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Il Camino de Santiago de Compostela




 

Sulla Strada del Pellegrino
alla ricerca della meta

 

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  di 

Padre Franco Ghezzi
(O.F.M.)

 

"Dobbiamo andare e non fermarci
finché non siamo arrivati. Dove andiamo?
Non lo so, ma dobbiamo andare."

Jack Kerouac

  

Roncesvalles, Zubiri, Pamplona, Puentela Reina, los Arcos, Logroño, Najera, Cebreiro, Triscastela, Portomarin, Melide, e, finalmente, Santiago de Compostela!

E' la fine o é l’inizio, dopo quasi 800 chilometridi marcia? Siamo arrivati, o possiamo andare ancora un po’ più in là? Per la verità, ci sono altri 80 chilometri per arrivare  fino a Finisterre, sulla “Costa da morte ”, dove i pellegrini medioevali bruciavano i loro laceri vestiti per purificarsi nelle acque dell’oceano e raccogliere la conchiglia, a conferma dell’ avvenuto pellegrinaggio. Ora questo andare passo dopo passo, che mi ha impegnato per tanti giorni, é veramente finito o inizia un nuovo percorso?

 

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La traccia...

 

Quando ho iniziato questo cammino, il cammino francese per Santiago di Compostela, ho avuto subito nitida l’impressione del cammino della vita, della parabola dell’uomo sulla terra. C’é una strada e c’é una meta; ognuno alla ricerca del suo stile e della sua forma di realizzare il tutto.

 

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In cammino...

 

Eravamo centinaia, di tutti i paesi e di tutte le razze, di ogni età e di ogni credo. Ognuno con dentro le sue storie e le sue ferite, i suoi sogni e le sue ambizioni. Giovani e anziani, uomini e donne. Tutti alla ricerca del proprio ritmo e del proprio passo, della maniera più congeniale di andare e camminare. Tutti  adattando il  programma, perché é la strada (come la vita) che detta legge e ti aiuta a concretizzare ciò che hai messo sulla carta o hai in testa.

Si trovano compagni di viaggio per un giorno o per una settimana, per un’ora o per una notte in albergo, per un momento di riposo sul prato o nella ricerca del menù del pellegrino più conveniente.

 

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Verso la meta...

 

Ci si vede oggi e ci si ritrova quasi sempre, sorpresi e sorridenti dopo 15 giorni, più avanti nel cammino. Si vorrebbe proseguire con qualcuno a fianco, la cui simpatia ci ha catturato sulla strada, ma il passo (quasi sempre) é tanto differente, e bisogna salutarsi, accettando di camminare ognuno con il proprio passo.

Si vorrebbe stare con i compatrioti che si incontrano, pensando che siano molto simili a noi,  ma poi si finisce per stare con coloro che pensavamo lontanissimi per cultura e interessi. E' proprio la parabola della vita, il cammino di Santiago.

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Il ristoro...

 

Conosci te stesso”, era il grande invito dell’oracolo di Delfi, ed é il senso del nostro esistere. Non si fa nulla di sensato se non si impara a conoscersi e accettarci. Quante volte lo ripetono anche gli "strizzacervelli ! Il cammino ti obbliga a tutto questo ed ad altro! A conoscere e ad accettare i limiti del proprio corpo, per esempio, che ogni tanto fa le bizze (un’infiammazione, una tendinite, una vescica, o semplicemente, la stanchezza!).

 

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Poveri i miei piedi...

 

Conoscere e scoprire l’essenziale, perché nello zaino non puoi avere tutto (10 chili, dopo 8 ore di cammino, cominciano a pesarti sulle spalle). Conoscere, scoprire e accettare l’altro nella sua diversità e anche nelle sue “puzze”, perché dormire in 80, 100 persone in un’ unico stanzone non capita tutti i giorni!. Conoscere e scoprire la tua fame più profonda, quella dello spirito, quella dell’anima.

 

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La precedenza...

 

Perché dopo tanti chilometri e chilometri, in una giornata torrida, con il sole a picco, ti domandi: “Ma che cavolo sto facendo? Ma perché?”. Forse a questo punto ti rendi conto che c’é una dimensione spirituale, contemplativa, mistica, ... di fede, che esige una risposta.

 

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Che questo cammino
sia la parabola della vita?

 

Si può scoprire che l’uomo non é solo colui che ha smesso di essere scimmia per essere sapiens, colui che fa cose splendide e anche, a volte, tante cavolate; che é turista e nomade su questa terra. Si può scoprire che l’uomo é un pellegrino: ha un punto di partenza e un punto di arrivo, e l’arrivo non é qualcosa ma qualcuno. Come dicono gli spagnoli, potrebbe essere “El señor Santiago”.

 

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Il Pellegrino...

 

Come dite? Non sarà, per caso, che siamo tutti tanto agitati e stressati, perché abbiamo dimenticato la meta? Viviamo senza meta, senza un punto d’arrivo. Allora capita, come fanno i ragazzini quando vanno in montagna e non conoscono il punto d’arrivo, che ci sediamo, tiriamo fuori tutto quello che abbiamo nello zaino e ce lo gustiamo. Quasi sempre accompagnando il tutto con un sonoro: "E chi se ne frega della meta”.

 

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Santiago de Compostela
può attendere...

 

Ho il fondato sospetto che questa esperienza mi abbia insegnato che  non siamo noi che facciamo il cammino ma é lo stesso cammino che, passo dopo passo “ci va facendo”. Ma tutto questo non é  forse la vita di tutti i giorni, non é l’insegnamento che,  anno dopo anni, apprendiamo dal nostro essere pellegrini su questa terra?

 

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Ci siamo?

 

Vorrei concludere con due parole, antiche e stupende, che, sul cammino di Santiago, si ripetono da secoli tra i pellegrini, sussurrandole quasi fossero un codice segreto; cantandole come fossero una nenia che ritma i passi.

Ultreya! traducibile più o meno con “avanti! piú oltre”, è l’augurio tra pellegrini. Con la scoperta che la fine del viaggio, come dicevo all’inizio, non è Santiago e neanche Finisterre, ma più avanti. Perché c’é un “oltre ciò che so, che conosco, che ho scoperto, che ho visto, che ho toccato e fotografato, c’é un oltre che mi attende: qualcosa e “Qualcuno ” che piú in lá mi chiama. Ultreya!

        

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I timbri sul percorso...

 

Suseya! “in alto”. È la risposta del pellegrino a chi lo saluta e incoraggia con Ultreya! Suseya, Deus adiuva nos! Sí, perché si scopre sul cammino, come nella vita, che ci sono momenti dove sperimentiamo una forza strana, una presenza divina che ci carica, ci spinge oltre le nostre forze. E, dopo ci domandiamo: “Ma come ho fatto a farlo! ”.

 

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La "Compostela"

 

Ecco, io penso che la vita è sempre “oltre ” e un pò più “in alto ”.

 

 Link correlati

 

La nostra imperdibile pagina
sul Cammino de Santiago de Compostela

 

Dove siamo nel Mondo                          Documenti prego!

La salute in viaggio                               Io prima di partire mi assicuro

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Il Libro...

 

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Sulla scia di Santiago – Un viaggio di scoperta e cambiamento
a cura di Andrea Alesci – Prefazione di Charlie Cinelli
La Compagnia della Stampa – Massetti Rodella Editore.

 

Altre pubblicazioni

 

 

Guida al Cammino di Santiago de Compostela in bicicletta – di Mariacarla Castagna e Riccardo Latini. Oltre 800 chilometri da Roncisvalle a Santiago. I percorsi, le tappe, gli ostelli e tutti i riferimenti utili per le due ruote.
Terre di Mezzo Editore – Terza edizione aggiornata.

 

Una guida, due Cammini:
- Il cammino della costa noto anche come Cammino del Nord.
- Il cammino Primitivo (da Oviedo a Melide) – di Riccardo Latini -
(edizioni Arti Grafiche Colombo – Milano // www.agc.it)

 

 

 

Magazine di Turismo e varia umanità.
Direttore Responsabile Giacomo Danesi