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(2) Tolosa: una tappa sul Camino di San Giacomo de Compostela




 Tolosa: una tappa sul
Camino di San Giacomo
de Compostela

 di
Giacomo Danesi

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Tolosa: risveglio mattutino...
  
Photo ©Raphaël Crochet

Tolosa - Il recente viaggio, con destinazione finale Lourdes per il Primo Spiritual France, nei giorni 2-3 Ottobre 2016 - Salone professione per il Turismo Spirituale - , organizzato da Atout France, in collaborazione l'Ufficio del Turismo di Lourdes, è stato preceduto da un tour con tappe a Tolosa, Rocamadour, Cahors, La Romieur, Condom, Lectuoure e ad Auch in Guascogna.

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Tolosa è stata la prima città, appunto, che abbiamo visitato con numerosi colleghi provenienti da tutto il mondo. Splendida città! Capoluogo delle regione Occitania, o meglio del Midì Pyrénées, nel dipartimento dell’Alta Garonna, fiume del quale è attraversata, è con i suoi quasi 500 mila abitanti la quarta città più popolata di Francia, dopo Parigi, Marsiglia e Lione.

L’appellativo di “Città Rosa” gli sta a pennello visto il colore rosa dominante del quale si adornano i suoi edifici.

 

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Lo stemma della Città di Tolosa

 
Bellissimo il suo stemma con nel Capo il “Seminato di Francia”, e all’interno a sinistra e a destra il castello e la cattedrale; al centro l’agnello pasquale con la famosissima “Croce Occitana”.

Sul giglio in araldica vi rimando a questo link. Vi ricordo che prima del XV secolo nello stemma di Francia nello stemma di colore azzurro era "seminato di gilgi d'oro"; dopo il XV secolo era sempre d'azzurro ma con "tre gigli d'oro."

Nella bandiera di Tolosa, ecco la famosissima Croce Occitana, conosciuta anche come croce di Tolosa, croce del Languedoc, croce Catara o croce Occitana, appunto, che appare ufficialmente nel 1211 sul sigillo della Contea di Tolosa.

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Sigillo di Raimondo VI Conte di Tolosa (1156-1222)
Sullo scudo appare la croce d'Oc e, sulla destra, la stella.

Sarà bene ricordare che Tolosa era ed è tappa di una delle quattro vie del Camino francese verso Santiago de Compostela. Infatti, arrivando da Arles e da Saint-Gilles, proseguendo verso ovest per Saint-Huilhem-le-Desert e Castres si raggiunge Tolosa. “Quattro vie conducono a San Giacomo”: così si legge sulla “Guida del Pellegrino" di Aimery Picaud, datata 1130. Le quattro vie partivano da Tours, Vèselay, da Puy d’Auvergne e da Saint-Hilles in Provenza, appunto.

Nella piazza centrale della città nel giorno della nostra visita era in programma ammirare il “Capitolium” - la grande piazza centrale – dove si stava svolgendo una manifestazione militare con soldati in armi.

Spiccava tra i soldati il reparto della Legione straniera con in capo il tradizionale “Kepì”. Di grande emozione gli “onori alla bandiera” con l’esecuzione dell’inno francese: “La Marsigliese”, in un silenzio irreale.

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La splendida piazza del "Capitolium"
Le Capitole © D.Viet

Poco lontano, percorrendo una stretta via (le vie del centro sono quasi tutte molto strette), ecco alla fine della stessa la bellissima basilica di San Saturnino.

La basilica è la più grande chiesa romana d’Occidente. Patrimonio dell’Unesco dal 1998, tappa fondamentale del Camino di San Giacomo e Monumento storico di Francia dal 1840, è stata costruita sulla tomba del santo, martire e primo vescovo di Francia. 


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                                  La pianta delle celebre
                                       basilica francese


La basilica, costruita su pianta a croce latina, è un raro esempio di costruzione nella quale sono raccolte tutte le espressioni dell'arte romanica. La magnificenza delle strutture architettoniche, abbinato alle incredibili sculture opere del maestro Bernanro Gilduino, affinacati a quel che resta degli affreschi, lasciano sbalordito l'incantato spettatore.

Impossibile elencare tutte le bellezze che scoprirete al suo interno: dalle navate al transetto, dall'organo al coro, è tutto un sussegursi di tesori dell'arte.


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 Baldacchino con tomba di S. Saturnino,
                     iscrizione OSSA SANCTI SATURNINI, 1718-59
                              Basilica di S. Saturnino (Saint-Sernin)


Da non mancare la visita al deambulatorio, dove nelle cinque cappelle radiali potrete compiere il Tour des Corps Saints (Giro dei Corpi Santi). Ammirerete una successione di reliquiari di incomparabile ricchezza e bellezza scolpiti in legno dorato.

I reliquiari contengono numerose reperti anatomici di santi che hanno reso celebre questa basilica. Reliquiari li troverete anche nella cripta che si estende sotto il coro e che vi introdurrà al deambulatorio.

Ma a Tolosa la cosa che più mi ha affascinato è stato il Museo degli Agostiniani.
L'edificio è stato costruito nel 1309, in stile gotico, e ospitava, appunto, un convento di Agostiniani. Ci pensò la Rivoluzione francese nel 1793 a secolarizzarlo. Nel 1795 fu aperto, poco dopo il Louvre, al pubblico. Senza alcun dubbio è uno dei più vecchi musei di Francia.

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Museo degli Agostianini: una visione parziale del chiostro

Sono oltre 4.000 opere presenti nello straordinario museo, il cui fondatore, Jean-Antoine Chaptal, aveva ideato con lo scopo garantire la presenza di tutti i maestri, tutti i generi e tutte le scuole pittoriche. Quanto scritto sul depliant è parzialmente vero.

Leggo, infatti: "Situato negli antichi edifici del convento degli Agostiniani, il Musée des Augustins, in stile gotico meridionale, ospita alcune eccezionali collezioni di dipinti e sculture dal Medio Evo all'inizio del XX sec.: sculture gotiche (XIV-XV sec.), pittura religiosa (XIV-XVIII sec.) e soprattutto una notevole collezione di sculture romaniche del XII sec. provenienti essenzialmente dal chiostro della basilica Saint-Sernin, dal monastero di Notre-Dame-de-la-Daurade e dai palazzi del capitolo della cattedrale Saint-Étienne."

Per la verità le acquisizione del nucleo centrale derivano dalla confisca delle proprietà della Chiesa al tempo dellaRivoluzione francese, dal sequestro delle collezioni private degli emigrati a Tolosa, e dei dipinti del  in particolare i dipinti del cardinale de Bernis e Louis-Auguste Le Tonnelier, barone de Breteuil.

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Una visione  notturna del Chiostro


Se le opere pittoriche sono di grande fascino, con tele del Perugino, del Guercino, Toulouse-Lautrec, Delacroix, Guido Reni, Rubens, Anton Van Dyck, Francesco Guardi, Camille Corot, Gustave Courbet, Édouard Manet, Maurice Utrillo, Maurice Denis e altri, la collezione di sculture del museo è in gran parte dovuto al lavoro di antiquari e curatori di musei, come Alexandre du Mège che è riuscito a recuperare delle sculture durante le frequenti distruzioni di edifici religiosi che hanno caratterizzato il XIX secolo.

 

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Notre-Dame de Grasse, una delle opere
più ammirate del museo

 

Di estrema importanza è la presenza della scultura romanica del XII secolo, originaria dei tre edifici religiosi principali della città - il convento di Notre-Dame de la Daurade, la basilica di Saint-Sernin e la cattedrale di San Carlo Borromeo a Saint-Étienne.

Degne di nota anche molte sculture locali del XIV e XV secolo e otto figure in terracotta del XVI secolo dalla Chapelle de Rieux (Notre-Dame de Grasse e opere del maestro di Rieux), costruita intorno al 1340 nel Couvent des Cordeliers.

Durante la visita alla sala della scultura romanica del XII secolo, mi sono imbattuto davanti a due statue che hanno attirato particolarmente la mia attenzione. La prima riguardava una statua di San Giacomo, il Minore.
 

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L'indicazione posta accanto alla statua di San Giacomo.
Notare il punto di domanda accanto
al nome di "Saint Jean e Saint Jacques Le Majeur?"

 Photo©giacomodanesi

La seconda, invece, riguardava la statua di "San Giovanni e San San Giacomo, il Maggiore? ".  E' il punto di domanda accanto alla parola "...Il Maggiore?" che ha attirato la mia attenzione. Il motivo? 

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La statua di San Giovanni
e San Giacomo il Maggiore?
Photo©giacomodanesi

Quali sono gli oggetti con i quali l'Apostolo Giacomo, quello di Santiago de Compostela, è tradizionalmente rappresentato? Bastone, Bisaccia, Bordone da pellegrino, Cappello da pellegrino, Conchiglia e Stendardo. Bene. Ora guardate questa foto. E' un particolare della statua.

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 La statua di San Giovanni e
San Giacomo il Maggiore?
(Particolare)
Photo©giacomodanesi

Nessun dubbio. Sotto il braccio sinistro del santo appare, inconfondibilmente, la bisaccia! Non solo. San Giovanni che gli sta accanto, era l'apostolo Giovanni, suo fratello! Fossi il curatore del museo io toglierei il punto di domanda posto accanto alla parola "il Maggiore?"...

Tolosa è una città che non finisce mai di stupire. Sapete qual'è il fiore che la rappresenta? La violetta. Se capitate da queste parti il 4 e 5 febbraio troverete la città che da rosa diventa ... viola! La leggenda vuole che sia stato un soldato di Napoleone, di ritorno dalla Campagna d'Italia, a portare una viola alla sua amata.


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                         Tolosa: anche le vetrine si fanno ...violette!                                                                                                 

Oggi, una pregiata varieta di questo fiore è un marchio registrato: "La violetta di Tolosa". Se a febbraio siete da questa parti non meravigliatevi se troverete questo colore predominante su tutto. Dalle confetture alla saponette la città si fa viola, anzi, violetta! 


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                                        Tolosa: la città... violetta!


Dimenticavo. Immagino che molti sappiano che Tolosa, per gli amanti dell'Aeronautica, è la capitale europea dell’industria aerospaziale. Famosa per la costruzione di velivoli, lo è ancor più perché la città ospita il sistema satellitare SPOT, e la EADS (European Aeronautic Defence and Space Company).

Oltre, naturalmente ad essere  il più grande produttore di soluzioni satellitari in Europa, come la Thales Alenia Space.

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Tolosa: la cittadella dello Spazio
Photo Cité de l'espace©ManuelHuynh

Dopo Tolosa, il nostro viaggio è proseguito verso una destinazione di immenso fascino artistico e spirituale: Rocamadour! Sarà questa località l'oggetto del mio prossimo articolo.                                    


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