Messaggio

L'Armenia nei secoli: il fascino della Storia




  Il fascino della Storia

 

b_450_0_16777215_00___images_CULTURA_chiesa.jpg

 La scoperta di un popolo e di una civiltà la
cui nascita si perde nella notte dei tempi

 

di
Giacomo Danesi

Monastero di Kror Virap, luogo di prigionia di San Gregorio l'lluminatore al quale si deve la conversione al cristianesimo dell’Armenia. Davanti a me l’incomparabile visione biblica del Monte Ararat (Masis) ancora innevato, in uno dei quasi cento giorni all’anno durante i quali si mostra con la cima sgombra di nuvole.

 

b_450_0_16777215_00___images_BENESSERE_ITALIA_armenia_313-1.jpg

Khor Virap fu costruito ad Artashat
durante il regno degli Arshakidi.
Negli anni'60 del IV secolo Artashat è
stato rovinato dagli invasori persiani.

 

Poco lontano l’altrettanto bellissimo Piccolo Ararat (Sis). “Stupendo, vero? Il Masis  è il nostro ambasciatore ad Ankara.” Sono rimasto colpito dall’affermazione perentoria di Suscian (Giglio), la nostra simpatica a preparatissima guida turistica che, mi confessa, ogni volta non può non emozionarsi davanti a cotanto spettacolo.

Il confine turco è a poche centinaia di metri. Un tempo quel territorio era armeno. Infatti,  nei tempi andati  questo paese si estendeva fino al Mar Caspio e molte zone, ora turche e iraniane, appartenevano all’Armenia, oggi ridotta a soli 29.800 chilometri quadrati con una popolazione di tre  milioni di persone. Nel mondo gli armeni della diaspora sono oltre 8 milioni.

 

Photo © Armandk
Photo © Armandk

   Il Piccolo Ararat (Sis)
e il  Monte Ararat (Masis) 

 

LArmenia. Individuatela sulla carta geografica e la scoprirete incastonata tra la Georgia, il Mar Caspio, la Turchia, l’Azerbajan, l’enclave del Nagorno-Karabakh e lIran. Decidere di visitare l’Armenia senza prima conoscerne la storia sarebbe un delitto. Le vicende di questa nazione, ora  affrancata dall’ex Unione Sovietica, è cadenzata da drammi politici e catastrofi naturali, l’ultimo dei quali lo spaventoso terremoto del 1988, che non ha però fiaccato lo spirito di questa gente.

 

uno
uno

  

Oggi l’Armenia è al centro dell’attenzione mondiale per il ricordo del primo eccidio del XX secolo, perpetrato sotto il potere dei Giovani turchi, che costò la vita a 1.500.000 persone nei primi anni venti del secolo scorso. Nonostante le sofferenze patite e le preghiere inascoltate, rimarrete sorpresi nel constatare che ai visitatori non è mai negato un sorriso. “Tsavuht danem”, che letteralmente significa “Lasciami sopportare il tuo dolore” è uno dei loro saluti tradizionali.

Colpisce la povertà di questa gente. Non lasciatevi ingannare dalle luci della capitale Yeravan, dalle macchine lussuose che vi circolano, dall’eleganza delle belle donne, dai bei negozi e ristoranti. Pochi chilometri fuori città e non troverete che povertà. Una povertà accettata, sopportata e dignitosa, certo, ma sempre povertà. Nel 2003 il reddito mensile di un armeno era di 50 dollari, e la media della pensione ricevuta ammontava a poco più di 15 dollari. Oggi, forse, sarà di qualche dollaro in più.

  

b_450_0_16777215_00___images_BENESSERE_armenia_243-1.jpg

Una scena  comune lungo le
strade dei villaggi armeni

  

Perché un viaggio In Armenia? Ho parlato di viaggio e non di turismo perché l’uso di quest’ultimo termine mi parebbe riduttivo. L’Armenia merita un viaggio perché significa fare un balzo all’indietro nella storia dell’uomo. Occorre ritornare al IV secolo a.C. per veder emergere questo popolo della tribù di Hayk dal cui nome deriva il termine Hayastan, ovverosia Armenia. Nelle pianure ai piedi del Monte Ararat, e sulle sponde del Lago di Sevan, s’insediarono i primi armeni per  fondersi in una nazione guidata da un re.

 

 lago_sevan_2-300x225.jpg

Il lago di Sevan 
 

Secondo la tradizione furono gli Apostoli Bartolomeo e Giuda Taddeo a calpestare questo suolo evangelizzando il Regno di Urartu nel primo secolo, gettando così il seme per i futuri cristiani che sotto la guida di San Gregorio l’Illuminatore giunsero a proclamare il cristianesimo come religione di stato nel 301. 

Basterebbe la visione incomparabile dell’Ararat dal territorio armeno per qualificare questo viaggio. Ma sarà durante il peregrinare su questa terra che intuirete come non sia stato vano. Al ritorno in Italia l’emozione e la sensazione di aver visto e vissuto per qualche giorno con pathos l’Armenia, vi accompagnerà sicuramente per molto tempo. 

 

b_500_0_16777215_00___images_BENESSERE_armenia_183.jpg

Le Croci di pietra
 

Dove andare? Certamente a Yerevan, l’attuale capitale, fondata  all’inizio del 782 a.C. (ben prima di Roma) da Re Argishti I di Urartu. L’aspetto odierno della capitale, non certamente esaltante, è frutto del piano regolatore predisposto nel 1924 dall’architetto Alexander Tumanyan. Alcuni scorci della città però sono indimenticabili. Poco lontano da Piazza della Repubblica, il cuore della città, da non perdere la visione del monte Ararat che fa capolino attraverso le volte di un ponte.

  

b_450_0_16777215_00___images_CULTURA_97274804.exqapwf3.jpg

  Una visione notturna
della capitale Yerevan

 

Non potrete certo non visitare sulla collina di Tsitsrnakaberd, il Museo del Genocidio Armeno. Percorrete in silenzio il viale, fiancheggiato dal muro, con incisi i nomi delle comunità massacrate, e sostate silenti nel memoriale davanti alla fiamma eterna protetta da dodici lastre di basalto, inclinate e disposte in circolo. 

b_250_0_16777215_00___images_CULTURA_95414348.lytyaony.jpg

Il Museo
del Genocidio Armeno

 

Una visita merita sicuramente  l’istituto dei manoscritti antichi Matenadaran, e il monumento di Mair Haystan, la Madre dell’Armenia, dove la vista sulla città è incomparabile.

 

b_450_0_16777215_00___images_BENESSERE_ITALIA_armenia_068-1.jpg

Uno dei capolavori
esposti nell'istituto

 

 Impossibile non visitare una delle più importanti distillerie del mondo dove si produce un ottimo cognac. Anzi, forse il migliore a mondo! È tradizione offrire agli ospiti illustri tante bottiglie di cognac quanto il loro peso. Tutti ricordano ancora la visita del leader russo Boris Nikolajewitsch Jelzin...

  

b_450_0_16777215_00___images_BENESSERE_ITALIA_armenia_093-1.jpg

  

Ma l’Armenia non è solo la capitale Yerevan. Nel vostro girovagare non potrete certo mancare di visitare il tempio pagano di Garni, in stile ellenico, unico del genere in questa nazione.
 

b_450_0_16777215_00___images_BENESSERE_ITALIA_armenia_128-1.jpg

Il tempio pagano di Garni,
in stile ellenico.

 

Sono numerosissimii i monasteri sparsi sul territorio dellì'Armenia. Il monastero di Geghard  noto con il nome delle "Sette Chiese o della Lancia", conserva  la reliquia della lancia che ferì il costato di Gesù Cristo.

 

Photo © Ali Majdfar
Photo © Ali Majdfar

Il Monastero
di Geghard

 

Splendida la visione del paesaggio dal Lago Sevan, a 2.000 metri di quota, e delle vicine chiese a Noraduz con una quantità enorme di pietre croci.

Il già citato monastero a Khor dove fu tenuto prigioniero San Gregorio L'Illuminatore e la vista sull’Ararat saranno incancellabili dalla vostra memoria. Altrettanto indelebile la visita al monastero di Noravank (XII-XV secolo). 

 b_450_0_16777215_00___images_CULTURA_noravank_monastery_photo_-_mociex5_photos_at_pbase.png

Il Monastero
di Noravank (XII-XV secolo)

 

 Lasciate per ultimo la Città Santa di Echmiadzin (è scritto anche Ejmiatsin o Etchmiadzin). È il Vaticano della Chiesa Apostolica Armena. Qui Surp Grigor Lusavorich, ovvero San Gregorio l' Illuminatore, fece costruire la prima Myr Tchar (Chiesa Madre dell’Armenia). Mi auguro che il giorno della vostra visita in questo bellissimo posto sia la domenica. Questo per poter assistere alla Sacra Liturgia, accompagnata da canti che difficilmente dimenticherete. Se siete fortunati a celebrare la Sacra Liturgia potrebbe essere l’attuale  Katholikòs  Karekin II. 

  

Karekin II
Karekin II

Il Katholikòs  
Sua Santità Karekin II 

 

Proprio nella cattedrale di Echmiadzin il 27 settembre del 2001 Giovanni Paolo II e Karekin II firmarono una dichiarazione comune nella quale il massacro degli armeni fu definito “Il primo genocidio del XX secolo”. In Armenia il 90% fa parte della Chiesa Apostolica Armena, mentre un 10% è cattolico. Le relazioni con il Vaticano sono, comunque, ottime.

 

     Photo © Xavi Barneda
Photo © Xavi Barneda

                                                                                                                 

 Quando tornerete in Italia e vi chiederanno dove siete stati, dite che siete reduci da un viaggio in Armenia. Poi guardate l’espressione del vostro interlocutore.

Sicuramente noterete sul suo volto una chiara espressione d'invidia. È logico. Non avete visitato una nazione qualunque. Al ritorno in patria vi occorreranno molti  mesi per sedimentare tutti i vostri ricordi. E la vita intera, forse, per dimenticare questa terra. 

Link Correlati 

Con chi andare: Columbia Turismo

Prima di partire per l'Armenia ricordatevi di comunicare
al Ministero degli Affari Esteri italiano il vostro itinerario.  

Documenti, prego! 

Consulta la nostra pagina dedicata all'Armenia. Viaggerete informati.

Per raggiungere l'Armenia l'aereo è il mezzo ideale.

Consultate la nostra pagina: Io parto in Aereo...

Per non smarrirsi nel mondo basta un clik!

1. Video

2. Video 

3. Video

4. Video

5. Video

6. Video

FACEBOOK

Il Gazzettino del Viaggiatore è su Facebook!

Giacomo Danesi è su Facebook

Magazine di Turismo e varia umanità.
Direttore Responsabile Giacomo Danesi