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Sulle orme della Maddalena





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di 

Mario Bussoni

 

Maria Maddalena: nei secoli, la sua figura è apparsa, enigmatica, nei Vangeli apocrifi e gnostici. Nell'ultimo decennio ha scatenato un interesse addirittura morboso con il Codice da Vinci di Dan Brown, best seller in tutto il Mondo. 

Quest’ultimo, riprendendo leggende medievali e saggi più o meno attendibili quali  Il Santo Graal e L’eredità messianica di Michael Baigent, Richard Leigh e Henry Lincoln,  sostiene che il Sacro Graal non sarebbe altro che il Sang Réal, ossia il sangue dei discendenti di Gesù Cristo e di Maria Maddalena, sua moglie o compagna, capostipiti della dinastia merovingia.

 

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Luca Signorelli
:Santa Maria Maddalena 1504 circa,

Tempera su tavola cm. 178 x 117 

 

Come se tutto ciò non bastasse, da qualche tempo a suscitare un’ulteriore attenzione sul  personaggio ci si è messo anche il cinema.  Dopo Jesus Christ Superstar (1973), tratto dall’omonimo musical e interpretato da Yvonne Elliman e Gesù di Nazareth (1977), diretto da Franco Zeffirelli e con Anne Bancroft,  è stata la volta di La passione di Cristo (2003) per la regia di Mel Gibson, con Monica Bellucci e quindi il Mary di Abel Ferrara, premio speciale a Venezia, con Juliette Binoche, dove la protagonista, dopo avere interpretato il ruolo di Maria Maddalena, ne era da  questo rimasta ossessionata.  E non era ancora finita. In contemporanea mondiale, usciva il film Codice da Vinci, per la regia di Ron Howard, con Tom Hanks e Audrey Tautou.

La storia di Maria Maddalena, apostola degli apostoli, che ancor oggi tiene banco è per certi versi avvolta in buona parte nel mistero. In nessun altro luogo, la devozione per lei è così straordinariamente sentita come in Provenza.

Secondo una leggenda, presumibilmente nel 47 d.C. (o nel 44), in fuga dalla Terrasanta e una volta imbarcatasi su una nave senza vela e senza remi, la Santa aveva raggiunto Saintes-Marie-de-la-Mer. Varie versioni la vogliono, tra gli altri, accompagnata dalla sorella Marta e dal fratello Lazzaro, oltre che da Maria Jacobé, Maria Salomé e Giuseppe di Arimatea e infine accolti da Sarah l’egiziana. 

 

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L'interno della chiesa
di Saintes-Marie-de-la-Mer

 

Dopo avere evangelizzato la Provenza, Maria Maddalena aveva passato 33 anni (o 17) in preghiera e penitenza in una grotta, più tardi chiamata la Sainte-Baume (dal provenzale baumo, caverna). Mille anni prima, vi si era invece rifugiato Jacques di Carté, uno dei costruttori del Tempio di Salomone. Perseguitato dai discepoli del rivale Soubise,  era stato assassinato a tradimento da uno dei suoi garzoni.

Tant’è che il raggiungere la grotta, oltre che segno di devozione è inteso da molti anche come un percorso esoterico. Ed è meta dei Compagnons du tour de Françe che, come un tempo, compiono il pellegrinaggio a conclusione del loro addestramento professionale, iniziatico e spirituale.

 

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La Grotta


Per secoli, la Sainte-Baume era stata comunque uno dei luoghi di culto più noti dell’Occidente. Anche ai giorni nostri, tutto ciò che la circonda concorre a conferirle un aspetto e un carattere sacri e misteriosi: la maestosità della montagna, vera e propria curiosità geologica (il versante nord è una rude falesia) e  la foresta “reliquia”,  oscura, unica, sorprendente e inquietante.

 

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L'imponente montagna francese

 

Nell’antichità (la presenza dell’uomo è attestata sin dal Paleolitico), essendo oltretutto l’intera area attraversata da energie, Greci, Liguri, Druidi, Celti e Romani l’avevano via via innalzata a luogo di culto dedicato agli dei.

“C’era un bosco consacrato che non era mai stato profanato e con i suoi rami abbracciava un’aria tenebrosa e ombre gelate, impenetrabile al sole. Non era un posto occupato dai pan, silvani, maestri della foreste o ninfe, ma da santuari degli dei pagani”, aveva scritto il poeta latino Marco Anneo Lucano in Pharsalia (I Secolo d.C.).  

Inoltre, si riteneva che gli dei punissero con la morte chiunque avesse osato abbattere gli alberi sacri. Giulio Cesare, che si era attirato addosso una tale maledizione,  di lì a poco tempo sarebbe infatti morto tragicamente. 

Dopo che, nel 380 d.C. sotto l’imperatore Teodosio I il Grande, il cristianesimo  era stato considerato religione di stato, ecco la Sainte-Baume diventare una frequentatissima meta. Verso il 415 Jean Cassien, proveniente dall’Asia minore, vi fondava infatti un priorato. Nel 590 Maria Maddalena veniva tuttavia  presentata (falsamente) da papa Gregorio I Magno come una prostituta pentita. Ma, a partire dal VIII Secolo, essa si proponeva come un modello di ascetismo femminile.

 

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Papa Gregorio I Magno
 

Nell’816 la Sainte-Baume vantava quale primo visitatore papa Stefano VI, seguito da Giovanni VIII (873). Tuttavia, era dall’XI Secolo in avanti che il culto di Maria Maddalena si radicava particolarmente. La Legenda aurea, opera del XIII Secolo dell’arcivescovo domenicano di Genova Jacopo da Varazze, sosteneva oltretutto che la Santa era di stirpe reale, facente parte dell’estinta tribù di Beniamino. Mentre Francesco Petrarca la definiva a sua volta “Dolce amica del Signore”.

La prima rivendicazione dei resti mortali della Santa avveniva comunque nel1096 a Vézelay, dove sorgeva una chiesa, importante tappa lungo la via di pellegrinaggio verso Santiago de Compostela. Ma, la Sainte-Baume continuava egualmente a essere frequentata. Nel 1117 si spargeva oltretutto la voce di come un nobiluomo italiano fosse miracolosamente guarito, dopo una visita.

 

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Francobollo emesso dalla Poste Francesi per la
serie delle basiliche e chiese sull'itinerario del
Camino de Santiago de Compostela.
Riproduce la basilica di Vézelay

 

Nel 1248 vi sostava il francescano Fra Salimbene da Parma, che ne redigeva un dettagliato resoconto. Nel 1254 arrivava invece il re Luigi IX (San Luigi), di ritorno dalla crociata in Terrasanta. Vézelay cadeva comunque in disgrazia, quando nel 1279  si  spargeva la voce che i resti mortali di Maria Maddalena erano stati ritrovati a Saint-Maximin, nascosti nel 716 nella cripta dentro la tomba di alabastro di San Sidonio, per proteggerli da eventuali  incursioni saracene. 

Il merito era del principe di Salernes, in seguito Carlo II d’Anjou, conte di Provenza e re di Napoli e di Sicilia. Grazie a questo avvenimento, il pellegrinaggio a Saint-Maximin e a la Sainte-Baume si imponeva in tutta Europa, sino a diventare, dopo quello di  Roma e di Santiago de Compostela,  tra i più popolari dell’Occidente. Nei secoli,  l’intera area di culto, Saint- Maximin e la Sainte Baume, era e sarebbe stata mantenuta da diversi ordini religiosi: Cassianiti (415-1079), Benedettini (1079-1295) e Domenicani (nel 1295, su richiesta di Carlo II al papa Bonifacio VIII,  ai giorni nostri).

Nello stesso tempo, per ordine di Carlo II, sopra il sepolcro ritrovato di Maria Maddalena veniva innalzata la basilica di Saint-Maximin, opera gotica in 3 navate e 9 campate di Pietro d’Agincourt, lunga 73 metri, larga 37 e alta 29. I lavori sarebbero stati ultimati nel 1532.

 

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L'interno della Basilica.
Sullo sfondo il grande organo

 

Vi si ammirano oggi, la splendida architettura gotico-provenzale dell’esterno e l’interno elegante e slanciato, il grande organo, costruito da Jean  Isnard e la cattedra di Louis Gudet, entrambi del XVIII Secolo. Ma, ovviamente, è la cripta gallo-romana (IV Secolo) a catturare ogni interesse. Essa, conserva infatti il sarcofago in marmo di Maria Maddalena, la terza tomba del Mondo dopo quella di Gesù a Gerusalemme e di San Pietro a Roma.

 

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Il sarcofago con i
resti di Maria Maddalena

 

Un reliquario in bronzo dorato (XIX Secolo) rappresenta quindi 4 angeli che sollevano il cranio della Santa, mentre un tubo di cristallo racchiude il Noli metangere (Non mi toccare, la frase rivolta da Gesù a Maria Maddalena nel momento della Resurrezione): un lembo di carne trovato sull’osso frontale della Santa dove, quello stesso giorno, si dice Gesù avesse posto il dito.

Quanto alla Sainte-Baume, per accedervi occorre salire 150 gradini che ricordano le 150 Ave Marie del Rosario e i 150 salmi di Davide. All’interno, si notano la bianca statua di Maria Maddalena portata in volo dagli angeli e numerose altre sculture. Una foresteria accoglie infine tutto l’anno pellegrini e visitatori.

 

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Maria Maddalena
con gli angeli

 

La strada per arrivarci alla Saint-Baume, ribattezzata Chemin des Rois (Cammino dei Re), parte da Nans le Pin e prosegue sino al Saint Pillon, dove la Santa aveva incontrato San Massimino, poi vescovo di Aix. Disseminati lungo il percorso si trovavano un tempo 7 oratori, rappresentanti la vita di Maria Maddalena (oggi ne restano 4).

Tra i reali in visita (non meno di 18)  si contano: Luigi XI, XII XIII, XIV, XVIII,  Francesco I, la regina Claudia, Luisa di Savoia, Caterina de’ Medici con il figlio Carlo IX e il futuro Enrico IV e Anna d’Austria.

Tra i Santi: San Vincenzo Ferrier, Santa Caterina da Siena, Santa Giovanna da Chantal, Santa Brigida di Svezia, San Giovanni Battista de la Salle, San Vincenzo da Paola, San Benedetto Labre, oltre a quasi tutti i papi di Avignone.

 

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