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Repubblica Ceca: le radici cristiane




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Praga: passeggiata sul Ponte Carlo

di
Giacomo Danesi
(*)

 

L'invito proveniva dall’Ente Nazionale Ceco per il Turismo e la Regione della Boemia e della Moravia. In collaborazione con le compagnie ČSA – Czech Airlines e Ryanair, avevano organizzato un viaggio stampa dall'affascinante (almeno per me) titolo: "Per conoscere le radici cristiane in Boemia e Moravia". Non avrei rinunciato per qualsiasi cosa al mondo!

Ente Nazionale Ceco per il Turismo. Ceco? Per quelli della mia generazione si prova una certa emozione nel pensare che la vecchia Cecoslovacchia non c'è più.

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Una vecchia cartina geografica
della Cecoslovacchia

 

La geografia dell'Europa è cambiata. E se è vero che la Geografia è più importante della Storia, perché la contiene, occorrerà che mi adegui. Infatti, il 1° gennaio del 1993, dopo la cosidetta "Rivoluzione di velluto", la Cecoslovacchia si divise. Nacque così  la Repubblica Ceca e la Slovacchia. Cos'era la Cecoslovacchia prima della loro divisione? Aldo Pavan nel 1992 scrisse su Atlante che: "Immaginiamo di gettare due uova intere nella padella dell'Europa centrale. Ne uscirà una frittata che si chiamerà Cecoslovacchia." Con quale spirito i Cecoslovacchi vissero la divisione? Con tutta probabilità con lo stesso spirito che il leader ceco Vaclav Klaus sintetizzò in questo pensiero (citato dal Time nel 1992): "Sarà come un buon divorzio. Sempre meglio di un cattivo matrimonio." 
 

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E così dopo un veloce volo da Malpensa, a bordo di un aereo della compagnia di bandiera ČSA – Czech Airlines, eccoci prima all'aeroporto e poi nella splendida capitale Praga

No, non inizierò da Praga. Vi racconterò il viaggio, in alcune puntate, partendo dalla fine dell'itinerario: da Brno, in Moravia. Il motivo? Giù il cappello davanti a una delle più belle città del Mondo, Praga, appunto. Amata dagli italiani, come da tutti i cittadini del Mondo, disgraziatamente (soprattutto per gli italiani) è quasi l'unica località visitata della Repubblica Ceca.

 

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Castello di Praga : il Palazzo Presidenziale

 

Imperdonabile errore! La Repubblica Ceca è una nazione che lascia senza fiato per chi ha l'intelligenza e l'avventura di scoprirla.  Ricordo da bambino una canzone cantata da Milva che diceva così:" Zingaro chi sei? / Figlio di Boemia / Dimmi tu perché / Sei venuto qui? / Quando mi stancai / dell'Andalusia..." . No, non è terra di zingari la Boemia. Almeno adesso. Visitare la Boemia e la Moravia, senza contare la Slesia, è un'affascinante calvacata a ritroso nella storia. L'aspetto paesaggistico che lascia stupiti e meravigliati: dalle dolci colline, dai monti alle pianure, dalle città ai paesi.

Ma bando alle ciance. Quando con un volo Ryanair da Brno abbiamo fatto ritorno in Italia, ed è sempre emozionante tornare nella propria Patria, c'era in tutti noi una certa malinconia. Malinconia dovuta anche al fatto che, dopo aver visitato la bella citta di Brno, eravamo saliti sul colle dove, maestoso, domina la città e la pianura sottostante, lo Spielberg! Ma non è in Austria lo Spielberg, dove Silvio Pellico e compagni furono imprigionati dagli austriaci? Era...Accidenti alla Geografia in continuo divenire...

 

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Il panorama di Brno dallo Spielberg
 

Saliti fin lassù, lo spettacolo sulla città si presenta splendido. "Arrivammo al luogo della nostra destinazione il 10 di aprile (1822 n.d.a.). La città di Brünn (oggi Brno n.d.a.) è capitale della Moravia, ed ivi risiede il governatore delle due provincie di Moravia e Slesia. E' situata in una valle ridente, ed ha un certo aspetto di ricchezza. Molte  manifatture di panni prosperavano ivi allora, le quali poscia decaddero; la popolazione era di circa 30 mila anime. Accostato alle sue mura, a ponente, s'alza un monticello, e sovr'esso siede l'infausta rocca dello Spielberg, altre volte reggia dei signori di Moravia, oggi il più severo ergastolo della monarchia austriaca."  

Così Silvio Pellico nel suo libro "Le mie prigioni" descrive il luogo dove rimase detenuto per 10 lunghi anni. 

 

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Una lettera inviata
al detenuto Silvio Pellico


La visita ai cimeli dei patrioti italiani e alla cella dello scrittore è stata interessante. Vedere la famosa rosa che
Piero Maroncelli consegnò al chirurgo (con tutta probabilità il barbiere del carcere di nome Linhardt), che gli amputò una gamba affetta da un tumore al ginocchio sinistro, è stata una grande emozione. 

 

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La rosa che Piero Maroncelli
regalò al chirurgo

 

La città di Brno oggi?  Nei monumenti e nelle chiese importanti è raccontata la sua storia. Nel programma era contemplata la visita alla cattedrale di San Pietro e Paolo a Petrov. Anche se non in programma, abbiamo visitato anche la chiesa di San Giacomo dove è sepolto Luis Reduit de Souches, il comandante che guidò la difesa della città assediata dagli svedesi durante la guerra dei trent'anni. Impossibile descrivere tutte le chiese e i monumenti che sono a disposizione del visitatore.

 

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Lo stemma di 
Luis Reduit de Souches

 

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... e la scritta sotto di esso

 

La sera prima avevamo alloggiato nella cittadina di Velehrad al delizioso Hotel Mlyn, e dopo colazione avevamo visitato uno dei più famosi luoghi di pellegrinaggio della Moravia. Il tutto strettamente legato alla tradizione dei Santi Cirillo e Metodio.

 

Arduo descrivere la storia della Basilica dei Santi Cirillo di Velehard che inizia nel Duecento con un convento cistercense. Tornando a tempi più recenti nel 1927 Pio XI, il cui stemma è visibile sul muro della stessa, gli attribuì il titolo di basilica papale minore.


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Lo stemma di Papa Pio XI posto sul muro
all'entrata del santuario di Velehrad  
 

Nel 1995 Giovanni Paolo II fece dono alla basilica della Rosa d'oro, prestigioso riconoscimento papale concesso a pochissime chiese nel mondo. Il regime comunista gli impedì di venire personalmente a consegnarla. Ma nel 1990 partecipò personalmente al pellegrinaggio durante la visita nella Repubblica Ceca. A ricordo nello spiazzo antistante alla basilica campeggia una grande croce con il suo stemma.  

Nella basilica è anche sepolto il cardinale Tomáš Špidlík, venerato dalla gente come futuro santo.  

 

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La tomba del cardinale Tomáš Špidlík
posta dietro l'altare  maggiore

 

Particolare curioso. Il cardinale non era nè vescovo nè arcivescovo. Infatti, ottenne la dispensa di essere elevato alla dignità episcopale, come  impone il Codice di Diritto CanonicoCap.III, Can.351, §1. In realtà la norma recepisce un preciso atto deciso da Papa Giovanni XXIII  con la Lettera Apostolica  Motu proprio "Cum gravissima" del 15 aprile 1962, nella quale ordinò che un cardinale prima di ricevere la "berretta rossa" fosse elevato alla dignità episcopale. Tutto questo fu deciso dal pontefice bergamasco dopo aver appreso che il Cardinale Alfredo Ottaviani, Segretario della Suprema Sacra Congregazione del Sant'Offizio, non era vescovo! 

Nel prossimo articolo su questo straordinario viaggio, vi racconterò la visita alla Basilica di Svatý Kopeček, nei pressi di Olomouc, la Basilica di Hostýn  e la visita al Castello di Kroměříž, patrimonio dell'Unesco. 

Info: Ente Nazionale Ceco per il Turismo 
Via G. B. Morgagni 20, 20129 Milano 
Tel.: + 39 02 20422467 - Cell.: +39 340 5341455 
http://italy.czechtourism.com

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(1. continua)                                                      

 

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Come arrivare: Oltre che in aereo si può andare in auto. Per chi viaggia in automobile la strada più breve passa attraverso il Brennero per poi proseguire in Austria verso  Innsbruck, e la Germania verso Monaco di Baviera e Ratisbona fino alla frontiera. Un secondo itinerario, da preferire nei periodi di affollamento del Brennero, passa per la Svizzera attraverso il valico di Como-Chiasso, prosegue verso il lago di Costanza e passa da Norimberga. Per chi invece deve  raggiungere Brno - il capoluogo della Moravia - , la strada più breve passa da Tarvisio attraversando l’Austria in direzione di Vienna. 

In pullman: Studentagency (www.studentagency.cz), Eurolines (www.eurolines.it), Tourbus (www.tourbus.cz). 

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(*) Foto © Giacomo Danesi


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