Messaggio

Il rito delle Papazze




La Primavera
a Chora Tu Vuà

 b_500_0_16777215_00___images_0-aaadanesi_1.DANESI_0.STRIPPOLI_1463268_584928241556254_115475881_n.jpg

Demetra e Persefone nel rito delle Papazze

nella Domenica delle Palme

 di

 Daniela Strippoli

 

 b_400_0_16777215_00___images_0-aaadanesi_1.DANESI_0.STRIPPOLI_a._n.jpg

Una Papazza o Pupazza

foto © Prof.Sebastiano Stranges

 

BOVA (Rc) - Le tradizioni popolari sono quelle cose che inevitabilmente immergono nel cuore di un popolo e riconducono attraverso gesti, espressioni, costumi e partecipazione collettiva, a comprendere bene il modo di vivere e soprattutto la cultura di un luogo.

La Calabria di tradizioni popolari ne ha da vendere. Troppo grande la sua estensione per raccontarle tutte insieme! Per questo mi limito a raccontare quelle da me vissute in prima persona e che mi hanno affascinata e, nello stesso tempo, meravigliata, per il modo in cui queste ancora oggi, nella contemporaneità del progresso, rimangono come un fatto isolato ma vivo e fortemente sentito.

  b_500_0_16777215_00___images_0-aaadanesi_1.DANESI_0.STRIPPOLI_b._jpg.jpg

 Suggestiva immagine
di Bova - Chora Tu Vuà

foto © Domenica Palamara

 

Non avevo mai assistito alla benedizione delle Palme a Bova o, come i bovesi tengono a chiamarla, Chora Tù Vùa, la capitale della Bovesia. Il borgo antico arroccato a mò di cono rovesciato sull’alto colle dell’Aspromonte, affacciandosi sul Mar Jonio aperto fino alla sponda dell’Etna, offre già una suggestiva location. Si entra dalla porta delle mura che un tempo lo circondavano e si raggiunge subito la piazzetta dove giace, come monumento simbolo dell’emigrazione, la locomotiva a vapore. Il saluto della gente che guarda incuriosita chi non è di quel luogo, mette subito di buon umore e invoglia ad una chiacchierata.

Una volta presentati poco ci vuole a ritrovarsi allegri a raccontarsi, con un buon bicchiere di vino locale che, con orgoglio offrono, ribadendo che è il loro perchè rinomati sono i vigneti secolari che affondano le loro radici nella Magna Grecia.

 

b_500_0_16777215_00___images_0-aaadanesi_1.DANESI_0.STRIPPOLI_cn.jpg 

 Papazze o Pupazze in processione

foto © Prof.Sebastiano Stranges

 

Il sabato che precede la benedizione solenne delle Palme è per Chorà un grande giorno. La preparazione è lunga tutta la settimana che la precede. I contadini sono occupati a spogliare gli alberi di ulivo nei campi, le donne sono intente a raccogliere fiori e frutta e a sistemarli con cura affinchè conservino il loro colore. C’è chi prepara i tipici biscotti e, per le stradine di pietra, all’odore dei camini e all’odore del pane cotto a legna, si unisce anche quello un po’ vanigliato dei biscotti con le uova che le ragazze preparano con cura per il loro fidanzato. E’ primavera!

 

b_500_0_16777215_00___images_0-aaadanesi_1.DANESI_0.STRIPPOLI_r_n.jpg

 Papazze o Pupazze

foto © Prof.Sebastiano Stranges

 

La Domenica delle Palme a Bova si festeggia la Primavera secondo una tradizione legata alle origini greche di Chòra. La festa delle “Papazze” meglio conosciuta come le “Pupazze” .

Una grande festa che ripropone da secoli un rito antichissimo: i misteri Eleusini legati alla figura di Kore o Persefone. Nella mitologia, Persefone figlia di Zeus e di Demetra, è stata rapita da Ade, il dio dell’oltretomba, costretta a trascorrere i dodici mesi dell’anno per metà sulla terra e per metà degli inferi.

b_400_0_16777215_00___images_0-aaadanesi_1.DANESI_0.STRIPPOLI_persefone_e_ade_seb.jpg

Locri Epizefiri: Pinakes Votivo

Ade e Persefone

foto © Prof.Sebastiano Stranges

I mesi che trascorreva sulla terra corrispondevano al periodo della primavera e dell’estate. Il rapimento della figlia scatenò un tormento nella madre Demetra, Dea della fertilità e dell’agricoltura, protettrice dei campi e della natura e sfogò la sua ira scatenando inverni duri e lunghi. Grazie all’intervento di Zeus si raggiunse l’accordo di riavere Persefone sulla terra nei mesi del sole, in primavera ed in estate.

 b_400_0_16777215_00___images_0-aaadanesi_1.DANESI_0.STRIPPOLI_ab8_n.jpg

  Ecco come sono costruite

foto© Prof.Sebastiano Stranges

 

A costruire le Papazze sono i contadini che, con grande abilità e infinita pazienza, quella che hanno ereditato durante la loro vita colma di sacrifici, intrecciano le foglie d’ulivo intorno ad un’ anima centrale, costituita da un ramo o da un semplice paletto di legno, e una volta costituito il “corpo di ulivo” questo è vestito con fiori freschi raccolti nei campi ed impreziosito dai loro colori e dalla frutta di stagione.

Le Papazze, si distinguono tra loro per dimensione; grandi le madri e piccole le figlie ricollegandosi ancora una volta alla madre Demetra e alla figlia Persefone.

 

 

 b_500_0_16777215_00___images_0-aaadanesi_1.DANESI_0.STRIPPOLI_cuzzupe.jpg

 I tradizionali biscotti
pasquali con le uova

foto© Prof.Sebastiano Stranges

 

Tutto ciò concorre inevitabilmente a creare una particolare atmosfera di gioia e colore che rende suggestiva la processione tra le strade del borgo tra i cori di preghiera delle donne più attempate coperte nei loro scialli e la gioia negli occhi dei giovani che, solo durante le feste di calendario, fanno ritorno a casa per riunirsi con la propria famiglia. Al termine della benedizione le Papazze sono spogliate e i vari rametti di ulivo distribuiti agli astanti. I rami di ulivo rimarranno per tutto l’anno in casa come segno contro il malocchio , infatti in Calabria non c’è cosa più sbagliata che sbarazzarsi dei rami di ulivo benedetti. La cosa migliore, in questo caso, è bruciarli nel fuoco, magari con del sale per scacciare il nefasto.

 

Link correlati

La nostra pagina sulla Regione Calabria

Il Meteo a Bova

Come raggiungere la Calabria

Come raggiungere Bova

Articoli correlati

Serra San Bruno e la sua Certosa

La liquirizia di Rosanno: l'Amarelli

Il Parco Archeologico Scolacium  

L'Area Grecanica: Bova Marina e la Sua Sinagoga 

La Stauroteca di Cosenza  

La chiesa di Piedigrotta a Pizzo Calabro

  

Rossano: Il "Codex Purpureus Rossanensis" 

Sulle orme della Fede in Calabria   

Alle fonti della Fede: Gioacchino da Fiore

Il Monachesimo Italo-Greco di Daniela Strippoli 

La bizantinità calabrese di Daniela Strippoli 

In Calabria ti guido io 

b_300_0_16777215_00___images_0-aaadanesi_1.DANESI_0.STRIPPOLI_schermata_2015-03-25_alle_19.55.44.png

Daniela Strippoli è  su Facebook!

In Calabria ti guido io...





Il Gazzettino del Viaggiatore è su Facebook!

Hai già visto Il Gazzettino del Pellegrino?

 

 

Magazine di Turismo e varia umanità.
Direttore Responsabile Giacomo Danesi