it).


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La Home page dell'Associazione
"Pasubio 100 anni"

 

Sono stati predisposti 12 percorsi autoguidati da farsi anche senza l'ausilio di un accompagnatore.

Vallarsa, Trambileno e Terragnolo sono nomi che non evocano luoghi turistici alla moda frequentati da vip o "vippetti" in cerca di notorietà né tantomeno figurano ai primi posti su internet per la presenza sul territorio di strutture alberghiere pluridecorate. I paesaggi sono incantevoli, l'ospitalità è nella semplicità confortevole, qui non vi sentirete come a casa vostra ma "come a casa loro" non come ospiti, ma sarete accolti con familiarità.

Visitate i monumenti bellici sparsi sul territorio, gli eremi, le chiesette, il Santuario della Madonna delle Salette e potrete camminare e pedalare a piacimento. Se pernottate nelle Valli del Leno in albergo o in camper, vi potrete riappropriare di quello che le città non offrono più: aria salubre non inquinata dai tubi di scappamento e acqua pura priva di disinfettanti chimici, ma non solo: i cibi sono naturalmente genuini e biologici in quanto coltivati per essere consumati in famiglia e condivisi con i turisti.



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Il Santuario della
Madonna delle Salette
Foto © Lamberto Selleri


In frazione Moscheri di Trambileno visitare il santuario della Madonna delle Salette, il cui culto di origine francese fu importato dagli emigranti ritornati in valle. Inoltre, a Pozza, a tre chilometri dal santuario (a piedi 700 metri) il ristoratore Mauro e la consorte Rita hanno fatto della ristorazione e del turismo in queste valli la loro missione. Il ristorante si chiama Bosco dei Pini Neri ( Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ).

A Mauro, che è anche il Presidente della associazione albergatori della Vallagarina potete chiedere a qualsiasi ora informazioni turistiche, enologiche e dove reperire alla fonte prodotti genuini: formaggi, miele, ortaggi, legumi e frutta (tel. 348 0486028/0464 868338). Se desinate nel suo ristorante non valutate il solito rapporto qualità - prezzo: vi accorgerete che la qualità è nettamente superiore al prezzo.

 

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Il raviolo con spinaci preparato dal capo
cuoco Samuele al ristorante Bosco dei Pini
Foto © Lamberto Selleri

 

Ecco alcune sue specialità: tagliata di canederlo tradizionale con porro su letto di rapa rossa,raviolo di pasta fresca con spinaci dell'azienda agricola Cavel per spinaci e burro di Malga Zocchi, Tonco del Pontesel con polentina e verza dell' orto, torta di carote.

 

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Il Conei (coniglio) con
polentina morbida
Foto © Lamberto Selleri


Altro menù: Cavolfiore dell 'orto su leggera crema di zucchine e formaggio "Musso" di Malga Zocchi, Piccoli canederli su letto di verza dell'orto con speck, filo di olio extra vergine del Garda "Agraria" e scaglie di ricotta affumicata della Malga Zocchi, risotto al Marzemino e formaggio di Malga, Conei (coniglio)e polentina morbida di vari masi macinata a pietra, Cavolo cappuccio al profumo di pancetta valli del Pasubio, Strudel di mele e miele produzione Comper e, come vino rosso, potrete assaggiare il trentino doc Mori Vecio, riserva di Concilio. Prosit!

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