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Mosca tra presente e futuro




MOSCA TRA PRESENTE
E FUTURO 

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 di
Giacomo Danesi
 

 

Una cosa voglio sia chiara: Mosca non è la Russia, per fortuna. Questa megalopoli di oltre 12 milioni d'abitanti, due dei quali clandestini, ha quasi totalmente perso i tratti di una città come noi italiani comunemente la intendiamo.

Uno strano connubio tra il vecchio comunismo e l’attuale capitalismo più becero sta modificando, anzi, ha già modificato non solo il paesaggio, ma soprattutto gli abitanti moscoviti. Anno dopo anno la città cambia in maniera esponenziale. Strade a 12 corsie non bastano a sopportare un traffico caotico, dove per percorrere 500 metri possono non bastare 40 minuti! Ma soprattutto è cambiata la gente.

 

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 Il traffico a Mosca
nelle ore di punta

 

Della cortesia, generosità e simpatia del popolo moscovita non esiste quasi più traccia. La situazione è talmente grave che alcuni anni fa il sindaco di Mosca inviò a tutte le famiglie moscovite una lettera, nella quale si invitava i concittadini a essere più educati e disponibili verso i turisti.

A questo punto il lettore si chiederà perché andare a Mosca ma, soprattutto, cosa troverà lassù. Semplice. Motivi ce ne sono a iosa. In primis occorrerà documentarsi sulla storia della Russia e, dunque, anche di Mosca.

 

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Mosca: La Cattedrale di
Cristo sul fiume Moscova

 
Con la fantasia, non appena messo piede in città (magari in una giornata piovosa, autunnale o con la neve) cercherà di immaginare com’era l’anima, il paesaggio di questa città nonostante tutto ancora oggi affascinante.

Dopo aver immaginato potrà finalmente iniziare il “pellegrinaggio” in quei luoghi dove nel secolo scorso ha albergato, e forse c’è tutt’ora, la storia.

Prima tappa: La Piazza Rossa (Krasnàja Ploscad), che si estende ai piedi delle mura del Cremlino sul lato orientale. Qui la nomenklatura russa, appollaiata sopra un edificio di colore rosso e nero, ovvero il mausoleo di Lenin (Vladimir Il'ič Ul'janov), assisteva alle immense parate militari in voga qualche decennio fa.

 

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La Piazza Rossa
 

Tutti, immagino, ricorderanno le inespressive maschere facciali di Leonìd Il'ìč Brèžnev, Aleksej Kossighin (Alexei Nikolayevich Kosygin), Nikolaj Viktorovich Podgornij, Konstantin Ustinovič Černenko quando salutavano la folla.

Alcuni di loro riposano ai piedi delle mura del Cremlino, altri come Nikita Krusciov (Nikita Sergeevič Chruščëv), Podgornij e Andrei Andreevic Gromyko giacciono dietro il Monastero di Novodevici, non lontano dalla Moscova.

Fu grande l’emozione in quel cimitero nel passeggiare tra le tombe dove riposano anche Anton Pavlovič ČechovRaisa Maksimovna Gorbačëva, e tanti altri. In vita inavvicinabili, ora sono lì sepolti nella nuda terra ai vostri piedi.

 

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La tomba di
Nikita Sergeevic Krusciov

 

Tornando alla Piazza Rossa, con la cattedrale di San Basilio a farle da sfondo, mi fece sensazione notare un grande palco dove potenti altoparlanti diffondevano musica rock. Un'autentica profanazione alla storia!

 

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La Cattedrale di San Basilio
sulla Piazza Rossa

 

Il Cremlino. Oltre quelle famose mura, il rumore delle strade si placa e i passi risuonano sull’asfalto che costeggia alberi da frutta, fiori e abeti. Impossibile da queste poche righe descrivere quanto visto lì dentro.

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Una splendida visione del Cremlino
visto da un ponte sulla Moscova 
 

Inaspettata e grande il mio pathos una decina di anni fa quando, dalla Chiesa delle Deposizione della Veste, un tempo cappella privata prima dei metropoliti, poi del patriarca, vidi apparire sulla porta la ieratica figura del Patriarca di Mosca e di tutte le Russie Alessio II (Aleksej Mikhajlovič Ridiger).

Le Chiese, l’Armeria e altre bellezze racchiuse tra le mura del Cremlino lasciano esterrefatti lo spettatore.
 

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 Alessio II Alessio
Patriarca di Mosca e di tutte le Russie  
scomparso nel 2010  

 

Un grande pensatore affermò che la stupidità consiste nel lasciarsi sorprendere. Ebbene Mosca vi sorprenderà in ogni suo angolo. Come la metropolitana, per esempio.

Vi sembrerà curioso, ma dopo aver visitato le sue stazioni vi convincerete che è forse stato un sogno. Mai vista tanta magnificenza d'opere d’arte, stucchi, marmi e quant’altro. La sua storia è la storia della Russia.

 

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Uno scorcio della
metropolitana moscovita

 

Ad una ottantina di chilometri dalla città, ecco Serghjev Posad, il Monastero della Trinità, uno dei quattro monasteri principali della Russia, con il Seminario.

Una visione da incanto. E, occorre dirlo, da queste parti anche la gente è diversa, con una grande umanità e una gran voglia di manifestarla.

 

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Serghjev Posad:
                   il Monastero della Trinità
                       

 

Il Bol’soj, il battello sulla Moscova, le fortezze varie, le stupende cupole delle chiese sparse su tutto il territorio della capitale moscovita, i monasteri ed una atmosfera particolare, soprattutto nelle giornate grigie e piovose, vi faranno rimpiangere di non aver fino a ora visitato Mosca.

La metropoli ha totalmente cambiato vita nel giro di pochi lustri. La sua atmosfera non quella del decenio scorso. Mosca, comunque, non vi deluderà. Di certo quando ve n'andrete, avrete netta la sensazione di aver per alcuni giorni respirato la storia.

Il periodo migliore per visitarla? L’inverno, senza dubbio, seguita dall’autunno. Il freddo polare? Basta coprirsi bene e non ci sono problemi.

 

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 La capitale della Russia
a fine marzo...


Vi sconsiglio di andarci da soli. E’ assolutamente necessario essere in gruppo. Perché spesso anche dove alberga il bello, troppe volte si annida anche la più truce delle insidie.

   

INFO:  Consolato Generale della
          Federazione Russa a Milano



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Giacomo Danesi, Direttore del Magazine
Il Gazzettino del Viaggiatore, è socio Neos.

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