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Rennes-le-Chateau: un mistero nel mistero





di
Mario Bussoni

 

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Senza tema di smentite, Rennes-le-Chateau, in Occitania, può essere definito il luogo più emblematico del Mondo. Oggi, deve la propria fama al libro di successo di Dan Brown: Il Codice da Vinci, bestseller in tutto il mondo.

 

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La copertina del libro
di Dan Brown

 

Rennes-le- Chateau è un paesino sperduto dell'Aude, in pratica poco più che un'unica strada aggrappata, come un terrazzo, in cima alla cresta di una montagna selvaggia dell'Haut-Razés.

Dall'alto, si dominano la valle, le Corbières, selvagge e per metà brulle e per metà boscose e, più lontano, i Pirenei innevati che più si scrutano e più diventano alte e tenebrose. Il panorama è superbo e allo stesso tempo inquietante. La gente è rintanata nelle case.

 

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La montagna sulla cui sommità c'è il
paesino di Rennes-le-Chateau


A Rennes-le-Chateau - 40 abitanti - non c'è nulla, neppure un negozio di alimentari. Ma alla Pomme bleu, l'unico ristorante, si mangia bene. Una fornitissima libreria, ricca di libri di misteri, di esoterismo e di piante in scala è collegata con internet e fornisce informazioni in tutto il Mondo.

 

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Il castello degli Hauptpoul rimane in piedi per miracolo. Ma cos'ha di tanto strano e curioso Rennes-le-Chateau? La sua storia ha dell'incredibile e ha dato vita a leggende e verità estreme. La gente strana, spesso con l' aiuto dei metal detector, cerca qui il tesoro dei Visigoti e quello dei Catari e dei Templari. In più, tenta di impossessarsi del segreto del Sacro Gral. Nonostante i divieti...

 

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La storia di Rennes-le-Chateau è complicata e fantastica. La prima "caccia al tesoro"  fu quella dedicata a un convoglio agli ordini del console romano Quinto Servilio Cepione, carico appunto di tesori spogliati ai templi di di Tolosa. Il convoglio era stato attaccato lungo la strada per Roma, senza lasciar traccia.

 

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Una moneta con l'effige di Servila,
figlia di Quinto Servilio Cepione,
amante di Giulio Cesare e madre
di Marco Giunio Bruto, assassino di Cesare
 

Nel IV secolo Visigoti, cacciati da est dagli Unni, al comando di Alarico I avevano invaso l'Occidente, mentre, nel 410, era caduta Roma, in seguito spogliata di ogni suo avere.

Il bottino annoverava anche una parte del tesoro di Gerusalemme o di re Salomone, compreso un prezioso candeliere a 7 braccia in oro massiccio, razziato dall'imperatore Flavio Sabino Vespasiano Tito nel 70.

Nel 679 ecco salire al trono i Carolingi. Nel 788 Carlo Magno aveva quindi dato vita alla contea di Razès, comprendente l'antica e l'attuale Rennes-le-Chateau.

 

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Nel 1234 il giovane Luigi IX (futuro San Luigi) era salito al trono di Francia, sotto la reggenza della madre Bianca di Castiglia, la quale, dopo una rivolta subita a Parigi, era riparata nel Razès, portandosi a sua volta dietro un ricco tesoro.

Nel 1244 era caduto, dopo una disperata difesa, il castello di Montségur, il più importante baluardo cataro. Tuttavia, prima della resa tutto il tesoro della sua Chiesa era stato fortunosamente evacuato e nascosto, senza lasciare tracce.

Nel 1307 il re di Francia Filippo il Bello, con la connivenza di papa Clemente V, aveva infine stroncato il potentissimo Ordine religioso-militare dei Templari, fondato nel 1118 a Gerusalemme. Lo scopo era stato quello di impadronirsi delle loro favolose ricchezze, mai recuperate.

 Ma ecco un'altra storia ancora più incredibile e recente, che ha fatto nascere il grande mistero di Rennes-le-Chateau. Nel 1780 la marchesa Marie de Negri d'Ables d'Hautpoul de Blanchefort, vedova di François, riceve dal notaio di famiglia alcune carte di vitale importanza, ma l'anno successivo muore.

Riesce però a confidare il proprio segreto all' abate Antoine Bigou, che per resta letteralmente terrificato.

 

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La pianta della chiesa di Santa
Maddalena di Rennes-le Chateau

 

Il religioso nasconde così i documenti nel pilastro visigoto che sorregge l'altare della chiesa di Santa Maddalena di Rennes-le Chateau. Sulla tomba della marchesa fa porre, tra altre scritte di prece in latino, l'enigmatica frase: in lettere greche "et in Arcadia ego". Causa la Rivoluzione francese, l'abate Bigou ripara in Spagna, dove confida il segreto a qualche confratello.

Al museo c'è anche una stele proveniente dalla tomba della marchesa, con scritte in latino contenenti clamorosi errori. Forse un messaggio cifrato.

 

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 La stele della tomba
di Marie de Nègre d’Albes
deceduta nel 1781


Nel 1885
Bérenger Saunière, a 33 anni, è nominato curato della Chiesa di Santa Maddalena di Rennes-le-Chateau, che conta 298 anime. Prende alloggio presso la famiglia Dénardaud e conosce la sedicenne Marie.

Il paese è povero, la chiesa casca a pezzi, destinata alla demolizione. Ma ecco che riceve da Marie-Thérese di Chambod, vedova di Henry, ultimo pretendente al trono di Francia una misteriosa donazione di 3 mila franchi: una fortuna.

 

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Con questi fondi l'abate Sauniére dà il via all'opera di restauro. Quando tenta di sostituire l'altare fa la prima scoperta importante. La tomba coperta da una pietra scolpita e messa a faccia in giù.

Si racconta che abbia trovato ossa, gioielli e monete d'oro. Nel giardino, capovolge una colornna sulla quale ha fatto incidere "missione 1891" (messa per il il verso giusto si leggerebbe 1681) data che si legge anche sulla pietra tombale della marchesa, morta però 100 anni dopo.

 

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Nel suo diario si legge: "L'anno 1891 porta in superficie il frutto di ciò di cui si parla". Ne corso dei lavori al pulpito, scopre un' altra tomba. Il campanaro Antoine Captier, trova in un pezzo della balaustra, nascosto in un nascondiglio segreto una fiala di vetro che contiene un piccolo rotolo di pergamena.

Il documento indica l'entrata di una cripta che si trova sotto la tomba dove l'abate Bigou, dopo la morte della marchesa, aveva nascosto documenti e gioielli e dove si trovava il "tombeau des seignerurs".

 

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Il vialetto che porta
all'entrata della chiesa

 

Entra in ballo un altro prete Henri Boudet, abate nella vicina Rennes-le-Bain. Qualcuno sostiene sia il cervello dell' affare. La voce che Rennes-le-Chateau custodisse favolosi tesori, inizierà dopo la morte dell'abate Auniére.

E oggi? La chiesa, antica cappella dei signori, edificata tra l' VIII e il IX secolo, impressiona giù dall'esterno. L'entrata è stretta alla fine di un corto sentiero. Il timpano giallo sporco è a triangolo equilatero. C'è scritto"Terribilis est locu iste" (Questo luogo è terribile).

 

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Il frontale dell'antica chiesa
con la terribile scritta

Poi, appena sotto: "Questa è la casa di Dio e la porta del cielo". All'ingresso sulla sinistra, ecco un orrendo diavolo dalle lunghe corna giganti e rosso, che inginocchiato sostiene un'acquasantiera.

 

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Sopra ancora la scritta: "Con questo segno tu lo vincerai." Nel confessionale Gesù inginocchiato fa uscire un agnello da un cespuglio che ha la testa del diavolo Amodeo, leggendario custode dei tesori.

 

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