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Corsica l'isola più verde del Mediterraneo




 

“Ho il forte presentimento che un 
giorno quest’isola stupirà l’Europa”

Jean-Jacques Rousseau
 

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di Mario Bussoni

 

“Ho il forte presentimento che un giorno quest’isola stupirà l’Europa”, scriveva il letterato e filosofo Jean-Jacques Rousseau. Tradotto in termini meramente turistici, questo motto permette di affermare oggi che la Corsica può  ancora riservare piacevoli sorprese.

Terra appassionata e avvincente, essa è tuttavia incapace di usare mezze misure. Così come i suoi indocili, orgogliosi  e tenaci abitanti, che si sentono soprattutto corsi ben prima di essere francesi (oltretutto parlano una lingua che è una sorta di dialetto italiano) e non intendono scoprirsi mediterranei.

 

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Il monumento al
corso
Napoleone Bonaparte

 

Una predisposizione d’animo, quest’ultima, che li fa rimanere agganciati al mito di Pasquale Paoli, il “babbu di u patria”, ossia il padre della nazione corsa, l’unico personaggio storico che sia riuscito a garantire l’indipendenza all’isola, sia pure dal 1755 al 1769. Le immagini che balenano davanti agli occhi, non appena sbarcati a Bastia,  si susseguono come in un caleidoscopio magico. E sono tutte  suggestive. Il borgo è tipicamente “italiano”, con le case alte e caratteristiche, che strapiombano verso il mare. 

 

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Bastia: un vicolo della città antica

 

Puntando a sud, la natura è autentica e diversa nel suo imprimere nell’animo sensazioni decise, mentre ogni colore va man mano a assumere anche quel qualcosa in più di irruente e di fiabesco,  che tanto piaceva al pittore Henri Matisse, nell’ispirarlo al fauvisme.  

 

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Henri Matisse: Paysage de Corse 
Gallery: Bordeaux Musée des beaux arts

 

 In giro, la gente è dignitosa,  chiusa in se stessa sino a sembrare scostante oltre che diffidente sia per natura, che per carattere e storia. Ma, ha un grande pregio: quello  di considerare sacra l’ospitalità. 

Ed ecco il mare. “Immobile, d’un azzurro intenso, come coagulato e indurito nella luce ardente che scendeva dal sole, si spiegava sotto il cielo infinito, colorato di un celeste quasi esasperato”, raccontava Henri Albert Réne Guy de Maupassant. Chilometri di costa offrono ovunque scorci incantevoli. Puntando in direzione di Porto Vecchio,  persino il vento  sembra richiamare l’attenzione del turista. Spazzando i ciuffi verdi della macchia mediterranea, accarezzando le chiome verde argento degli ulivi  e spazzolando i mantelli dei radi gregge di pecore.

 

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Il vecchio porto

 

Spesso, la strada  costiera è tortuosa e sofferta. Ma, ogni tanto, il panorama si addolcisce e, sul mare,  crea un piccolo golfo, il più delle volte rifugio di barche.

Nei pressi del borgo di Aléria, che oltretutto vanta i resti di terme romane, sorge una struttura di pregio:  quella (naturista) di Riva Bella, dove si trova anche una spa, un centro benessere e antistress con piscina, sauna, bagno turco, massaggi etc., oltre che una spiaggia sabbiosa e immensa. All’Etang de Diane (Stagno di Diana),  nello chalet sull’acqua Aux coquillages de Diana, servono invece ottimo pesce, ostriche e ogni sorta di frutti di mare. Per le sue prelibatezze, il  luogo era già noto ai tempi del Pretore (42 a.C) Claudio Nerone Tiberio.

 

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Più a sud,  a Ghisonaccia e a Marina di Pinarello,  sorgono a loro volta,  mimetizzati tra il verde intenso, 2 Eurotravel style residence, che offrono vacanze di ottima qualità, assistenza e formula club e, per date concordate, anche il traghetto Corsica Ferries gratuito sia per l’andata che per il ritorno. 

A questo punto, vale la pena lasciare il mare e addentrarci nell’interno.  Alcuni minuscoli e raccolti borghi sono rallegrati da fiori e da case dipinte, mentre valli boscose si inerpicano lungo la montagna, tra torrenti d’acqua limpida. Un tempo vi pulsava la vita. Ma, oggi la maggior parte dei suoi abitanti si è spostata sulla costa, richiamata dal turismo.

 

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I corsi,  anomali rispetto agli altri popoli del Mediterraneo, hanno sempre preferito la terraferma all’acqua. Poiché, un tempo, predoni, pirati e invasori di ogni genere arrivavano dal mare. Le fiere montagne “alpine e dolomitiche” di granito, porfido e gneiss,  sono inoltre per lo più ricoperte da una folta vegetazione (la Corsica è l’isola più verde del Mediterraneo).

 

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Corsica: un paese all'interno dell'isola

 

Italo Calvino, che nelle giornate di bel tempo dalla sua casa in Toscana scorgeva il profilo della Corsica con i suoi picchi più innevati, l’aveva paragonata a un bastimento carico di monti.

Isola ruvida, essa intervalla pini, lecci, castagni, querce da sughero dalla corteccia rosso-marrone, larici, eucalipti, ulivi e vigne  dalle quali nascono robusti vini Aoc (Appellation d’origine controlée).  E poi, macchie mediterranee dai profumi inconfondibili: ginepro, asfodelo, cisto, lentisco, corbezzolo, salsapariglia, mirto, rosmarino e lavanda. 

 

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Spiagge piatte dalla sabbia finissima e bianca si alternano qui e là a coste rocciose. Mentre il mare, quasi per un incantesimo tropicale, vanta sfumature che vanno dal turchese al verde giada. E, sul fondo trasparante,  riverberano anemoni, gorgonie e coralli.

 

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Come andare: Corsica-Sardinia Ferries

Dove soggiornare: al Riva Bella

Dove mangiare:
L’Etang de Diane - Aux coquillages de Diana 

 

Giacomo Danesi, direttore
del Magazine, è socio Neos.

http://neosnet.it/

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Magazine di Turismo e varia umanità.
Direttore Responsabile Giacomo Danesi