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L'anima lusitana di Lisbona




Testo e Photo © 

di
Fulvia Ferrero 

 

Fernando Pessoa, poeta e scrittore portoghese scriveva: “ Non ci sono per me fiori che siano pari al cromatismo di Lisbona sotto il sole”. Difficile non condividere questo pensiero dopo aver visitato la capitale lusitana sotto il caldo sole autunnale.

Meta scelta quasi ad occhi chiusi, dopo qualche peripezia tra cancellazioni, prenotazioni di volo ed hotel. Il giorno prefissato via, in compagnia di due care ex compagne di liceo, verso il Portogallo! 

 

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Finalmente si parte...


Lisbona guarda l’oceano dall’alto. Costruita su sette colli (come Roma) sulle sponde del fiume Tago, la città  è divisa infreguesias, raggruppate in bairros” tra i quali il Chiado, la Baixa, l’Alfama, e il Bairro Alto, quartieri di maggiore interesse per i visitatori.  Belém è più a occidente; straordinario posto da non perdere assolutamente soprattutto per i suoi  monumenti e... i dolci tipici.

 

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Un tipico angolo della capitale Lisbona



Curiosamente abbiamo iniziato il tour per il cuore commerciale della città, vale a dire dai quartieri della Baixa, che si estende tra due grandi piazze: Praça dom Pedro IV conosciuta anche con il nome di Rossio, e l’immensa Praça do Comercio in riva al fiume, collegate dalla Rua Augusta, Rua do Ouro e Rua da Prata. 

 

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La grande  Praça do Comercio

 

Le strade sono strette e perpendicolari con edifici di grande importanza commerciale. E' bello camminare tra le gente, tra i negozi ben forniti.

A ovest ecco il Chiado, un quartiere tradizionale che sorge accanto al Bairro Alto. Qui troviamo il “Cafè a Brasileira”, uno dei luoghi preferiti dal famoso poeta portoghese Fernando António Nogueira Pessoa (1888 - 1935), omaggiato all'esterno da un suo ritratto in bronzo. La zona è conosciuta, appunto, come un luogo d’incontro fra gli intellettuali del tempo.

Di sera, ma soprattutto la notte, le strette e tortuose vie del Chiado che conducono al Bairro Alto si animano. Tantissimi i giovani che hanno scelto questa zona ricca di locali notturni e taverne per concludere la giornata in compagnia.

 

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Una vecchia insegna...

 

All’interno delle tipiche osterie chiamate “tascas” dove abbiamo cenato la prima sera, è possibile gustare il bachalau, piatto protagonista della tavola portoghese.

La tradizione popolare afferma che ci sono 365 modi diversi per cucinarlo: uno per ogni giorno dell’anno, e noi abbiamo avuto modo di assaggiare lo squisito bachalau cum natas. 

In questa zona, ma più specificatamente nelle taverne dell’Alfama, vi sono alcuni locali che fanno musica Fado, il cosiddetto “blues” portoghese , colonna sonora nazionale, inseparabile dall’anima di Lisbona. 

  

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Ci sono ancora i lustrascarpe...

 

Da Praça de Camoes consigliamo di prendere l’Electrico 28, lo sferragliante tram che conduce fino ad Alfama, il quartiere più antico di Lisbona, l’unico a non essere stato distrutto dal devastante terremoto del 1755.

 

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Il mitico tram elettrico n.28

 

Da questo colle, il Castelo de Sao Jorge domina tutta la città; dalle torri, dai bastioni e dai miradouros si può godere di panorami mozzafiato! 

 

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Una foto panoramica
di Lisbona 

 

Tutti i quartieri, le piazze, le aree verdi della città e laggiù, oltre il fiume, la statua di Cristo Rei, imitazione del Cristo di Rio de Janeiro e il Ponte 25 do Abril ispirato al famoso Golden Gate di San Francisco.
 


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Il Ponte 25 do Abril visto dall'alto

 

Scendendo per le strette viuzze dell’Alfama, dove si possono ammirare vecchie case ricoperte da azulejo, ornamento dell’architettura portoghese consistente in una piastrella di ceramica decorata e smaltata si arriva davanti alla Cattedrale di Lisbona, ovvero la Cattedrale di Santa Maria Maggiore, in portoghese Sé de Lisboa, principale luogo di culto cattolico della città, costruita nel 1150 in stile romanico-barocco.

All’estremo ovest del centro città, si trova il quartiere Belém. In riva al fiume c’è la Torre de Belém costruita a metà del 1500 per proteggere Lisbona dai pirati inglesi.

 

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La Torre di Belém

 

Passeggiando lungo le rive del fiume Tejo, dalla torre si raggiungono i dock de Belém e il Padrao dos Descobrimentos. Quest'ultimo è un monumento, costruito nel  1960,  dedicato all’età delle scoperte geografiche.

E' in pietra, ha la forma di una prua di una nave, è sulla stessa appare un gruppo di personaggi storici guidati dal principe Henry, ideatore delle scoperte oltremare portoghesi. 

 

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Il Padrao dos Descobrimentos

 

Alle spalle, sulla Praça do Imperio, sorge l’imponente Mosteiro dos Jeronimos, fatto costruire dall’imperatore per celebrare il ritorno del navigatore portoghese Vasco de Gama; lo stile architettonico unico lo ha fatto rientrare nella lista dell’Unesco come Patrimonio Mondiale.

All’interno le tombe dei due eroi portoghesi Vasco de Gama e Luis de Camoes, e di Fernando Pessoa.



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Il Mosteiro dos Jeronimos,
Patrimonio dell'Unesco


All’ora della merenda ci mettiamo in coda nel famoso Pastéis de Belém” accanto al monastero. E' la pasticceria più rinomata della capitale, dove vengono sfornati quasi 10 mila dolci al giorno! I famosi e deliziosi pastéis vanno gustati caldi e spolverati con della cannella!

  

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 I famosi e deliziosi pastéis gustati caldi
e spolverati con la cannella! 

 

Per lasciarci alle spalle il caos della capitale e goderci gli ultimi giorni a contatto con la natura e la fresca aria portoghese, dopo quasi 40 minuti di treno, raggiungiamo Sintra, in cima alle colline sopra la costa di Estoril. Tranquilla, romantica, immersa nel verde, Sintra è Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

 

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Sintra, Patrimonio Mondiale dell'Uneso 

 

All’interno del suo Parque Nacional si può ammirare il Palacio Nacional da Pena, un colorato e fiabesco palazzo che sorge su una collina. In questo castello convivono vari stili: gotico, manuelino, arabo, rinascimentale e barocco in un mix unico di colori ed elementi decorativi.

 

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Il Palacio Nacional da Pena

 

Il percorso fuori dalla città e dalla movida lisboeta non può non terminare a Cabo da Roca, il punto più occidentale d’Europa, in cima alle scogliere a picco domina l’oceano il piccolo faro, meta di numerosi turisti.

 

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Cabo da Roca: la punta estrema
occidentale del continente Europa

 

Arrivati qui, non si può non restare affascinati di fronte a tanta immensità e grandezza! Davanti, l’oceano, le cui onde si infrangono lungo le scogliere, e alle spalle le dolci e verdi colline che abbracciano questo angolo di paradiso dove il mare e il cielo si confondono laggiù all’orizzonte cullando i pensieri.


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Il piccolo faro 
a Cabo de Roca

Concludiamo i nostri cinque giorni a Lisbona brindando con la Ginjinha, il liquore tipico alla ciliegia dal tasso alcolico considerevole, gustandolo in compagnia nel minuscolo localino nella piazza vicina al Rossio chiamato appunto “A Ginjinha” : Saudè!



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Una vecchia insegna
pubblicizza il Ginjinha


“Lisboa, Cidade da Tolerancia”, sta scritto così sul murales in Praça da Figueira, e certamente non dimenticheremo la disponibilità, il calore e i sorrisi del popolo portoghese. 

Muito obrigado Lisboa! 

INFO 

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